Nimbyforum. Al rogo comitati, ambientalisti, blog e quel ‘mentitore’ di Erri De Luca

Roma. I componenti di questa moderna inquisizione sono sostenitori del Nimbyforum e nell’elenco troviamo non solo una nutrita rappresentanza istituzionale (qui), ma anche nomi altisonanti di società come Edison, Terna, Enel, Trans adriatic pipeline (Tap), A2a e Falck renewables. Al convegno nazionale del Nimbyforum Erri De Luca non è stato ancora assolto, le testate gionalistiche locali scrivono senza sapere. Tutti al rogo dunque, blog ambientalisti inclusi.  Le multinazionali liquidano il problema dell’inquinamento, dell’effetto serra, dell’aumento delle temperature e del depauperamento dei territori assediati dai loro progetti (elettrodotti, oleodotti,  metanodotti, centrali a biomasse, piattaforme petrolifere e trivelle per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi) con una semplice parola: nimby. Questo è lo spauracchio da sconfiggere e le grandi imprese si aggrovigliano il cervello per una soluzione che fermi i cittadini che si oppongono alle loro opere celebrate come strategiche e sostenute da discipline normative come quella dello Sblocca Italia. Vorrebbero controllare l’informazione on line, discutono su come gestire quella sui social. Dunque per loro il problema è fermare l’opposizione senza approfondire le ragioni delle contestazioni popolari che interessano la bellezza di 355 opere in Italia che i colossi del fossile e dell’energia non rinnovabile intendono realizzare ad ogni costo. Il sistema di produzione non si cambia quello fossile deve bastare. Opere considerate inutili dalla gran parte delle popolazioni interessate. Non ha prezzo allora immaginare la sorpresa e lo stupore degli addetti al fossile che, durante un’auto celebrazione dei sostenitori del Nimby forum, si trovino in sala un manipolo di rappresentanti del Comitato No elettrodotto 380 Kv Villanova – Gissi, attivisti di Pescara e Chieti, che partecipa e segue i lavori del forum. Raccontiamo gli interventi dei relatori di prestigio della riunione capitolina, consumata due giorni fa, da un punto di vista inimmaginabile per queste occasioni mondane.

di

Maria Paola Di Sebastiano

Fonge immagine
Fonge immagine Energieprovince

Il convegno Nimbyforum si è rivelato ben distante dall’essere la presentazione di uno studio scientifico di ricerca sul tema. Niente dati, percentuali, obiettivi, niente metodi razionali di studio messi sul tavolo. Si è invece pontificato  su come le opposizioni stanno diventando un problema, su come Internet permette loro di alzare la voce e quindi la loro unica domanda è: “come si possono fermare?”. Il convegno è cominciato con una lunga dissertazione del prof. Luciano Floridi, Oxford university, che con una smagliante pronuncia, ripeteva come un disco rotto Not in my back yard richiamando alla memoria i corsi in inglese delle audio cassette degli anni ’90. Ridicolizzando il problema, appellandolo come territoriale e riducendo il tutto alla  sola volontà di fare altrove il danno. Il professore definiva i social media alla stregua di un bar in cui tutti parlano ad alta voce, un bar pieno di diavoloni che o mentono sapendo di mentire oppure sono ignoranti e poi ancora i comitati deviano l’informazione per meri interessi” ma non ne elenca alcun, aggiumngendo: “Il senso civico evita nimby … i social fanno da volano all’ignoranza dei comitati. Per concludere con una incredibile intuizione: “dovremmo spalmare le responsabilità distribuendo il danneggiamento territoriale ai fini del progresso.. su tutti allo stesso modo.. nimby è un problema serio, che evidenzia i limiti di una società civile priva di spessore”.

Poi prende la parola il deputato del Partito democratico Peluffo, che ritorna sulle difficoltà di gestire l’informazione sui social e fa una breve cronistoria delle contestazioni e del Nimbyforum. Ribadendo la necessità del coinvolgimento e del confronto, non legato alle opposizioni che falserebbero il campione. Dunque, va bene il dialogo a senso unico, non con chi studia ed è preparato e subisce le opere delle multinazionali. A tal proposito cita come esempio il comune di Rho, della città metropolitana di Milano, che ha accettato di buon grado il termovalorizzatore Silla 2, in cui i comitati hanno un ruolo attivo nel monitoraggio delle emissioni. Il dialogo a questo punto naufraga…

La parola a Mario Virano, direttore generale di Telt, Tunnel Euralpin Lyon Turin. Il relatore traccia un interessante binomio: No Tav – nascita del Nimbyforum. “No Tav nasce in modo fondato perché il progetto era totalmente errato ed arrogante” ripercorre la storia no Tav e quella che a suo dire è la deriva violenta del movimento, conclude addirittura paragonando gli attuali oppositori a terroristi. Nei vari passaggi a più riprese utilizza sempre la parola “sconfitta di un movimento, di un progetto di opposizione”. Le parole al miele che dedica ai politici che si oppongono al progetto in difesa di un territorio superano quasi il limite: “banali intenti politici” “sindaci banali sotto scacco dei comitatini” e ancora… “ accettare le compensazioni significa non essere rieletti” “non abbiamo politici cuor di leone”.

Lo spessore massimo del suo discorso però si raggiunge con un vile attacco ad Erri De Luca, probabilmente, il relatore, pensava di aver di fronte a sé una platea amica… e così senza mezzi termini lo definisce “ Mentitore che si fa soldi vendendo menzogne” “ Criminalizza un cantiere di cui non sa nulla”.  A questo punto qualcuno dalla platea insorge in modo pacato e composto: “ non parli degli assenti!!! .. spieghi piuttosto perché in Italia la Tav costa 4 volte di più che in Francia”. I relatori si irrigidiscono, sviano il discorso togliendo la parola all’attivista Friulano e dicono che non è quello il momento delle domande che verranno invece concesse alla fine. Nel loro sguardo si legge preoccupazione perché in platea ci sono esseri pensanti. A questo punto il signor Virano tronca il suo intervento, concludendo in modo forzato. A seguire le dissertazioni di G. Zollino della Sogin che presenta, in modo molto superficiale ma convincente, il progetto di stoccaggio scorie nucleari. Per la prima volta un intervento asettico e simil-scientifico… staremo a vedere… di certo i comitati studieranno. Segue Stefano Corti della “Mm Spa” presenta come positiva l’esperienza della partecipata Milanese che realizza metropolitane in Italia e all’estero affrontando il micro nimby pianificando insieme ai cittadini e comitati soluzioni che possano attenuare i disagi della fase di cantierizzazione. Si chiude con Paolo Esposito “Cba studio legale e tributario” che presenta i “preoccupanti” dati di deficit infrastrutturale Italiano (i dati vengono sempre esposti in modo filosofico e mai scientifico, nessuna slide, nessun grafico) , viene rappresentata tutta la preoccupazione dei contenziosi, dei contratti spesso naufragati per colpa dei comitati o di fazioni politiche, ci lascia con un suo quesito sul quale sta lavorando…. “ cosa servirebbe per ridare certezze  giuridiche a questo ambiente?”. La risposta preoccupa, in pratica tutto il loro impegno è mirato a come tagliare le gambe a dei comitati sempre più preparati. G. Riotta interviene ridicolizzando a più riprese i comitati, il loro utilizzo dei social e mette nel calderone anche le piccole testate locali che spesso scrivono senza sapere. A conclusione, si apre la tavola rotonda, interviene il deputato del M5S Giorgio Sorial, attaccando in modo composto e puntuale ogni loro parola. I relatori vanno in tilt, chiudono con 40 minuti di anticipo e gran fretta il dibattito, negando la possibilità di ulteriori interventi dalla platea.

Approfondimento

Henry De Luca assolto: ‘Sabotare, verbo nobile e democratico’ anche per l’Abruzzo 19.10.2015

Altri approfondimenti sul Nimby

#iostoconerri

Ask yourself if it is really necessary..

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.