Centrale Snam. Domani all’Aquila i Comitati chiedono il No della Regione alla centrale di spinta elettrica

Sulmona (Aq). La proposta avanzata questa mattina dai consiglieri sulmonesi è che nel Consiglio regionale di domani venga approvata una Risoluzione che confermi l’assoluta contrarietà dei vertici regionali al progetto Snam e alla ipotesi di centrale elettrica. Preoccupano non poco le voci insistenti secondo le quali la giunta regionale sta per dare il via libera alla centrale di compressione Snam a Sulmona, sia pure nella versione ad alimentazione elettrica e conseguentemente anche al metanodotto Rete adriatica.

Sulmona vignetta Pizzola Report-age.com 2015
Vignetta Mario Pizzola

Tutto avverrebbe dopo 4 Risoluzioni e 4 leggi approvate dall’assise regionale e addirittura 5 delibere con cui l’esecutivo regionale ha negato l’intesa con il governo nazionale. Il Sì della Regione alla centrale di spinta, alimentata ad elettricità, per gli ambientalisti Peligni sarebbe un vero e proprio atto di killeraggio. Così il Comitato riferisce in una nota e aggiunge: “Il voltafaccia della Giunta regionale, se verrà  portato a compimento, rappresenterebbe un vero e proprio tradimento degli impegni finora assunti ed un gravissimo atto di killeraggio non solo contro Sulmona, ma contro l’intero Abruzzo aquilano (il metanodotto percorre la provincia dell’Aquila, in territori altamente sismici, per oltre 100 km). I comitati hanno inviato una lettera a tutti i parlamentari eletti in Abruzzo affinchè intervengano immediatamente per far sconvocare la riunione del 13  novembre p.v. presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e per far sì che il Governo attui senza ulteriori indugi la risoluzione approvata alla unanimità dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, istituendo il tavolo tecnico per lo studio delle alternative sia per la centrale che per il metanodotto,  da individuarsi comunque al di fuori della dorsale appenninica. I comitati condividono, inoltre, la proposta dei consiglieri comunali di Sulmona Mimmo Di Benedetto, Luigi La Civita ed Alessandro Lucci che nel Consiglio regionale di domani, 10 novembre, venga presentata una risoluzione che confermi l’assoluta contrarietà al progetto della Snam e dica no anche alla ipotesi di centrale elettrica, impegnando conseguente la Giunta regionale ad adottare atti coerenti e conseguenziali. Auspichiamo che a presentare la risoluzione sia l’assessore alle aree interne, Andrea Gerosolimo, che ha espresso l’intendimento di voler rispettare la volontà del Consiglio comunale di Sulmona che nella seduta del 30 ottobre scorso, alla unanimità, ha detto no anche alla eventuale centrale alimentata elettricamente. E’ un momento deciso per il futuro non solo di Sulmona, ma per l’intero Centro Abruzzo: per questo rivolgiamo un appello alla politica e ai rappresentanti istituzionali affinché facciano sentire la loro voce partecipando alla seduta del Consiglio regionale per difendere i diritti sacrosanti di un territorio sempre più abbandonato a sè stesso, colpito da continue spoliazioni ed imposizioni dall’alto di scelte sbagliate con conseguenze dannose per i cittadini  e per il futuro dei nostri figli”. mariatrozzi77@gmail.com

Lettera ai Parlamentari eletti nella Regione Abruzzo

Oggetto : metanodotto Snam “Rete Adriatica” e centrale di compressione a Sulmona.

Il procedimento autorizzativo del metanodotto Snam “Rete Adriatica” e della centrale di compressione prevista a Sulmona è in una fase molto avanzata.

La decisione relativa alla centrale è stata rimessa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, mentre è in corso l’iter della Conferenza dei Servizi concernente il metanodotto.

Il Governo nazionale appare molto determinato ad autorizzare l’opera, così come progettata dalla Snam, nonostante il parere contrario espresso da tutti i livelli istituzionali : Comuni, Comunità montane, Province e Regioni. L’opposizione degli Enti Locali è basata sulle molteplici e forti criticità che caratterizzano il progetto : attraversamento di aree ad elevatissimo rischio sismico e di grande qualità ambientale, rischi per la salute e l’incolumità dei cittadini, danni alle economie locali, nessun beneficio per le popolazioni residenti. Anche la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati si è occupata del problema. Dopo i dovuti approfondimenti e le audizioni convocate presso il Parlamento, la Commissione, il 26 ottobre 2011, ha approvato con voto unanime una risoluzione con cui “impegna il Governo ad assumere le iniziative di competenza, anche dopo un necessario approfondimento attraverso un tavolo tecnico, ed in accordo con le amministrazioni interessate, per disporre la modifica del tracciato ed escludere la fascia appenninica, al fine di evitare, sia gli alti costi che deriverebbero, sia l’elevato pericolo per la sicurezza dei cittadini  dovuto al rischio sismico che metterebbe a dura prova la vulnerabilità del metanodotto”. I Governi che si sono succeduti, dal 2011 ad oggi, hanno disatteso quanto stabilito con la risoluzione, non dando ad essa alcuna attuazione. Sono state convocate alcune riunioni, con riferimento alla risoluzione, ma tali incontri  hanno avuto natura e finalità ben diverse da quanto deciso dalla Commissione; vale a dire che non è mai stata disposta la modifica del tracciato e non è mai stato istituito il tavolo tecnico istituzionale per lo studio e la individuazione delle alternative al progetto presentato dalla Snam. Non è accettabile che in un Paese democratico, la cui Costituzione sancisce che la sovranità appartiene al popolo, venga  totalmente ignorata la volontà ripetutamente espressa dalle Istituzioni locali. Ed è ancor meno giustificabile che il Governo nazionale continui a disattendere la volontà chiaramente manifestata dal Parlamento, massima espressione della rappresentanza popolare. I tempi sono ormai strettissimi. Per il 13 novembre a Roma è stata convocata la terza riunione relativa alla centrale di compressione e tale riunione potrebbe essere l’ultima, prima dell’autorizzazione finale. E’ per questo che rivolgiamo un caloroso e pressante appello a tutti i Parlamentari eletti in Abruzzo affinché assumiate, con estrema urgenza, individualmente o in modo congiunto, ogni possibile iniziativa inerente al Vostro mandato per scongiurare che vengano prese, da parte del Governo nazionale, decisioni in contrasto con quanto deliberato dal Parlamento. Vi chiediamo, pertanto, di intervenire presso il Governo affinché venga sconvocata o quanto meno sospesa la riunione del 13 novembre e venga convocato invece il tavolo tecnico per il confronto tra tutte le parti interessate al fine di studiare e ricercare sia le alternative di tracciato del metanodotto che una diversa localizzazione della centrale di compressione, al di fuori della dorsale appenninica. Confidando sul Vostro pronto interessamento cogliamo l’occasione per inviare  nostri più distinti saluti.

Sulmona, 9/11/2015  

Aggiornamenti

Centrale di spinta Snam. Chiuso il confronto: la decisione è rimessa al Governo 13.11.2015

La Commissione regionale approva la Risoluzione e cristallizza il No alla Centrale Snam 12.11.2015

Approfondimenti

Tutto su Centrale elettrica Snam in Valle Peligna 

3 risposte a "Centrale Snam. Domani all’Aquila i Comitati chiedono il No della Regione alla centrale di spinta elettrica"

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