Mattarella ricorda le vittime della Casa dello studente

L’Aquila. Il Presidente della Repubblica all’Aquila inaugura oggi l’anno accademico dell’Università degli studi dell’Aquila, a Coppito. Così per il tribunale ricostruito nel capoluogo, già inaugurato una prima volta, quello che fra qualche anno, forse nel 2018, potrebbe accogliere gli uffici giudiziari di Sulmona e Avezzano. 

Mattarella all'AquilaLa ricostruzione nel capoluogo abruzzese conta somme incredibili, ma non molto è stato ricostruito. Soprattutto nelle periferie, nelle frazioni e nei paesi del circondario manca ancora molto, le case nuove sono poche e quelle da ricostruire giacciono a metà. Il cronoprogramma del sindaco, Massimo Cialente, funziona a stento e si avvicendano, uno dopo l’altro, le inchieste, gli arresti per casi sempre più frequenti di corruzione tanto da toccare anche l’ex vice sindaco della città, Roberto Riga. La legislazione dell’emergenza e le ordinanze in deroga alla disciplina di legge avrebbero allentato i controlli su imprese e società impegnate nella ricostruzione pubblica e privata, che dire per le scuole della provincia, una vergogna. Così oggi l’associazione Libera di Don Ciotti ha fatto appello al Capo dello Stato che all’Aquila è stato accolto e ringraziato per quanto fatto in aiuto degli aquilani e delle associazioni culturali della città, in ginocchio strette tra la morsa della crisi e del post terremoto. Che si torni a vigilare nel migliore dei modi, chiedono le associazioni di volontariato in prima linea contro la criminalità organizzata e la corruzione.

Deposizione della corona di fiori alle 8 vittime del SISMA DEL 6 aprile 2009 della casa dello studente Il Corazziere Filippe Santilli, di Sulmona, ausilio capo servizio impegnato nel settore sicurezza per il capo dello stato durante la deposizione della corona di fiori

Deposizione della corona di fiori in ricordo delle 8 vittime, del sisma del 6 aprile 2009, della Casa dello studente. A destra, nell’immagine, il Corazziere, Philippe Santilli, di Sulmona, ausilio capo servizio impegnato, come molti altri Corazzieri e giovani delle forze dell’Ordne, nel servizio di sicurezza per il Capo dello Stato, il Carabiniere abruzzese ripreso durante la deposizione della corona di fiori in via XX Settembre.

 

La corruzione però non è stata solo importata all’Aquila e non è solo quella arrivata dalle altre regioni, soprattutto dalla Campania. Il capoluogo di regione era sulla strada della rovina già da prima, col suo vespaio di bella gente molto prima del terremoto del 2009 che faceva affari e ne ha fatti tanti risparmiando sulla sicurezza, riducendola ai minimi termini. E’ la gestione di allora, dei lavori pubblici e privati compresi, che ha portato al crollo definitivo, la gran parte del disastro si deve anche a chi ha consentito di costruire case ed edifici di sabbia o di ergere le sue torri là dove proprio non dovevano sorgere certe strutture. Inoltre, il massimo rischio sismico nel Capoluogo allora fu sottovalutato, forse perché le scosse erano poche e rare? Furono ridotte ai minimi termini le misure di sicurezza e in certi casi, per alcuni edifici, praticamente ignorate o annullate. Come se si trattasse di una città di mare e tra quelle capricciose montagne non vi fosse rischio alcuno per gli abitanti. Eppure quella è un’area a massimo rischio sismico, così com’è la gran parte dell’Abruzzo Appenninico. Fra poco anche sull’Aquila passerà il metanodotto Rete adriatica, con i suoi tubi da 48 pollici in cui schizzerà il gas sparato a Nord che la Snam venderà con rpofitto all’Europa. L’esplosione del piccolo gasdotto di Mutignano di Pineto, in provincia di Teramo, causata dal maltempo, non ha insegnato niente, mentre con i miliardi stanziati da cosietà private si è riusciti a ridarre il vecchi splendore alla Basilica di Collemaggio, grazie anche all’Eni. Toccante e sentito il saluto del Presidente Mattarella dinanzi l’edificio simbolo del sisma e della ricostruzione. Questa mattina alle ore 10.30 il Capo di Stato e l’Italia erano lì per ricordare i loro figli: Luca Lunari, Angela Cruciano, Luciana Capuano, Hussein Hamade, Davide Centofanti, Francesco Esposito, Alessio Di Simone e Marco Alviani. Sono le vittime più giovani del sisma e del disastro di quei giorni impressionanti. In silenzio e in riflessione davanti alla loro tomba. Imponenti le misure di sicurezza per il Presidente, giornalisti e cineoperatori hanno potuto accedere all’area solo con il pass, il permesso, e in una piccola area dedicata per riprendere i momenti più importanti della cerimonia. Non lontano genitori e familiari degli 8 giovani.

Casa dello studente Foto Maria Trozzi 2012
Casa dello studente Foto Maria Trozzi 2012

La Casa dello studente di via XX Settembre è lì, la stanno ancora ricostruendo e sono trascorsi quasi 7 anni dal tragico evento. I costi per la ricostruzione lievitano giorno dopo giorno e rimettere in piedi l’Aquila sta costando troppo caro. Il prezzo che si paga non è solo quello strusciante e sonante, il costo è cedere alla illegalità e ad ogni forma di immoralità che cancella il meglio. Ed è proprio nella casa dello Studente che la notte del 6 aprile persero la vita 8 giovani abruzzesi, non solo aquilani, sepolti dalle macerie dell’uomo, quelle stesse mura che avrebbero dovuto proteggerli, quella stessa struttura che andava evacuata tempo prima della scossa finale. Nei locali, tra le pareti,  il ferro, le stecche filiformi tra le colonne portanti e le basi non lasciano scampo. Le condanne ci sono state e anche i risarcimenti, ma non sembrano bastare.

Sentenza crollo Casa studente. La sentenza della Corte di Appello ha confermato le pene di primo grado per i 4 imputati Pietro Centofanti, Tancredi Rossicone e Bernardino Pace, responsabili della ristrutturazione del palazzo nel 2000. Aveva la competenza sul controllo il tecnico dell’azienda per il diritto allo studio universitario, Pietro Sebastiani, condannato a 2 anni e mezzo di reclusione. Il 16 febbraio 2013 in primo grado il giudice inflisse 4 anni a Bernardino Pace, Pietro Centofanti e Tancredi Rossicone, tecnici autori dei lavori di restauro del 2000. Condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione Pietro Sebastiani, tecnico dell’Azienda per il diritto agli studi universitari. Ai parenti delle vittime furono riconosciuti 2 milioni di euro di risarcimento. mariatrozzi77@gmail.com