Orso marsicano: iniziativa di legge per mitigare i conflitti con agricoltori non professionali

La Regione Abruzzo si prepara a varare degli interventi a favore della conservazione dell’Orso bruno marsicano con l’obiettivo di mitigare i conflitti tra l’animale e gli allevatori spesso colpiti dai raid del mammifero, nel discorso sono finalmente incluse le attività agricole e zootecniche non professionali.

Nella nuova proposta di legge regionale sono previste risorse finanziarie specifiche per prevenire e rimborsare i danni causati dell’Ursus arctos marsicanus all’esterno dei parchi e anche per allevatori non professionali dell’alta quota. Per la prima volta si contempla l’attività di monitoraggio come quella messa in campo in valle Peligna da amministrazioni e Corpo forestale dello stato per gli orsi confidenti. Viene aggiornato l’allegato A della legge regionale n. 10 del 2003, cancellando dall’elenco dei danni da risarcire quelli cagionati dagli animali che non sarebbero presenti in Abruzzo e in Italia, tipo la Lince, il gatto selvatico, il Tasso o l’Aquila reale. Si aggiungono altre specie protette, non previste, ma che causerebbero danni alle colture e agli animali domestici come l’Istrice, il Capriolo, lo Storno, la Faina e la Donnola. Si è messa male per il Capriolo che presto sarà cacciato ed è nella lista nera della proposta legislativa. Saranno uniformate le procedure per l’accertamento dei danni e il risarcimento. La novità che dic erto sarà apprezzata è che saranno evitati i risarcimenti per il bestiame predato agli allevatori non in regola, questo per contrastare la trasmissione di malattie infettive.

Pacentro Sant'Alberto Foto Francesco Ciccone, Mattia Bussi ore 22 del 16 giugno 2014 Report-age.com 2015Sono appena 50 gli esemplari di Orso bruno marsicano stimati nel 2014, un numero destinato a ridursi considerando il limitato numero di femmine presenti nel Parco. L’areale della popolazione comprende II Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e le aree ad esso contigue per una superficie complessiva di circa 2 mila km², ma si estende ad aree periferiche, circa 10 mila km² di habitat compresi all’interno del territorio di 5 regioni e 12 province dove si registra periodicamente la presenza del plantigrado. II numero estremamente ridotto degli esemplari che sopravvivono all’interno del Pnalm non è destinato a crescere questo per le elevate esigenze di spazio (home range) della specie e, pertanto, la sopravvivenza a lungo termine di una popolazione vitale (Mpv) del plantigrado e condizionata alla possibilità di espandere l’areale anche in altre aree protette ed esterne senza particolare tutela.

L’iniziativa legislativa promossa dal consigliere regionale, Lorenzo Berardinetti, e dagli assessori regionali Dino Pepe e Donato Di Matteo. attribuisce risorse finanziarie specifiche per il rimborso e la prevenzione dei danni causati della specie all’esterno dei parchi, anche per gli agricoltori e gli allevatori non professionali nelle aree montane che svolgono attività residuali di coltivazione e allevamento di alto valore culturale ed ambientale. Gli stessi che esclusi dalle arre Parco sono esposti ai danni da fauna selvatica. La proposta di legge regionale punta ad aggiornare ed integrare la Legge regionale n. 10/2003 che disciplina le modalità di rimborso dei danni causati della fauna. Nell’allegato A della proposta normativa vengono escluse specie inesistenti in Abruzzo e nell’Appennino, come la Lince, specie molto elusive che non risulta abbiano mai danneggiato colture e animali domestici in tutta Europa, come il Gatto selvatico; specie come il Tasso o l’Aquila reale i cui danni a colture e animali domestici sono irrisori. Al contrario, vengono inserite specie protette o non cacciabili che causano danni alle colture e agli animali domestici regolarmente, come l’Istrice, il Capriolo e lo Storno o, in forma più occasionale e meno frequente, la Faina e la Donnola. Queste modifiche si rendono necessarie anche in considerazione delle difficoltà di accertamento e della rarità o irrisorietà dei danni apportati da altre specie ed i relativi contenziosi necessari ad accertare i danni nonché la necessità di ridurre le spese per il rimborso di danni dubbi o di entità minima, Per questo si evita un rinserimento di specie nell’elenco che diventerebbe inutile e eccessivo.

Pacentro Sant'Alberto Foto Francesco Ciccone, Mattia Bussi ore 22 del 16 giugno 2014 Report-age.com 2015Riguardo alle risorse finanziarie per il ristoro dei danni al patrimonio zootecnico e alle colture e del conseguente ripetersi di ritardi o mancati pagamenti per i danni subiti dagli allevatori, la nuova disciplina provvederebbe all’integrazione dei commi 1 e 4 dell’ articolo 4 della L.R. 10/2003 per evitare risarcimenti per del bestiame danneggiato che però non è allevato o custodito nel rispetto di legge. Per essere ammessi ai risarcimenti gli allevatori dovranno rigorosamente osservare la legge regionale n. 3 del 4 gennaio 2014, in materia di tutela e valorizzazione delle foreste, dei pascoli e del patrimonio arboreo d’Abruzzo, finalizzata a ridurre ogni possibilità di trasmissione di malattie da parte del bestiame all’Orso. Malattie che possono portare alla morte del plantigrado, come provato quest’anno dal caso di un orso contagiato da Tubercolosi bovina. Per l’Orso bruno marsicano si farà un discorso a parte: “Per le motivazioni elencate, si esclude la specie Orso bruno marsicano ..tra quelle inserite nell’Allegato A della LR. 10/2003 – concludono i 3 promotori dell’iniziativa legislativa  – ..Si uniformano i procedimenti di accertamento e risarcimento del danno sia dal punto di vista tecnico che amministrativo, tra la presente norma e la citata L R. 10/2003; si recepisce l’attuazione dei Piani e Linee guida .. per quanto relativo alla specie Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus); si prevedono, altresì, 1 concorso alla copertura delle spese per la attuazione di attività di monitoraggio all’esterno dei Parchi nazionali, dove attualmente non vengono realizzate, con la conseguente carenza di informazioni indispensabili per la tutela della specie e per la corretta istruttoria delle procedure di Vinca, così come richiamate della procedura d’indagine Eu Pilot 6730/14/Envi — Attuazione della Direttiva 92/43/Cee di cui alla nota della Presidenza del consiglio dei ministri prot. Dpe 3253 P4.22.17.4.5 del 27/03/2015.

Proposta di legge Interventi a favore della conservazione dell’Orso bruno marsicano

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