Parco Costa Teatina: Io sto col Commissario De Dominicis #iostoconPino

Chieti. “Io sto con il Commissario Pino De Dominicis con la sua cartografia capziosamente non aggiornata, con le sue proposte di eccessiva estensione territoriale” scrive in una nota Giovanni Diamante, ambientalista e assessore all’ambiente del Comune di Popoli, in provincia di Pescara. E’ un’altra voce fuori dal coro mentre si allunga la minestra per il riconoscimento del Parco nazionale. Perimetrazione tutta da rifare, grazie alla indecisione del ministero dell’ambiente che, un anno fa, incaricava un Commissario per definire i confini dell’area protetta e oggi dà ragione alle più disparate osservazioni contro l’attuale perimetrazione del Parco della Costa teatina. A cosa è servito allora nominare il Commissario Pino De Dominicis!

Giovanni Diamante
Giovanni Diamante

Una volta erano i giovani figli di papà, ma sotto i ponti del ’68 di acqua ne è passata tanta. E’ salata quella dei sindaci dei resort vista trivelle che dalla costa dei Trabocchi a Roma ottengono l’ok dal ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, per ridelineare i confini del futuro Parco, non proprio avveniristico ormai, in linea con le loro scelte e i discutibili Piani regolatori generali. Non resta altro che l’appello di Diamante, assessore di Popoli, località ad un palmo di naso dalla provincia di Chieti. Lui si schiera dalla parte dell’ambiente e affianco del Commissiario alla perimetrazione del Parco che, definendo i confini, ha dato un’accelerata alla nascita ufficiale dell’area protetta. Una nascita che dopo la previsione della legge n. 93 del 2001, si trascina da quasi 15 anni. Roba da guinness dei primati, un vero e proprio record. Oggi il ministro dà la possibilità di cambiare ancora i contorni del Parco ai 10 sindaci della costa teatina che assieme al presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo e al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso non erano e non sono d’accordo sulla perimetrazione. E allora “Io sto col Commissario De Dominicis. Il cincischio  al quale stiamo da giorni assistendo, sulle sorti del Parco della Costa Teatina e sulla conseguente sempre più probabile possibilità di avvio di ricerche petrolifere nelle stesse aree impongono, ormai inderogabilmente, una scelta di campo senza ulteriori indugi – scrive l’assessore Diamante – Per chi pensa di poter continuare ad urbanizzare le aree costiere, continuando una attività di cementificazione che si protrae da quasi un cinquantennio, il serio rischio è quello di costruire resort vista trivelle e, francamente, non si capisce più se sia peggiore l’assalto cementiero e petrolifero all’incolumità dei paesaggi e delle biodiversità dei mari e delle coste. Molto sommessamente, da un entroterra spopolato di abitanti e di servizi, martoriato da una crisi economica che inevitabilmente diventa sociale, non possiamo che assistere esterrefatti all’incapacità di una classe politica locale e regionale che, ridisegnando ogni giorno perimetrazioni di salvataggio di nuove zone di espansione, da trent’anni è incapace di dare vita ad uno strumento di salvaguardia ambientale e paesaggistica. E se dopo trent’anni di sterile discussione, che hanno visto gli amministratori locali lottare per spostare il parco il più possibile lontano dai loro territori, non arriva una opportuna accelerazione sulla creazione di un’area protetta nemmeno con la minaccia delle trivelle, vuol dire che la cecità popolitica non può che arrendersi alle aggressioni che inevitabilmente arrivano sui territori. Io sto con il Commissario Pino De Dominicis. Parco costa teatina conferenza Pescara 1.8.2015Io sto con il Commissario Pino De Dominicis con la sua cartografia capziosamente non aggiornata, con le sue proposte di eccessiva estensione territoriale,  con la sua caparbietà di confronto con i Sindaci e con la Regione Abruzzo che da trent’anni non  riescono a proteggere i territri costieri dagli attacchi di ogni tipo – conclude Diamante – L’Abruzzo non può essere la Regione dei master plan di cementificazione delle coste, né quello delle funivie, né dei metanodotti, né quello dei pozzi petroliferi. La classe politica di questa Regione scelga il modello di sviluppo più consono al suo futuro. Io sto con il Commissario Pino De Dominicis, ognuno scelga con chi schierarsi ma non ci illudiamo che la discussione possa essere ancora lunga. Mentre Roma discute Sagunto è espugnata”.

Non senza un pizzico di stupore, dopo l’epilogo della conferenza di servizi al ministero dello sviluppo economico che dà il via libera al progetto petrolifero Ombrina Mare 2, il consigliere regionale Fi, Mauro Febbo, dichiara che “non ci sono più motivi logici per portare avanti il progetto del Parco” e che da assessore regionale “aveva già nel 2012 chiuso la perimetrazione del Parco”. Il Consigliere Febbo si è spesso dichiarato contrario all’istituzione dell’area protetta e afferma di essere arrivato a un passo dall’obiettivo se, a suo dire, non fosse stato affossato dagli stessi dirigenti del Pd oggi al governo della Regione. Già ai tempi del suo mandato, Febbo avrebbe potuto allontanare definitivamente l’insediamento Ombrina Mare 2 e così riconosce la validità delle posizioni di chi prefigura, da tempo, un modello di sviluppo realmente sostenibile per l’Abruzzo. Nel sottolineare questo, il sottosegretario regionale Mario Mazzocca, parla di demagogiche argomentazioni e articolate dietrologie di chi cerca capri espiatori per allontanare lo spettro del Parco nazionale: “Di certo c’è che, dopo 15 anni si arriva alla definizione della perimetrazione del Parco nazionale della Costa Teatina fatta dal commissario Pino De Dominicis, e che la Presidenza del Consiglio dovrebbe emanare il previsto Decreto istitutivo -dichiara in una nota il sottosegretario Mazzocca –  Conseguentemente, sui contenuti qualificanti e caratterizzanti l’area protetta (piano, norme, regolamenti) una volta istituita, come da specifica Risoluzione approvata dal Consiglio regionale il 15 aprile, va ricercata è trovata la massima intesa con i territori e le comunità, anche attraverso la costituzione di un tavolo di lavoro con tutti gli enti coinvolti. Questa, per noi, è una parte dell’impronta di sostenibilità con cui vogliamo caratterizzare lo sviluppo della nostra regione. Uno sviluppo fatto non solo di rispetto dell’ambiente e di pedissequa preservazione dello status quo, ma di promozione e valorizzazione delle tantissime risorse naturali abruzzesi. Uno sviluppo in cui le attività umane e l’uso del territorio a fini produttivi siano in perfetta simbiosi con il territorio che le ospita, sia esso naturale che antropizzato. Uno sviluppo che, per essere chiari, stride con l’idea di costruire un cementificio sopra Punta Penna o utilizzare 14 ettari di territorio per un complesso edilizio da 400 posti letto e 300 posti barca a ridosso del Sito di interesse comunitario Fosso delle farfalle- aggiunge il sottosegretario – Se taluni prefigurano una simile idea di sviluppo per l’Abruzzo, che ovviamente non coincide con la nostra, sarebbe cosa buona e utile che lo dicessero chiaramente, senza nascondersi dietro demagogiche argomentazioni e articolate dietrologie, nella spasmodica ricerca di capri espiatori ad ogni costo, evidenziando una latente malcelata ipocrisia ed una confusione intellettuale di fondo. Resta l’amaro in bocca, quello derivante dalla conferma del fatto che se il Parco Nazionale della costa Teatina fosse realtà (almeno da qualche mese) oggi non staremmo parlando più del progetto Ombrina Mare. A Parco istituito, infatti, con una semplice delibera la Regione sarebbe stata in grado di mettere una pietra tombale sulla piattaforma Ombrina”.


Maurizio Acerbo: “Dopo Ombrina D’Alfonso prende in giro i cittadini anche sul Parco della Costa Teatina, 15 anni e un commissario perimetrazione di nuovo da rifare”

E’ davvero incredibile la faccia tosta del presidente D’Alfonso: non va a Roma per dire no a Ombrina ma in compenso ci va per rimettere in discussione la perimetrazione del Parco della Costa Teatina! Avevo fatto bene ieri a segnalare la strana riunione romana. Nel PD e nella sua coalizione regnano la massima confusione e improvvisazione. Infatti il Presidente D’Alfonso di fatto delegittima il suo sottosegretario senza deleghe Mario Mazzocca e, cosa ancor più grave, il commissario Pino De Dominicis.  Mazzoca lo si manda a Roma quando bisogna perdere su Ombrina, quando invece bisogna ottenere che si riapra la strada alla cementificazione della costa a Roma ci va D’Alfonso in persona a dire il contrario di quanto sostiene l’ex-assessore e a vantarsene in tv. Il governo PD ha nominato il 5 agosto 2014 un commissario ad acta nella persona di uno degli esponenti più noti dello stesso PD abruzzese, cioè l’ex-presidente della provincia di Pescara architetto Pino De Dominicis, con il compito di procedere alla perimetrazione. Il commissario De Dominicis doveva accelerare e concludere l’iter del Parco consegnando la perimetrazione. Cosa che ha fatto dopo un anno di consultazioni presentando una superficie che lui stesso ha definito “ridotta” perché aveva incontrato forti resistenze. Mancava soltanto il decreto da parte della Presidenza del Consiglio e invece ora, grazie a Luciano D’Alfonso, tutto torna in discussione. A leggere i resoconti nell’incontro col Ministro i sindaci hanno pesantemente criticato l’operato del commissario con la benedizione del Presidente della Regione. Vien da chiedersi: ma D’Alfonso e La Penna con De Dominicis non potevano parlarci prima? Cosa è cambiato nel frattempo? Devono accontentare gli alleati di Abruzzo Civico provenienti dal centrodestra? Devono fare ulteriore campagna acquisti tra i sindaci del centrodestra? Quali interessi e interventi cementificatori devono sponsorizzare? Il comportamento di D’Alfonso è una presa in giro nei confronti dei 40.000 abruzzesi che parteciparono alla manifestazione a Pescara nell’aprile 2013 “No Ombrina – Si parco”.


M5S

Parco della costa teatina: che c’entra Lupi?

“La riunione di ieri convocata dal Ministro Galletti ha dell’incredibile: non solo si rimette in discussione un lavoro svolto da un commissario nominato dallo stesso governo e richiesto dallo stesso ministero, ma il tutto viene fatto alla presenza di parlamentari, come Lupi, che non dovrebbero avere nulla a che fare con questa vicenda. Usiamo il condizionale perché se Lupi è stato invitato alla riunione di ieri, mentre alcuni parlamentari abruzzesi neanche erano a conoscenza dell’incontro, un motivo ci sarà: ed è proprio quello che chiederemo alla presidenza del Consiglio e allo stesso ministero con un’interrogazione parlamentare. I quesiti saranno pochi e semplici: per quale motivo il Ministero dell’Ambiente, anzi lo stesso Ministro Galletti ha convocato la riunione per poi, da quello che si apprende dalla stampa, sconfessare il lavoro fatto dal commissario governativo voluto dallo stesso ministero? E soprattutto per quale motivo Lupi è stato invitato alla riunione? Sono quesiti che porremo anche a voce ai diretti interessati. Una cosa è certa: l’intervento del ministro Galletti potrebbe ritardare l’iter istitutivo del Parco. Sarebbe un buon motivo per ricevere, come già il predecessore Clini con la Medoil, i ringraziamenti dalla società petrolifera, che già starà festeggiando per l’esito della conferenza dei servizi” affermano i deputati del M5S Glianlica Vacca, Andrea Colletti e Daniele Del Grosso.

#iostocolcommissarioPino

Aggiornamenti

‘Cementificazione, petrolio, nanismo politico’ le verità del Parco della Costa teatina 14.11.2015

Approfondimenti

Lupi nel Parco della Costa Teatina: l’incontro che fa discutere 12.11.2015

Studenti figli di papà, io sto con i poliziotti

Pierpaolo Pasolini

3 risposte a "Parco Costa Teatina: Io sto col Commissario De Dominicis #iostoconPino"

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