Il Ponte del cielo: la Soprintendenza dice no al progetto Alieno

Pescara. Niente anello sul mare, per il momento si tira un sospiro di sollievo nel capoluogo adriatico. La Soprintendenza mette fine al progetto del ponte circolare desiderato dal governatore d’Abruzzo Luciano D’Alfonso, si attendono con ansia le contro deduzioni dell’amministrazione comunale pescarese.

Aggiornamento: il progetto è stato bocciato definitivamente

Ponte del cielo Report-age.com 2015
Chicca dell’iniziativa del Movimento 5 stelle a Pescara per arricchire il progetto dell’anello mirabolante bocciato oggi dalla Soprintendenza

Il preavviso di diniego della Soprintendenza, il cui parere paesaggistico è vincolante, è una buona notizia per i pescaresi, anche se in questa decina di giorni il Comune avrà tutto il tempo per inventarsi qualcosa e contro dedurre alle ragioni dello stop. All’epoca dell’installazione della nave fu proprio il grande Pietro Cascella a richiedere di “smantellare la balaustra circolare preesistente per non lasciare alcun ulteriore segno costruito tra la nave e il mare – chiarisce la Soprintendenza che aggiunge – Il progetto risulta Alieno all’ambito paesaggistico tutelato, atteso anche che lo spazio di spiaggia libera antistante Largo Mediterraneo è uno dei pochi dell’intera riviera pescarese a non essere stato occupato da strutture legate al turismo balneare”. Questo dovrebbe chiudere la  partita e spingere il Presidente della Regione e il comune di Pescara a fare marcia indietro.

Senza mezzi termini, Carlo Masci, consigliere comunale di Pescara Futura, commenta nella sua bacheca Facebook la buona notizia: “Come ho detto dal primo giorno, la Sovrintendenza ha bocciato il pontile circolare di fronte alla Nave di Cascella. Solo D’Alfonso, Alessandrini e Del Vecchio potevano pensare che quello sgorbio si sarebbe potuto realizzare su quel tratto di spiaggia!”.

Pescara (Foto Maria Trozzi)
La Nave di Cascella (Foto Maria Trozzi)

Non si arrende mica il vice sindaco Enzo Del vecchio che replica all’antagonista: “Ci sono 10 giorni per fare le nostre controdeduzioni. Voglio puntualizzare, però, che questo parere mi sembra contraddittorio, visto che, la stessa Soprintendenza, qualche anno fa, si è espressa in maniera diversa per un’opera importante, quale lo Stadio del Mare, voluta da Carlo Masci. Siamo fiduciosi di poter rappresentare la situazione reale ed evidenziare che il Ponte del Cielo valorizzerà questo angolo di città” la speranza non manca.

Soddisfatto Maurizio Acerbo, segretario del partito della Rifondazione comunista che dichiara: “Per quanto mi riguarda ribattezzerei il progetto dalfonsiano il Ponte del cesso considerata la forma e la qualità delle acque. L’idea balzana di collocare un progetto pensato per un altro contesto ambientale mi è immediatamente apparsa ridicola. Questo pontile circolare serve per non bagnarsi i piedi nell’acqua bassa, calda d’estate, su cui sovente i dati dell’inquinamento imporrebbero di apporre il divieto di balneazione? Lasciando da parte gli scherzi trovo che sia un progetto assolutamente sbagliato perché va a chiudere la vista sul mare in uno dei pochi rari punti in cui è libera dalle costruzione ipertrofiche che politicanti, sempre in cerca di voti, hanno consentito di realizzare”.  Rifondazione, anni fa, propose di costruire un nuovo pontile. Un tempo c’era quello di Eriberto, ma questo progetto invece costituisce un’inutile barriera da sfondo alla “nave” di Cascella. Se proprio il Comune e la Regione vogliono investire a parere di alcuni sarebbe il caso di recuperare il progetto della Porta del mare di Franco Summa o acquistare e restaurare finalmente la Torretta dannunziana o magari realizzare un pontile normale più leggero e radente il mare. Se poi ci si occupasse con la stessa ossessione di chi dorme per strada sarebbe meglio. mariatrozzi77@gmail.com

Comunicato strampa Wwf e Legambiente

Wwf e Legambiente apprezzano il no della Soprintendenza e lanciano un appello: il Comune di Pescara abbandoni il progetto del “Ponte sul cielo”. Non ha alcun senso inseguire a ogni costo un progetto inutile. Molto meglio perdere un finanziamento piuttosto che utilizzarlo male. 

Wwf e Legambiente intervengono su un tema che in questi giorni è tornato prepotentemente d’attualità: il cosiddetto “ponte del cielo”, il pontile a cerchio che si vorrebbe realizzare sulla spiaggia di Pescara di fronte alla Nave di Cascella. Il progetto è stato bocciato dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo che ha emesso un preavviso di diniego concedendo dieci giorni al Comune per le eventuali controdeduzioni. I vertici dell’amministrazione municipale pescarese, dopo una riunione cui ha preso parte anche il presidente della Regione D’Alfonso, al quale l’opera sta particolarmente a cuore, hanno deciso di insistere considerando superabili i rilievi mossi dalla Soprintendenza. “Condividiamo i rilievi mossi dall’istituto periferico del Ministero per i beni e le attività culturali deputato, tra l’altro, alla tutela dei beni paesaggistici – dice Nicoletta Di Francesco, presidente del Wwf Chieti-Pescara – Di fronte a Largo Mediterraneo e alla Nave di Pietro Cascella è il mare l’unico “monumento” che serve per valorizzare quell’area, anche perché si tratta di uno dei pochissimi tratti dell’intera riviera pescarese, come giustamente osservato dalla Soprintendenza, a non essere occupato da strutture turistiche di vario genere. Un’opera utile solo a chi non sa andare lontano con lo  sguardo sull’orizzonte. Se si va di questo passo si arriverà a costruire un ponte per avvicinarci alla luna!”. “Bisogna uscire dalla aberrante logica che tutto si giustifica pur di non perdere un finanziamento. Ragionando così sono state realizzate le peggiori brutture, anche in Abruzzo – sottolinea invece Silvia Tauro, di Legambiente – Meglio rinunciare ai soldi piuttosto che fare danni al territorio. Il progetto è stato sottoposto a un organo tecnico di controllo, il cui parere peraltro è vincolante. La Soprintendenza ha detto no. Se ne prenda atto senza insistere testardamente su un progetto che è stato giustamente considerato del tutto alieno al paesaggio e al territorio”. È assurdo pensare che si possa arricchire una spiaggia libera amatissima e molto frequentata dai pescaresi con un manufatto che, comunque lo si voglia considerare, sarebbe una inutile sovrastruttura e un ingombro per la visuale del mare e del cielo.

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