Autorizzare Centrale Snam e gasdotto? Decisione troppo sbilanciata verso Snam e Governo

L’Aquila. Nella scaletta della giunta regionale del 3 novembre era pronta l’adozione di una seconda delibera per dire sì alla centrale di compressione ad alimentazione elettrica” dichiarano i Comitati cittadini per l’ambiente. Ieri all’Aquila il gruppo distribuisce un volantino durante i lavori del consiglio regionale. La situazione segnalata nel depliant, scrivono oggi in una nota gli attivisti sulmonesi, non cambia anzi, dopo l’approvazione dell’ultima delibera  della giunta regionale, è peggiorata. A Popoli si spera nello studio promesso dalla Snam per cambiare quella fetta di tracciato che investe la risorsa principale del Comune e per Sulmona? La delibera del sì, chiariscono i comitati, avrebbe azzerato le 6 delibere con cui il governo regionale ha finora negato l’intesa sull’opera progettata dalla Snam. All’ultimo momento, però, c’è stato un ripensamento e la delibera non è stata adottata. “Il rischio permane pertanto è più che mai necessaria, in questo momento, la mobilitazione della politica, delle istituzioni locali e dei cittadioni per impedire che il Governo regionale, con il suo voltafaccia, porti a compimento un vero e proprio sopruso e con esso l’ennesimo tradimento dei legiottimi diritti del Centro Abruzzo” avvisano i comitati sulmonesi.

Slogan di Maria Trozzi per i comitati cittadini per l'ambiente di Sulmona Report-age.com 2015
Motto coniato da Maria Trozzi per i Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona

L’ultima delibera regionale è stata votata il 3 novembre, e dichiarano gli ambientalisti sulmonesi: “è una ulteriore presa in giro per il nostro territorio perché con essa si dice no alla sola centrale a gas. Nella scaletta della Giunta regionale del 3 novembre era pronta l’adozione di una seconda delibera per dire sì alla centrale di compressione ad alimentazione elettrica, e ciò in aperto contrasto con quanto deliberato alla unanimità dal Consiglio comunale di Sulmona il 30 ottobre scorso, che ha ribadito il no a qualsiasi tipo di centrale, a gas o elettrica. L’approvazione di questa delibera da parte della Giunta regionale comporterebbe l’azzeramento delle 6 delibere con cui il Governo regionale ha finora negato l’intesa sull’opera progettata dalla Snam. All’ultimo momento, però, c’è stato un ripensamento e la delibera non è stata adottata. Permane il rischio molto elevato che  essa possa essere votata nei prossimi giorni, se non addirittura nelle prossime ore. Pertanto è più che mai necessaria, in questo momento, la mobilitazione della politica, delle istituzioni locali e dei cittadioni per impedire che il Governo regionale, con il suo voltafaccia, porti a compimento un vero e proprio sopruso e con esso l’ennesimo tradimento dei legiottimi diritti del Centro Abruzzo”.

Il Volantino dei Comitati cittadini ambiente del 5 novembre

Il presidente Pinocchio

Pinocchio D'Alfocchio Report-age.com 2015
La caricatura di Luciano D’Alfonso firmata Mario Pizzola

La Giunta regionale dell’Abruzzo ha adottato ben 5 delibere per negare l’intesa con il Governo nazionale sul grande metanodotto Snam Rete Adriatica e sulla centrale di compressione prevista a Sulmona.

Il Presidente Luciano D’Alfonso, nell’incontro presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri del 24 settembre chiede “se si possa passare ad un’alimentazione elettrica della centrale in sostituzione dell’alimentazione a gas”. La Snam risponde: “la soluzione ad alimentazione elettrica è tecnicamente possibile e si rende disponibile a presentare modifiche progettuali in tal senso, a condizione che la Regione Abruzzo superi l’intesa negativa assunta relativamente al progetto e alle modifiche che comporteranno l’inserimento in progetto delle opere elettriche di connessione” (leggi: elettrodotti);

Il presidente D’Alfonso a questo punto afferma: “la nuova soluzione tecnologica comporterebbe il venir meno delle motivazioni alla base del diniego espresso”. Davvero? E l’incompatibilità urbanistica dell’opera? E l’impatto ambientale e paesaggistico, all’ingresso del Parco nazionale della Majella? E il rischio sismico? E i rischi per la salute (tutti ancora da valutare) derivanti dagli elettrodotti? E i danni all’economia locale? Ha considerato D’Alfonso che dicendo sì alla centrale dice automaticamente sì anche al metanodotto? Magia! Per D’Alfonso basta la sola idea (in Italia non esiste nessuna centrale di questo tipo) di “centrale di compressione a propulsione elettrica” per azzerare d’incanto tutte le criticità dell’opera e cancellare 8 anni di lotte contro l’ecomostro della Snam. Nella successiva riunione del 5 ottobre, sempre presso la Pcm, la Snam ribadisce le sue condizioni e “precisa che, qualora la soluzione con alimentazione elettrica non superi il dissenso della Regione, la Pcm dovrà esprimersi sul progetto attuale che prevede l’alimentazione a gas”. Si stabilisce anche che nella seduta del 13 ottobre la Giunta regionale avrebbe adottato “l’atto tipico che esprime la posizione procedimentale della Regione”. Il 12 ottobre i capigruppo consiliari del Comune di Sulmona scrivono a D’Alfonso chiedendogli di fermarsi e di non revocare il no all’intesa; e il 30 ottobre il Consiglio comunale di Sulmona approva alla unanimità una delibera con la quale conferma il no a qualsiasi tipo di centrale, a gas o elettrica, e chiede alla Regione di non rimettere in discussione la negazione dell’intesa, sia per la centrale che per il metanodotto. Al momento sembra che la Giunta regionale non abbia ancora adottato nessuna delibera di revoca del no all’intesa. In precedenza, lo scorso mese di agosto, la Giunta regionale aveva votato una delibera con cui aveva deciso di non costituirsi in difesa della recente legge regionale con cui si precisava l’ubicazione delle centrali di compressione e si stabilivano distanze di sicurezza dalle infrastrutture energetiche più idonee a garantire l’incolumità e la salute dei cittadini. La norma è stata impugnata dal Governo nazionale davanti alla Corte Costituzionale e la Giunta D’Alfonso, anziché difenderla, smentisce ed umilia clamorosamente l’intero Consiglio regionale! C’è ancora qualcuno che possa fidarsi di quest’uomo?” concludono gli attivisti nella nota.

mariatrozzi77@gmail.com


Comunicato Orsa Valle Peligna

Un Presidente illuminato non può pentirsi

Oggi, giorno in cui le prime pagine dei giornali stranieri riportano la notizia del blocco, da parte di Obama, del maxi-oleodotto di Keyston XL che con i suoi 1900 Km di lunghezza ed una capacità di trasporto di 800 mila barili di petrolio al giorno avrebbe collegato importanti giacimenti del Canada al golfo del Messico, dove si concentrano le maggiori raffinerie e scali portuali degli Stati Uniti, non si può non far riferimento al nostro Presidente Luciano D’Alfonso, che si è battuto, da oltre un anno, affiancato dalla Giunta e Consiglio Regionale, da Provincia, da Comuni, associazioni ambientaliste e comitati per l’Ambiente  contro la realizzazione del maxi metanodotto Massafra-Minerbio, di 687 Km (che da “Rete Adriatica”, qual è  il suo nome, è divenuta difatti  RETE APPENNINICA), ed ora si lascia sedurre dalle sirene della Snam che chiedono la “Resa” sostituendo la Centrale ad alimentazione a gas, prevista a Sulmona, con una centrale ad alimentazione elettrica. Ricordiamo che D’Alfonso, oltre che negare l’Intesa Stato –Regione, atto previsto e deliberato anche dalla precedente amministrazione Chiodi ma mai attuato, ha anche attivato quel Tavolo previsto dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati che avrebbe dovuto <disporre la modifica del tracciato ed escludere la fascia appenninica, al fine di evitare, sia gli alti costi ambientali che ne deriverebbero, sia l’elevato pericolo per la sicurezza dei cittadini dovuto al rischio sismico che metterebbe a dura prova la vulnerabilità della condotta >; anche se la trattativa fu poi interrotta. “Se vogliamo prevenire gli effetti peggiori dei cambiamenti climatici prima che sia troppo tardi, bisogna agire adesso”. Lo ha detto il presidente degli Stato Uniti, annunciando il suo “no” al progetto dell’oleodotto Keystone. Obama ha anche confermato la sua partecipazione al Summit dell’Onu sul clima, che si terrà a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre prossimi. E  il Governo Renzi con quali elementi innovativi parteciperà al Summit dell’Onu sul clima che si terrà a Parigi? Con un metanodotto che attraverserà l’Italia per vendere gas all’Europa con il solo obiettivo del profitto? Il Presidente D’Alfonso non può rinnegare le PAROLE, GLI ATTI AMMINISTRATIVI, I COMPORTAMENTI ILLUMINATI tenuti finora. Non si faccia irretire, non cerchi pretesti come quello della sostituzione dell’alimentazione della Centrale di compressione e spinta per rinnegare principi finora perseguiti. Si faccia invece promotore, nel confronto con la Presidenza del Consiglio,  di un indirizzo diverso, mirato non solo ad evitare gli alti costi ambientali e l’elevato pericolo per la sicurezza dei cittadini dovuto al rischio sismico,ma anche a prevenire gli effetti peggiori dei cambiamenti climatici,adesso, prima che sia troppo tardi.


   Approfondimento

La giunta regionale ribadisce il No alla centrale Snam, tra 9 giorni a Roma si decide 04.11.2015

Una risposta a "Autorizzare Centrale Snam e gasdotto? Decisione troppo sbilanciata verso Snam e Governo"

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