Ombrina preoccupa SOS Adriatico. A Spalato incontro degli ambientalisti del movimento

Danno vita a una piattaforma comune per difendere l’Adriatico dai petrolieri. È stata programmata anche una manifestazione, per la prossima estate, per sensibilizzare i turisti dei Paesi rivieraschi. Sono i primi risultati dell’incontro di Spalato e l’unione fa la forza e la sostanza nella 3 giorni di dibattiti e confronti, appena conclusa, tra i rappresentanti delle organizzazioni e dei movimenti ambientalisti di Albania, Croazia, Montenegro, Slovenia e Italia che aderiscono al network SOS Adriatico. Ad Est sono seguite le vicende italiane e gli attivisti dei Balcani guardano con particolare attenzione e preoccupazione alla Conferenza dei servizi sul progetto della piattaforma petrolifera Ombrina, convocata a novembre

Metà della popolazione croata è contraria alle perforazioni in mare. La Slovenia le ha già vietate e le stesse compagnie petrolifere in Croazia rinunciano ai permessi per la mancata convenienza economica delle estrazioni. A confermarlo è l’esito del sondaggio, sul tema delle perforazioni in mare Adriatico, condotto dall’agenzia Ipsos Puls a ottobre 2015, commissionato dal movimento SOS Adriatico. Su un campione di 1.000 persone, selezionate in tutta la Croazia, è stato rivelato che il 49,4% è contrario allo sfruttamento del petrolio in Adriatico, il 37.9% è a favore, mentre il 12.7% non sa. In Dalmazia la percentuale dei contrari sale al 56% mentre solo il 31% è favorevole. Solo un anno fa le percentuali risultavano invertite, ma grazie alla campagna di sensibilizzazione del movimento SOS Adriatico è stato possibile ottenere questo risultato. Conferma Zoran Tomic, alla guida di Greenpeace Croazia: “È una vittoria per noi. Un fatto significativo è che in Slovenia il Governo ha deciso di vietare ogni attività di perforazione in mare – aggiunge l’ambientalista – L’Adriatico è un golfo di un mare chiuso, il Mediterraneo, che mostra segnali di depauperamento della qualità ambientale e che non può sopportare ulteriori stress di natura antropica. Questo vale anche per la terraferma; basti pensare alla situazione in Albania dove le recenti alluvioni hanno portato l’inquinamento dei pozzi prima nei corsi d’acqua e poi in mare”. Eppure “I governi e le compagnie petrolifere cercano di fuorviare l’opinione pubblica nei diversi Paesi che si affacciano sull’Adriatico. E’ paradossale che alcuni politici croati, per contrastare le proteste, sostengono che in Italia si autorizzino progetti senza problemi, mentre in Italia, con il medesimo intento, si porta ad esempio proprio la Croazia e il suo piano di rilascio di permessi” ha dichiarato Mosor Prvan dell’associazione Sunce di Spalato. “In Montenegro, d’altro lato, l’opinione pubblica non è informata sui piani del governo relativi a ciò che avverrà in Adriatico. Il processo di esplorazione e di sfruttamento dell’Adriatico sta procedendo in maniera analoga in tutti i paesi, con mancanza di trasparenza da parte delle autorità” afferma nell’assemblea di Spalato Natasa Kovacevic dell’associazione montenegrina Green home. “In Montenegro, d’altro lato, l’opinione pubblica non è informata sui piani del governo relativi a ciò che avverrà in Adriatico. Il processo di esplorazione e di sfruttamento dell’Adriatico sta procedendo in maniera analoga in tutti i paesi, con mancanza di trasparenza da parte delle autorità” afferma Natasa Kovacevic dell’Associazione montenegrina Green Home.

Le minacce che incombono sull’Adriatico travalicano i confini nazionali e devono essere affrontati su scala internazionale. Durante il meeting cominciato il 26 ottobre e concluso oggi, una particolare attenzione è stata mostrata verso l’Italia e le molteplici iniziative di contrasto istituzionale portate avanti da diverse regioni e dagli enti locali. Il confronto è stato proficuo perché sono state poste le basi per numerose azioni comuni da realizzare nei prossimi mesi. Tra queste, indicano i rappresentanti dei movimenti italiani presenti all’incontro: “Le iniziative verso la Commissione Europea per la mancanza della valutazione dell’effetto cumulo e della Valutazione di impatto ambientale transfrontaliero sui singoli progetti petroliferi approvati dal ministero dell’ambiente italiano. Si prevede anche di redigere rapporti sulle concessioni che interessano l’Adriatico in questo momento”. Sarebbe in programma, per la prossima estate, un’iniziativa comune di sensibilizzazione dei turisti in tutti i Paesi rivieraschi e di rafforzare lo scambio di informazioni ed esperienze tramite visite ai luoghi delle mobilitazioni. “Lavorando in maniera coordinata e condivisa crediamo di poter conseguire successi importanti – concludono i rappresentanti di Legambiente, movimenti No Ombrina e Trivelle zero Marche che hanno partecipato agli incontri Spalato – ci è stata espressa solidarietà e preoccupazione per la Conferenza dei servizi sul progetto petrolifero Ombrina Mare, convocata dal governo italiano per il 9 novembre. Un singolo incidente potrebbe, infatti, determinare gravissimi danni in tutto l’Adriatico”.

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