Dossier. Ai confini della calamità: i prossimi saranno Profughi Climatici

I profughi climatici, nel mondo, si stima siano 157 milioni. Gli scienziati avvertono che se non si ridurranno drasticamente le emissioni di gas serra, tra 2 o magari 3 decenni, il riscaldamento globale supererà i 2 gradi centigradi. La previsione di un ineluttabile destino impone di prepararsi in tempo anche alle gravi conseguenze. 

Aggiornamento

Esondazione visuale dall'alto Report-age.com 2015Non è una semplice valutazione, ma un calcolo prodotto da modelli matematici previsionali. In sostanza, se non si opera efficacemente per ridimensionare il riscaldamento globale saranno sommerse dall’acqua del mare tutte le isole dell’oceano Pacifico e si perderanno chilometri e chilometri di pianure fertili indispensabili per la sopravvivenza dell’uomo e il ciclo vitale. Ammonteranno, secondo le stime, a 250 milioni i profughi climatici con conseguente perdita di suolo produttivo. Super-tifoni come Hayan nelle Filippine, del 2013, diverranno la quotidianità e i tornado colpiranno aree dove non erano mai stati visti prima. La concentrazione in aria di anidride carbonica (gas che agisce sul fenomeno dell’effetto-serra), ai primordi dell’era industriale era di circa 270 parti per milione e purtroppo oggi è arrivata, a causa delle combustioni, a circa 400 parti per milione. Un incremento impressionante se si pensa alle dimensioni del mondo inclusa la sua atmosfera. Le misure effettuate in tutto il Pianeta e raccolte dagli 859 scienziati dell’International panel on climate change (Ipcc)  dimostrano che il Pianeta si è riscaldato mediamente di un grado, le calotte polari sono in progressivo preoccupante scioglimento. Solo per capirci, dall’Artico le navi russe che raggiungono l’Atlantico navigano oggi sul mare che solo 20 anni fa era coperto dai ghiacci. Il livello dei mari si è innalzato di circa 20 cm, gli oceani sono acidificati a causa dell’anidride carbonica che assorbono dall’aria e le formazioni coralline si sbiancano disfacendosi. Avanzano i deserti e nuovi se ne formano. La California è colpita da un decennio di siccità che potrebbe diventare permanente ed è afflitta da estesissimi incendi ed estinzioni delle colture che fino a ieri rifornivano di cibo buona parte degli Stati Uniti. Oltre a risolvere il problema con dei provvedimenti, da attivare tempestivamente, per ridurre significativamente le emissioni di gas serra occorre anche adattarsi e non solo ricorrendo alle energie rinnovabili, ma cambiando radicalmente stile di vita. Questo perché il sistema climatico reagisce lentamente ed i primi risultati concreti della mitigazione saranno percepibili almeno tra un secolo. Per queste ragioni, tra un mese, i leader dei Paesi della Terra si incontreranno a Parigi per frenare la corsa al suicidio verso il traguardo dei fatidici 2 gradi di incremento della temperatura media globale.

Pescara allagata Foto Trozzi novembre 2013Due gradi non sono pochi. Se si volesse considerare gli oceani come centrali di stoccaggio di calore, indicando l’energia piuttosto che la temperatura, potremmo dire che dal 1971 al 2010 questi magazzini d’acqua hanno depositato circa il 90% di calore interamente prodotto in tutta la profondità oceanica anche se il grosso è concentrato, per il 60% del totale,  negli strati più superficiali, da zero a -700 metri.

Partendo dall’acqua, sostanza che in assoluto può immagazzinare tantissima energia aumentando di poco la propria temperatura, i 2°C corrispondono, su scala globale, ad una quantità enorme di energia (stimata attorno a 17.1022 J).  Più energia si produce maggiore sarà l’evaporazione e così le nubi, talmente cariche di acqua, scaricano cascate d’acqua e si manifestano fenomeni di inaudita intensità. E’ quanto accade in buona parte del mondo, in Europa e in Italia. L’Europa del Nord va sott’acqua oramai ogni anno, Francia e Germania in primis. L’Italia è flagellata periodicamente. Scontano il castigo del maltempo la Versilia, la Liguria, il Piemonte, il Veneto, l’Emilia Romagna dove sono da sommare anche i danni del terremoto. Nel 2014 anche Roma si è più volte allagata in  vaste aree a causa di una pioggia incontenibile. In questo autunno l’Aniene, straripando, ha provocato vittime e danni ingentissimi fino alle porte capitoline. Le intemperie non hanno risparmiato la Sicilia e la Sardegna, con vittime.

Tra l’Abruzzo e il Lazio le inondazioni hanno provocato 5 vittime e anche quest’anno il Centro Italia è stato colpito al cuore. Questo perché, dopo quasi un secolo, alcune regioni hanno perso la capacità di osservazione sul ciclo dell’acqua. Soprattutto, da una parte si distrugge quel poco di buono che resta e dall’altra si interviene, ma solo per arricchire chi poi non ripara. 

Ortona (Ch). Genesi del Turbine, foto Patrix Ludovico, Lido Riccio - Ortona (Ch) 02.09.2014
Genesi del turbine, Lido Riccio, Ortona 02.09.2014
Foto Patrix Ludovico

Giusto per ricordare, segnaliamo i devastanti allagamenti del 2007 (a Tortoreto) e le piene e gli allagamenti del 2011 nel teramano, i segni lasciati dalla piena del novembre 2013 del fiume Pescara e le cicatrici rimaste da quella che devastò la val Pescara dall’1 al 6 dicembre dello stesso anno. La portata media del fiume passò da 50 m³ al secondo a 1200 m³. Dopo la piena dell’aprile del 1992 si raccontava la favola della ciclicità secolare del fenomeno che, dicevano, si ripresentava una volta ogni 100 anni. Eppure un’analoga situazione si è verificata per ben 2 volte nell’arco di un anno. Per il fiume Saline vale il discorso fatto per il Pescara: a dicembre dello scorso anno la portata era semplicemente spaventosa. Nel 2014  una neve acquosa, abbondante e pesante ha fatto strage di alberi, spaccati sotto il peso della coltre bianca. Le piogge dello scorso anno provocarono oltre 400 frane. Le abitazioni di un’intera frazione di Civitella Casanova e parte delle frazioni di Villa Celiera, in provincia di Pescara, sono state perdute. Case ed edifici sono sgretolati a causa delle frane. Anche a Canistro i danni sono stati ingenti, solo per il patrimonio pubblico si stimano circa 10 milioni di euro, senza contare i danni ai privati cittadini. Si è spalato fango, per giorni, in un ampio comprensorio tra il Lazio e l’Abruzzo anche oltre i comuni di Canistro, Civitella Valle Roveto, San Vincenzo Valle Roveto, Balsorano, Morino, Capistrello, Luco dei Marsi, Tagliacozzo, Sante Marie, Celano, Pescina, Ovindoli e Avezzano.

Fine prima parte

Seconda parte

Clima: a qualcuno piace caldo. Rapporto Wwf alla vigilia del summit di Parigi 10.11.2015

Cambimenti climatici, 27 milioni di profughi climatici ogni anno. L’Abruzzo a Parigi Cop21  04.12.2015

4 risposte a "Dossier. Ai confini della calamità: i prossimi saranno Profughi Climatici"

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