Ecomusei per lo sviluppo dei comuni montani

Dopo gli incontri con la Provincia Autonoma di Trento ed a quello di Poppi, Arezzo, nell’Ecomuseo dell’Unione dei Comuni montani del Casentino, finalizzati alla redazione del  Manifesto strategico, gli Ecomusei italiani si rincontrano per confrontarsi e crescere, in un processo in continuo dinamismo. Ci si prepara  al Workshop di Argenta, in provincia di Ferrara, del 14 e 15 novembre, fra la rete nazionale degli Ecomusei per formulare una normativa nazionale.

Castello di Gagliano Report-age.com 2015Nell’incontro interverranno il Ministro dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, On. Dario Franceschini ed il padre degli Ecomusei Hugues de Varine, oltre ad altre figure di notevole rilievo istituzionale italiano e transnazionale del settore. Il neologismo, innovativo, ”Ecomuseo” è nato in Francia agli inizi degli anni settanta, secondo una strategia del Governo francese, in particolare dell’allora Ministro all’Ambiente con la consulenza di studiosi e museologi, George-Henry Rivère e Hugues de Varine, per fronteggiare le sfide legate ai mutamenti dal passaggio dall’era industriale a quella postindustriale.  Le ragioni sono ben spiegate nel libro di Hugues de Varine ‘Le radici nel futuro. Il patrimonio culturale al servizio dello sviluppo locale’’, CLUEB Editore 2005, con Introduzione di Daniele Jalla, Presidente ICOM Italia, una sorta di bibbia per i decisori politici, imprenditori e operatori culturali. In un Ecomuseo la ”Comunità” costituisce l’elemento fondamentale che si organizza istituzionalizzandosi per tutelare, valorizzare il proprio territorio, i beni culturali, materiali ed immateriali, creando sinergia col turismo e favorendo così lo sviluppo locale. Tale formula è risultata molto valida nel progetto europeo finalizzato proprio alla ricerca di strategie per lo sviluppo locale delle aree del Sud Est Europeo, al quale lo scrivente ha partecipato con la propria Comunità Montana, che aveva già precedentemente assunto la denominazione Ecomuseo d’Abruzzo nell’ambito di un proprio progetto di sviluppo locale e individuata come area pilota italiana insieme alla Provincia autonoma di Trento, oltre ai vari partner  e istituti di ricerca della Slovenia, capofila, Grecia, Bulgaria, Serbia ed Ungheria. Per le aree montane in cui le comunità montane sono state soppresse e dove la politica per la  montagna ha perso rappresentatività e subito notevoli danni, con piccoli comuni purtroppo allo sbando, L’Ecomuseo potrebbe rappresentare un nuovo modo di riproporsi, come un’araba fenice rinascendo dalle ceneri degli enti montani soppressi, per coordinare e favorire la coesione e la promozione turistica, con notevoli ricadute economiche, favorendo l’offerta e l’avvio di attività compatibili con lo sviluppo sostenibile.  Appuntamento molto importante per chi crede in questa formula innovativa alla quale il Ministro Franceschini ha mostrato notevole interesse.

Giovanni Pizzocchia

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