Tavolo sulla centrale di spinta Snam. D’Alfonso:’Tranquilli, a Roma si parlerà solo dell’impianto a gas’

L’Aquila. “Tranquilli – rassicura il governatore d’Abruzzo Luciano D’Alfonso –  Il 13 novembre a Roma si discuterà solo dell’impianto a gas e su quello c’è il diniego”. L’installazione da autorizzare sarà il cuore pulsante del metanodotto Rete adriatica, opera strategica della Snam che attraverserà la dorsale Appenninica a massimo rischio sismico. Avrebbe dato di certo maggiore sicurezza alla causa ambientalista l’approvazione della Risoluzione, presentata ieri in Consiglio regionale, non ancora votata perché cristallizzerebbe il diniego all’intesa della Regione Abruzzo anche per la centrale di spinta del metano da far funzionare a energia elettrica, da costruire a Sulmona in una cava dismessa, forse. La Risoluzione non è stata discussa, ma il governatore d’Abruzzo Luciano D’Alfonso ribadisce che venerdì a Roma si parlerà solo dell’impianto a gas perchè nulla è stato presentato per quella elettrica. L’installazione da autorizzare sarà il cuore pulsante del metanodotto Rete adriatica, opera strategica per la Snam.

Consiglio regionale Pietrucci Report-age.com 2015L’opera intera è stata frammentata e alcuni segmenti del metanodotto sono ancora sotto procedimento di autorizzazione così come la centrale di spinta del metano che nel progetto originario dovrebbe funzionare a gas. L’idea proposta di alimentarla con l’elettricità non si accompagna ancora ad alcun piano concreto. Cosa si può valutare? Per il momento nulla. Proprio per questa ragione, raggiunto telefonicamente in serata, ieri il Presidente D’Alfonso ha ribadito: “L’unica proposta che c’è ha ricevuto il diniego dalla Regione. Il Gas ha ricevuto il diniego – alla domanda rivolta al governatore sulla possibilità che la multinazionale presenti venerdì un progetto per la centrale di compressione elettrica, durante la seduta, D’Alfonso ha ribadito che nella Conferenza di servizi di dopodomani, al tavolo romano, si discuterà solo dell’impianto a gas.

Nel documento si indirizzerebbe la Regione a negare l’intesa anche per la centrale elettrica. L’atto è stato presentato ieri dal consigliere regionale Emilio Iampieri e sottoscritto dalla sola minoranza in Consiglio regionale. Manca la firma dell’assessore alle aree interne, Andrea Gerosolimo, sulla Risoluzione di cui si discuterà solo domani sera, in seconda commissione ambiente, alle ore 21. Comunque, prima di venerdì quando a Roma si terrà il tavolo convocato dalla Presidenza del consiglio dei ministri per decidere sulla Centrale di spinta da costruire, in origine a Case Pente, località agricola alla periferia di Sulmona, l’impianto è parte importante dell’opera strategica della multinazionale di San Donato milanese. Ieri sera si è tentato il tutto per tutto per far passare la Risoluzione,  la Commissione ambiente è stata convocata, ma in base al nuovo Regolamento dovevano essere presenti tutti i componenti e, mancandone 3, purtroppo i lavori non si sono aperti. La risoluzione dovrebbe impegnare il presidente D’Alfonso a negare l’intesa anche sulla novità della centrale di compressione del metano alimentata ad energia elettrica. Ad elaborare il documento non ancora discusso all’Emiciclo, ma approvato all’unanimità dal Consiglio comunale sulmonese, sono stati i consiglieri sulmonesi Mimmo Di Benedetto, Alessandro Lucci e Luigi La Civita con il supporto dei Comitati per l’ambiente di Sulmona.

Punto nascite occupazione municipio Fi Report-age.com 27.3.2015
Ranalli, Tirabassi, Iommi, Pelino, La Civita, Pagano

“Il Consiglio regionale con questa risoluzione è costretto a segnare il passo – dichiara il consigliere comunale di Sulmona Luigi La Civita che aggiunge –  è chiamato a riflettere ulteriormente sulla vicenda, D’Alfonso avrà un nuovo indirizzo, quello che scaturirà dalla seconda commissione. Il deliberato del consiglio comunale di Sulmona impone un no alla centrale elettrica e ci si augura che possa trovare seguito in Regione. La partita la giocherà la Regione che, a Roma, riesca a rallentare la corsa della Snam Rete Gas. La politica energetica nazionale del Governo Renzi inquieta, dopo l’epilogo di Ombrina c’è stare molto preoccupati –  Ironizza La Civita – Avremo gli orsi del Parco che passeggeranno sui tubi del metanodotto e che mangeranno le bacche ai margini di uva centrale elettrica. E’ questo l’equilibrio tra conservazione e sviluppo?

Il testo della Risoluzione presentata da Iampieri sottoscritta dalla sola minoranza

Manifestazione metanodotto l'Aquila Foto Maria Trozzi Report-age.com 2014
Foto Maria Trozzi Report-age.com 2014

Quella di ieri a L’Aquila è stata definita dai Comitati cittadini per l’ambiente una giornata di straordinaria follia politichese, in una nota gli ambientalisti peligni raccontano le mirabolanti avventure consiliari di ieri che riportiamo integralmente: ” Quella di martedi 10 novembre è stata una ordinaria giornata di “follia” politichese, ovvero il trionfo delle “manovrine di corridoio”, fatte di depistaggi, meschini giochi del cerino e trucchi regolamentari. Con i consiglieri comunali Di Benedetto, La Civita e Lucci e noi comitati, ci siamo recati in Regione con  un obiettivo preciso : far approvare dal Consiglio regionale una risoluzione (sarebbe la quinta) con cui si conferma il “no” assoluto al metanodotto Snam e alla centrale di compressione prevista a Sulmona, sia essa alimentata a gas oppure elettrica. E’ la linea decisa ed approvata alla unanimità il, 30 ottobre scorso, dal Consiglio comunale di Sulmona. Per coerenza, dovrebbe esserci la giunta comunale della città, insieme al presidente del Consiglio e ai consiglieri dei vari gruppi. Ma di tutti costoro, nonostante la sollecitazione scritta di Luigi La Civita, non si presenta nessuno. Domanda : ma perchè questa persone elette dai cittadini, proprio nei momenti decisivi per le sorti della città, se la squagliano e si imboscano? Perché tra i politici è diffusa la convinzione che basta una alzata di mano e votare contro per convincersi e far credere che hanno svolto appieno il loro dovere istituzionale? Il primo politico che incrociamo è proprio lui, il Presidente Luciano D’Alfonso, al quale consegniamo il volantino, con relativa vignetta, che lo accusa di tradimento e di killeraggio a danno di Sulmona e dell’intero Centro Abruzzo. Lui ci risponde con il tipico beffardo sorriso dalfonsiano. “Centrale elettrica?” – dice – ” non c’è proposta, quindi non c’è delibera”. E’ la strategia del depistaggio, che poi ripeterà in aula con alcuni giornalisti. Gli replichiamo che, ormai, non ci fidiamo più di lui, non crediamo a quello che dice, perché nella scaletta della giunta regionale convocata per il pomeriggio, c’è anche l’adozione della delibera sulla centrale a propulsione elettrica”. D’Alfonso sorride e non smentisce perchè, non può smentire, e va via. Siccome nella maggioranza non si muove foglia che D’Alfonso non voglia, il gioco del cerino comincia subito. Il  primo a cui viene chiesto di presentare la risoluzione è l’Assessore alle aree interne Andrea Gerosolimo che, per tutta risposta, ci aggredisce verbalmente : “non presento nessuna risoluzione; siete stati scorretti con me, perché  avete detto pubblicamente delle falsità”. “Quali sarebbero queste falsità?”, domandiamo, ma Gerosolimo non risponde e si allontana con altre persone. A questo punto chiediamo a Pierpaolo Pietrucci, consigliere PD dell’Aquila, che sia lui a presentare la risoluzione, ma Pietrucci respinge la richiesta dicendo che deve essere Gerosolimo a farlo. Ma Gerosolimo ha già detto di no.  Così non resta altra strada che richiedere la firma dei consiglieri di opposizione. I consiglieri di Forza Italia e dei 5 Stelle firmano subito la proposta e la presentano al Presidente Di Pangrazio. Per la discussione della risoluzione, tutta la giornata permane l’incertezza, nonostante le sollecitazioni dei rappresentanti dell’opposizione. La maggioranza, con D’Alfonso in testa, non vuole che la risoluzione sia discussa e votata oggi. Pietrucci, presidente della Commissione Territorio che la deve esaminare e votare, propone come data giovedì 12. Noi siamo decisamente contrari perché per giovedì la Giunta regionale potrebbe avere già adottato la delibera sulla centrale ad alimentazione elettrica e venerdì 13 c’è l’incontro a Roma, probabilmente l’ultimo, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Forza Italia e 5 Stelle insistono, vogliono che si discuta subito e chiedono che il Consiglio si pronunci su questa richiesta. A questo punto, stranamente, la maggioranza Pd cede. La commissione si riunirà la sera stessa, al termine dei lavori del Consiglio. Qualcosa non torna: di sicuro c’è un trucco e lo si scoprirà subito dopo. Infatti, quando la commissione si riunisce, ormai è tarda sera e si apprende che i lavori non possono svolgersi perché, a norma di regolamento cambiato solo da pochi giorni, devono essere presenti tutti i componenti affinché la seduta sia valida. Ne mancano 3, assenti 2 della maggioranza (Balducci e Di Nicola)  e 1 della minoranza (D’Ignazio). Nulla di fatto, dunque. L’astuzia regolamentare ha bloccato la votazione. Tutto rinviato a giovedì 12 novembre alle ore 21; ma allora varrà un’altra regola: per la validità sarà sufficiente la maggioranza semplice. L’assessore Gerosolimo promette: Se D’Alfonso porta la delibera io voto contro e sono anche pronto a dimettermi. Poi l’assessore ci chiede di fare una foto con lui dicendo: voglio metterla sul mio profilo facebook con la scritta: pace fatta”.  Noi diciamo: “No, meglio scrivere ipotetica tregua. Sono le ore 21. Si chiude una giornata in cui della Politica, quella vera, nel senso più nobile della parola, non abbiamo percepito nulla: solo il suo discredito”.

mariatrozzi77@gmail.com

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