Centrale Snam. La Regione ci sta ripensando: il documento choc

La Regione ci sta ripensando davvero. Aveva negato l’intesa, sino ad ora, ma del doman non c’è certezza. È tutto nero su bianco, nel verbale del tavolo tenuto alla Presidenza del consiglio dei ministri, il 5 ottobre. A sollevare la questione è il capo dipartimento, Anna Gargano, la sua domanda è davvero esplicita quando si rivolge ai rappresentanti della Regione Abruzzo per superare il dissenso alla realizzazione della centrale di spinta, dopo la proposta di un impianto elettrico per spingere il gas naturale della Snam a Nord, in aree a massimo rischio sismico. La centrale è il cuore pulsante del metanodotto che consentirà alla hub del gas di vendere metano, con profitto, a tutta l’Europa.

Foto Maria Trozzi www.Report-age.com
Foto Trozzi Report-age.com

La novità della spinta ad elettricità “Rappresenterebbe un fatto nuovo, oggettivamente apprezzabile – risponde il presidente Luciano D’Alfonso – consapevoli anche che il parere sulla compatibilità ambientale della Regione non è stato espresso, in sede di Via ..per.. l’assenza sia della persona fisica sia della persona giuridica della Regione stessa” il che significa che oggi quel parere potrebbe arrivare. La direzione è presto data. All’incontro partecipano anche l’assessore regionale alle aree interne, Andrea Gerosolimo, il sottosegretario regionale, Mario Mazzocca, le dirigenti regionali Iris Flacco e Alessandra Volpe. Non mancano, il presidente della provincia dell’Aquila Antonio De Crescentiis, il sindaco di Sulmona Giuseppe Ranalli, contrario a tutti i costi, e Mimmo Di Benedetto in rappresentanza della Comunità montana Peligna.

A stringere un nodo in gola, nella riunione del 5 ottobre, sono le condizioni imposte all’amministrazione regionale dalla multinazionale che interviene, a richiesta della Pcm, sulla modifica della centrale di compressione che dall’alimentazione a gas passa a quella elettrica. La Snam si atteggia e fa pressione: la soluzione ad alimentazione elettrica è tecnicamente possibile, salvo verifiche puntuali. Sarebbe da commentare già questo, ma la multinazionale non si ferma mica e si rende disponibile “a presentare le modifiche progettuali, in tal senso, ma.. – c’è sempre un ma –  a condizione che la Regione Abruzzo superi l’intesa negativa assunta relativamente al progetto e si impegni al rilascio delle autorizzazioni di propria competenza relativamente agli elettrodotti da realizzare e a tutte le eventuali opere funzionali”. A rispondere per le rime, giorni dopo, sono i Capi gruppo consiliare di Sulmona “Non si può accettare che la realizzazione della centrale con alimentazione elettrica avvenga a condizione che la Regione Abruzzo superi l’intesa negativa assunta relativamente al progetto atteso che nessuna amministrazione può determinarsi sospinta da una qualsiasi forma di pressione e condizionamento”. In breve, la valle Peligna salta dalla padella alla brace se la variante al progetto originario dell’appendice del metanodotto Rete adriatica va in porto. Il comprensorio si becca non solo la centrale, non solo 4 mega tubi, ma anche una eventuale centrale elettrica in più, faranno la loro comparsa i tralicci alti una settantina di metri, i cavi tesi tesi sulle teste dei sulmonesi e, ciliegina sulla torta, un bel po’ di elettrosmog per soddisfare l’interesse della Snam. Se tutto va bene siamo rovinati e come nella più consumata commedia all’italiana il colosso del gas si fa ancora più grosso: “qualora la soluzione con alimentazione elettrica non superi il dissenso della Regione, la Presidenza del consiglio dei ministri dovrà esprimersi sul progetto attuale che prevede l’alimentazione a gas” e la Regione? Di certo negherà l’intesa e l’opera sarà decisa, senza la fatidica intesa, dalla Presidenza del consiglio dei ministri, si tratta pur sempre di un’opera strategica per la multinazionale.

Dopo l’incontro del 5 ottobre, Snam Rete gas si confronta (sic!) solo con i rappresentanti degli enti territoriali, nemmeno più tanto afflitti dall’opera strategica, per illustrare la modifica progettuale, salvo verifiche puntuali però il progetto alternativo, è confermato anche dall’intervento dal rappresentante del ministero dell’ambiente, non è statto messo a punto quello nel documento è un piano di massima che di certo non può confermare l’impatto zero della modifica proposta. Sull’ipotesi avanzata invece dal Ministero dello sviluppo economico, di poter interessare le aree limitrofe alla localizzazione della centrale (occupate da una cava dismessa), Snam Rete Gas ribadisce che la proposta potrà essere presa in considerazione qualora la proprietà dell’area sia disponibile alla cessione a condizioni di mercato e che i risultati delle verifiche di caratterizzazione preliminari garantiscano l’assenza di inquinamenti pregressi. Non sappiamo dove, come, quando e perché per la centrale di spinta elettrica e scaricare il documento in allegato, in Pdf, serve solo a provare l’ebrezza di sapere come andrà a finire. Facciamo i guastafeste e vi roviniamo la sorpresa: “E’ opera strategia che c’importa dell’intesa!. Così si comincerà proprio da Sulmona ad applicare lo legge che dà campo libero al Governo nel decidere su quel che si deve costruire disintegrando la volontà dei territori che subiscono. mariatrozzi77@gmail.com

Centrale Snam: docunento choc

Aggiornamento

Centrale Snam: un toccasana della Regione contro il terremoto 23.10.2015

Approfondimento

Centrale Snam. Mani in alto politici: questa è ad energia elettrica! 11.10.2015

2 risposte a "Centrale Snam. La Regione ci sta ripensando: il documento choc"

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