Ferì un carabiniere: romeno patteggia 6 mesi

Sulmona (Aq). Ha patteggiato 6 mesi di reclusione, non menzione della pena e già da tempo in libertà, il giovane romeno arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale che ferì un carabiniere della pattuglia intervenuta, su piazza Garibaldi, per calmare 9 migranti prede dei fumi dell’alcol. 

G. L 33 anni, nato in Romania, muratore a Sulmona, ha ferito un appuntato dei carabinieri che aveva tentato di fermarlo mentre le forze dell’ordine provavano a contenere le intemperanze di un gruppo di giovani romeni che sul sagrato della chiesa di San Filippo si erano messi a bere disturbando e sporcando nella tremenda notte sulmonese tra il 19 e il  20 settembre. Dopo l’arresto, qualche giorno ai domiciliare per il 33enne che era poi tornato in libertà con la convalida dell’arresto. Il ragazzo non sconterà nemmeno un giorno della pena inflitta con la fedina penale immacolata che ha e che così resta. Si tratta infatti della sua prima condanna e la pena non verrà nemmeno menzionata nella sua scheda bianca custodita nel casellario giudiziario del Tribunale di Sulmona. Questa mattina il migrante ha patteggiato 6 mesi, così ha deciso Giorgio Di Benedetto, giudice e Presidente del Tribunale di Sulmona. A difendere il muratore 33enne è stato l’avvocato Stefano Michelangelo.

I fatti del 20 settembre. Il muratore 33enne si è opposto agli ordini dei militari dell’Arma intervenuti per far sbollire gli animi del suo gruppo su piazza Maggiore. Il ragazzo si stava allontanando, ma poi ha cambiato idea ed è tornato indietro. Ha inveito contro uno dei pubblici ufficiali, minacciandolo e sfidandolo. Di punto in bianco ha afferrato per le braccia il Carabiniere che per divincolarsi dalla presa ha beccato un colpo al naso, 10 i giorni di prognosi per il militare. Con l’aiuto dell’altro militare e dei poliziotti il romeno è stato bloccato. A quel punto non sono mancati gli applausi di chi ha assistito all’arresto del migrante finalmente reso innocuo.

Le pene inflitte al gruppo. Forse la passeranno liscia i 9 devastatori. C’è da dire però che oltre alla denuncia per schiamazzi notturni e ubriachezza molesta la Polizia di Sulmona ha provveduto a denunciare il gruppo per deturpamento e imbrattamento di cose altrui (art. 639 cp) con l’aggravante di aver insudiciato un luogo di culto. Il reato è depenalizzato, ma se saranno condannati i nove dovranno pagare delle multe, da un minimo di 50 euro ad un massimo di 300 euro, ma aumentate del doppio del minimo o del 1/3 del massimo per l’aggravante. E’ probabile che non pagheranno, siamo pur sempre in Italia, ma il precedente penale resterà appuntato con gli altri reati commessi da molti di questi giovani e immortalati nella fedina penale di alcuni di loro. Per i 6 romeni residenti a Sulmona è stato facile contestare quest’altro fatto. Difficile rintracciare gli altri parenti che ubriachi hanno imbrattato l’ingresso della chiesa, un’accurata indagine ha portato gli agenti di Polizia del commissariato di Sulmona ad allargare la ricerca in altre regioni italiane, raggiungendo gli obiettivi per contestargli anche questi addebiti.

Approfondimento

Aggressione al carabiniere. Per la movida di settembre arrivano altre denunce 18.10.2015

Convalidato l’arresto all’aggressore del Carabiniere, il migrante è libero 22.09.2015

In manette il trio di etnia Rom artefice degli scontri del 20 settembre a Sulmona 11.11.2015

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