Esplosione metanodotto Mutignano - Pineto (Te) 6.3 Report-age.com 2015 2015

Esplode metanodotto Snam, è il terzo incidente quest’anno

Otto esplosioni di gasdotti dal 2004, 3 solo nel 2015 a cui aggiungere anche un’altra poco nota del 10 dicembre 2014 a Sant’Alberto, a pochi chilometri dal quartier generale Snam di Ravenna (Emilia Romagna). In Alta val Marecchia, nel primo mattino, la terza esplosione dell’anno dei gasdotti Snam. L’incidente è avvenuto in provincia di Arezzo, la condotta esplosa è installata a Ponte Presale di Sestino. Le fiamme hanno lambito l’area artigianale. Si parla di cedimento strutturale della condotta del metano e il fenomeno del jet-fire ha prodotto fiamme alte fino a 20 metri, lambita anche l’area artigianale di Ponte Presale a molta distanza dall’epicentro.

 Aggiornamento 1 e 2

Sono sempre più frequenti gli incidenti sui metanodotti italiani e nonostante questo la multinazionale che trasporta gas naturale continua a ripetere che le sue strutture siano sicure. Mai un esplosione di un metanodotto per rischio sismico, dichiara con toni rassicuranti la società, ma di cedimenti e di dissesti l’Italia fa collezione e anche di esplosioni di gasdotti per frane e smottamenti. Solo per essere chiari, l’area a valle sulla quale sorgerà la centrale di spinta della Snam, a Case Pente, è conosciuta come Vallone Satanasso, è nota alle cronache anche antiche per aver creato seri problemi alle comunità locali. Il tracciato del metanodotto, del progetto Rete adriatica, il tratto del Sulmona Foglino parte dalle 4 condotte di collegamento in valle Peligna, zona a massimo rischio sismico, si snoderà per circa 700 chilometri da Sul a Nord della Penisola, si inoltrerà in aree in cui il dissesto e il terremoto purtroppo sono di casa. Altro che strategia energetica nazionale, il governo Renzi vuole bene alle multinazionali e intuba proprio i territori e le popolazioni che dovrebbe difendere e rappresentare. In pillole la necrostoria delle esplosioni dei gasdotti italiani firmati dalla multinazionale del tubo. Dopo un forte boato, udito sino a 15 km di distanza, si è alzata una colonna di fuoco con fiamme che hanno superato i 30 metri di altezza, raccontano i testimoni dell’ennesima esplozione di un metanodotto. C’è da che stare tranquilli?

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Esplosione metanodotto Mutignano, Pineto (Te)

Necrostoria degli elettrodotti esplosi:

Il 15 gennaio 2004 per una frana esplode un gasdotto Snam nella bassa molisana a Montecilfone (provincia di Capobasso).

L’11 febbraio 2010 a  Tarsia, in Calabria, a causa di uno smottamento di terreno altra esplosione della condotta targata dalla multinazionale.

Il 18 gennaio 2012 a Tresana (Massa Carrara) esplosione durante i lavori di manutenzione.

Il 20 luglio 2013 per un movimento franoso esplode un metanodotto a Sciara (Palermo), in Sicilia.

Il 10 dicembre 2014 un incendio si sviluppa nella centrale Snam di gas metano in via Sant’Alberto, vicino Ravenna, per un problema all’impianto di riscaldamento del metano, già era accaduto.

Il 6 marzo 2015 a Mutignano (Frazione di Pineto in provincia di Teramo) esplode la condotta, tra le cause dell’incidente si ipotizza smottamento e condizioni del tempo non favorevoli. Mai rese pubbliche le vere cause dell’incidente al tubo che esplose in quei giorni di maltempo in cui l’Italia venne colpita da una sciabolata artica.

Sabato 9 maggio 2015, ore 4 del mattino, a Roncade in provincia di Treviso, si è verificata l’esplosione del metanodotto della Snam (diametro 650 mm e 56 bar di pressione) la metà di quello da realizzare su area a massimo rischio sismico progetto Snam Rete adriatica. Il gasdotto esploso trasporta il gas da Trieste a Mestre, la conduttura ha ceduto sotto i canali irrigui che servono dei terreni e la fuoriuscita di metano ha ridotto in cenere centinaia di filari di vite dell’area dove sono attive numerose aziende agricole e vitivinicole. L’incidente, nemmeno a dirlo, ha causato un evidente danno economico.

Venerdì 20 novembre 2015, in alta val Marecchia è impressionante la voragine creata dall’esplosione che è stata provocata da un cedimento strutturale della condotta della linea Rimini – San Sepolcro, di 26 pollici di diametro, (650 mm) e con pressione di 70 bar: poco più grande di quello esploso a Mutignano frazione di Pineto (Te), il 6 marzo di 600 mm di diametro. A differenza di Mutignano non ci sono feriti perché il tratto esploso interessa una campagna, ma sia i Vigili del fuoco che i tecnici, hanno comunque adottato misure precauzionali evacuando le abitazioni circostanti.

Sabato 13 dicembre 2017, dalle ore 11 alle 18, per l’esplosione in una stazione austriaca di una condotta che trasporta gas russo all’Italia interruzione del’erogazione di gas per l’Italia che però può contare di una settiman di riserve di metano grazie agli stoccaggi. Il bilancio umano dell’esplosione è purtroppo di un morto e di decine di feriti. L’incidente è avvenuto esattamente nella stazione (hub) di Baumgarten e avrebbe provocato l’interruzione del flusso di metano, in arrivo dalla Russia e passando per l’Ucraina che rifornirebbe la Penisola.

“Sono ormai frequenti questi episodi – scrivono in una nota gli ambientalisti sulmonesi – dall’inizio dell’anno è il III dopo Mutignano e Roncade per i quali si ripresenta, in maniera preponderante, il problema della sicurezza. Non possiamo che biasimare il comportamento della giunta regionale dell’Abruzzo che ha rinunciato a costituirsi in giudizio contro il Governo che ha impugnato la Legge regionale 8/06/2015 n. 13 che disciplina le distanze di sicurezza nella posa delle condotte, per garantire l’incolumità pubblica. É pacifico che il decreto ministeriale 17 aprile 2008 (regola tecnica per gli impianti di trasporto gas naturale) vada modificato perché il caso di Mutignano, ad esempio, dimostra  che gli effetti dell’esplosione si sono estesi per un raggio molto superiore alle distanze previste nella tabella del decreto citato. La Regione Abruzzo, dopo la tragedia sfiorata a Mutignano e dopo l’approvazione della Lr 8/06/15 n.13, aveva tutti i requisiti per farsi promotrice di una proposta legislativa in Parlamento affinchè si rivedesse la normativa nazionale. Dopo quest’altra esplosione come non riflettere sul fatto che, con il metanodotto (1 métro e 20 Dn) e la centrale di compressione con le 4 linee di collegamento, (4 tubi da 1 metro e 20 di diametro e 75 bar di pressione) il governo ci sta imponendo, insieme all’opera, anche l’accettazione implicita del rischio? Proprio a Sestino dovrebbe partire l’ultimo tronco del mega gasdotto Rete Adriatica che la Snam si ostina a voler realizzare lungo la dorsale appenninica e cioè nei territori che sono più altamente sismici del nostro Paese. Se i gasdotti, come ormai è dimostrato dall’inquietante  ripetersi di tali eventi, possono esplodere anche  a causa di modesti smottamenti di terreno, come si può parlare di sicurezza quando queste gigantesche infrastrutture vengono interrate in luoghi ad elevatissima probabilità di terremoti? Ed è proprio questo rischio, molto concreto, che ha indotto la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati ad impegnare il Governo nazionale alla modifica del tracciato al fine di tutelare l’incolumità pubblica. Ma la volontà del Parlamento resta a tutt’oggi disattesa, nonostante gli incontri che, per quanto concerne la centrale,  si sono tenuti e conclusi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.  Non è ammissibile che la ricerca del profitto (è bene tener presente che il “nostro” gasdotto serve per rivendere il gas nei Paesi del Centro Europa) venga anteposta al bene primario, costituzionalmente garantito, della salute e della sicurezza dei cittadini. Per questo è ineludibile che da parte di tutti i nostri rappresentanti istituzionali –  Parlamentari, Governo regionale, Sindaci – si pretenda un incontro urgente con il Ministro dello Sviluppo Economico, Guidi, affinchè venga data piena attuazione alla risoluzione parlamentare e si istituisca il tavolo tecnico nazionale per individuare, al di fuori della dorsale appenninica, le ,etanodottoalternative al progetto presentato dalla Snam.

mariatrozzi77@gmail.com

Approfondimenti

Ancora una esplosione di gasdotti Snam: 3 in 5 mesi 09.04.2015

Abruzzo senza tregua. Arriva il Larino-Chieti: altro gasdotto da valutare a dicembre 24.1.2015

Il ‘NO’ della Giunta regionale deliberato anche per la centrale elettrica Snam 20.11.2015

Archivio

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