‘NO’ della Giunta regionale anche per la centrale elettrica Snam

L’Aquila. La delibera di giunta regionale non è stata ancora pubblicata, ma la notizia c’è. L’esecutivo ha deliberato sulla centrale di spinta del gas alimentata ad energia elettrica e con un secco NO ha negato l’intesa anche per l’innovativa centrale ad elettricità proposta da Snam rete gas per la compressione del metano da spingere, nei tubi da 48 pollici, a Nord affinché la multinazionale possa venderlo e ricavarne profitto. Il serpentone del Rete adriatica è lungo centinaia di chilometri e passerà su aree a massimo rischio sismico lungo la dorsale appenninica.

Mazzocca Pizzola Report-age.com 2015
Mazzocca Pizzola Report-age.com 2015

Ad annunciare il No alla proposta di centrale elettrica è il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale, con delega all’ambiente, Mario Mazzocca a cui abbiamo chiesto chiarimenti sulla procedura che si avvia a conclusione per decidere sulla costruzione della centrale di spinta Snam alimentata a gas. Il sottosegretario risponde anche all’intervento del segretario dell’Italia dei valori, Lelio De Santis, che tira fuori la carta dei terreni aquilani gravati da usi civici sui quali si vorrebbero installare i tubi del gasdotto Rete adriatica, mancherebbe però  il cambiamento di destinazione d’uso. La questione usi civici non è stata affatto trascurata ed è stata già segnalata dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, nell’ultimo incontro in Conferenza di servizi. Fatto sta che il responsabile del procedimento ha inviato comunque tutti gli atti al Consiglio dei ministri.

“Con il diniego anche sulla centrale elettrica, seguendo la procedura, sarà il Consiglio dei ministri a decidere, sentito però il Presidente D’Alfonso che sarà ascoltato in ultima istanza” chiarisce Mazzocca. Dunque un’ultimo intervento della Regione che potrebbe essere decisivo. E’ un momento decisivo in cui il governatore d’Abruzzo dovrà tentare il tutto per tutto per convincere il Consiglio dei ministri a non approvare il progetto della centrale di spinta a gas in valle Peligna. La linea scelta dalla Regione, conformandosi alla volontà dei Comitati e a quella delle Risoluzioni e dei tanti atti approvati all’unanimità, lascia pochi margini di trattazione perché il confronto tra gli amministratori locali e regionali con la Snam e i responsabili del procedimento è chiuso da venerdì scorso per la valutazione e l’autorizzazione del progetto a Roma.

La partita poteva essere giocata diversamente? L’espressione del sottosegretario Mazzocca lascia intendere che un percorso differente per la procedura si poteva prendere, ma non è stato considerato, forse è stato sottovalutato. Insomma i tempi si potevano allungare, fa capire il sottosegretario regionale con delega all’ambiente e alla protezione civile.

“Se la Regione non avesse detto un NO secco alla centrale ad alimentazione elettrica, mostrando qualche anche timida apertura, la pratica per legge sarebbe tornata al Ministero dello sviluppo economico per seguire una nuova procedura di autorizzazione – viste le considerevoli modifiche riferite all’impianto e aggiunge Mazzocca “Si sarebbe riattivata la Conferenza dei Servizi presso il Mise per valutare questo nuovo progetto”.

Consigliere sarebbero trascorsi altri mesi che avrebbero dato altro tempo alla valle oltre che al Presidente.

“La Regione ha seguito la linea indicata osservando la posizione indicata e voluta dal territorio” conferma Mazzocca.

Diversamente si sarebbe guadagnato qualche altro mese prezioso prima di arrivare alla decisione finale. Può essere utile insistere sull’applicazione della Risoluzione parlamentare del 26 ottobre 2011, per un tavolo in cui trovare, insieme, un’alternativa al tracciato del metanodotto sulla dorsale Appenninica?

“Credo sia una strada difficilmente praticabile. Il problema è che, a norma di legge ed a meno di improbabili colpi di scena, non v’è più tempo per istituire tavoli di sorta”.

Secondo il Segretario regionale dell’Italia dei valori, De Santis, già consigliere comunale dell’Aquila, manca ancora l’autorizzazione del Comune dell’Aquila per il cambiamento di destinazione d’uso dei terreni gravati da uso civico che rientrano nel tracciato del metanodotto Rete Adriatica. La carta degli usi civici, nel comprensorio Aquilano potrà evitare l’impianto a Sulmona e quando si gioca?

La carta l’abbiamo giocata in sede di ultima Conferenza di servizi sul Metanodotto presso il Mise.

Vero, nel verbale ha preso parola con un intervento duro e deciso?

“Tant’è che il Mise accusò il colpo, disponendo il rinvio della Conferenza di servizi per circa 3 mesi, accelerando al contempo la remissione del procedimento della Centralepresso la Presidenza del consiglio dei ministri- conclude Mazzocca – L’intento era chiaro: chiudere il discorso sulla localizzazione della Centrale si da mettere più che un paletto sul tracciato (una volta chiusa la centrale …). Ma è un argomento che possiamo e dobbiamo ancora spendere sulla questione tracciato anche presso la Presidenza del consiglio dei ministri dove è stato differito il procedimento (al pari della centrale) che inizierà non appena chiuso quello sulla centrale stessa”. Non è detta l’ultima.

mariatrozzi77@gmail.com

Approfondimento

Esplode un altro metanodotto Snam, è il terzo incidente quest’anno 20.11.2015

2 risposte a "‘NO’ della Giunta regionale anche per la centrale elettrica Snam"

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