Wwf: ‘No all’impianto per trattare rifiuti a Rosciano peggiorerà la qualità della vita’

Rosciano (Pe). Alle tante criticità dell’impianto di compostaggio, da costruire a meno di 500 metri da un centro abitato che accoglie 4 mila anime, si aggiunge la pena per gli animali che nell’area hanno trovato rifugio, tutelati dalle direttive europee, elencati dalla stessa ditta proponente. La società tratterà 25 mila tonnellate annue di frazione organica di rifiuti solidi urbani, fanghi da depurazione e frazione strutturante e pretende di trattare rifiuti in tutta Italia con 3 mila euro di capitale, è una garanzia considerato che si tratta di una società a responsabilità limitata. Ciò rassicura anche la frazione di Rosciano, Villa Oliveti, area di pregio per la produzione del buon vino biologico e dell’apprezzato olio extravergine tanto che la località è soprannominata ‘terra del gusto e di cultura’ un po’ come Lettomanoppello (Pe), Patria dei minatori, definita città della Pietra. Dunque perché proprio questa incantevole località finisce nel mirino, luogo ideale per il compostaggio? L’impianto di trattamento è della ditta Ener. com. Umweltsrl con amministratore unico condannato in primo grado, a Chieti, per traffico illecito di rifiuti.

Parliamo di circa 27 mila m² di terreno ad uso agricolo e anche per questo il Wwf Chieti-Pescara si è schierato al fianco dei cittadini di Rosciano “contro il progetto della ditta srl per un impianto che tratterebbe rifiuti organici, fanghi da depuratori e sfalci da trasformare in compost. L’associazione del Panda è intervenuta con la propria presidente, Nicoletta Di Francesco, a una affollata assemblea pubblica organizzata dall’amministrazione comunale e presentando ufficialmente alla Regione le proprie 2015_035 Osservazioni. “Diciamo no a questo progetto essenzialmente perché dannoso ed estraneo al territorio: in una zona a vocazione agricola con produzioni di qualità, la presenza stessa dell’impianto rappresenterebbe un gravissimo vulnus. In quell’area, per la presenza diffusa di campi coltivati, il compostaggio domestico è una pratica largamente diffusa” spiega Di Francesco. Tra le tante criticità sottolineate dal Wwf, nelle  osservazioni, l’incompatibilità dell’installazione con le produzioni agricole di qualità in particolare di vino e olio con danno diretto e indiretto arrecato dall’impianto, per il Wwf: “Peggioramento della qualità dell’aria con emissioni, aumento del traffico e cattivi odori, riduzione del valore delle attività e delle case molte delle quali appartengono a chi, scegliendo di vivere in un ambiente più salubre, è fuggito dai grandi centri urbani inquinati – segnala l’associazione ambientalista in una nota – l’ipotizzata collocazione a pochi passi dal fiume Nora e in un’area del fiume che più volte, in caso di alluvioni anche recenti,  ha portato via tratti di argine proprio nei terreni in questione. A rischio anche la qualità delle acque per possibile inquinamento. L’adattamento delle strade di accesso al passaggio di camion, provocherebbe gravissimi danni ambientali a cominciare dal taglio di alcune querce secolari che fanno da cornice a una sterrata meta di passeggiate anche a cavallo. Senza dimenticare che vicinissima al sito è presente una recente frana. C’è da tener presente che non solo la vegetazione di pregio verrebbe sacrificata, ma anche la fauna.  In particolare la ditta proponente scrive che “nella zona in cui è ubicata l’attività, non si riscontrano presenze di animali di pregio e specie protette” ma subito dopo elenca, tra le specie presenti il Picchio dorso bianco, la Tottavilla e la Ghiandaia marina che sono inseriti nell’Allegato 1 della “Direttiva Uccelli” 2009/147/Ce, che prevede per loro misure speciali di conservazione per quanto riguarda l’habitat. C’è inoltre il Tritone crestato, incluso negli allegati II e IV della Direttiva Habitat 92/43/CE una specie la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione e una protezione rigorosa. La presenza di tali specie rigorosamente protette implica l’impossibilità di portare avanti questo progetto che la Regione, nel rispetto della normativa europea e nazionale, non potrà che bocciare. “Ricordo tra l’altro – conclude Nicoletta Di Francesco – che una recente sentenza del Consiglio di Stato ha sancito in forma chiara che la tutela del paesaggio, garantita dall’articolo 9 della Costituzione, è prioritaria rispetto a ogni altro interesse e che da poche settimane il Wwf insieme ad altre 14 associazioni rappresentative del territorio ha richiesto alla Regione una moratoria sugli ampliamenti e sui nuovi insediamenti di aziende per il trattamento di rifiuti di qualsiasi tipologia nella val Pescara e nelle colline circostanti in attesa di un censimento di tutte le ditte che operano nel campo nel territorio indicato e nell’attesa di un aggiornato Piano regionale dei rifiuti che fotografi al dettaglio le potenzialità e le esigenze del territorio. Una richiesta che tuttora attende una precisa risposta da coloro che abbiamo eletto a rappresentarci momentaneamente nelle istituzioni: il loro comportamento, a tutti i livelli, dovrebbe essere quello del buon padre di famiglia che tutela in questo caso prima di ogni altra cosa la salute e la qualità della vita dei cittadini. Proprio per questo auspichiamo domani, in consiglio comunale a Rosciano, un ripensamento dell’amministrazione locale –  conclude il Wwf Chieti Pescara – Intanto per domenica 18 ottobre, è programmata con il Comitato pro salute Rosciano una passeggiata per evidenziare le valenze naturali del territorio alla scoperta di alcune fonti e risorgive nei pressi di villa Oliveti”. L’area di interesse naturalistico fiancheggia Villa Oliveti, al di là della strada provinciale 20, strada del tratturo magno.

Domenica 18 ottobre con  Wwf e Comitato Pro salute Rosciano a Villa Oliveti 

L’appuntamento è alle ore 8.30 presso il parco giochi di Villa Oliveti a Rosciano dove sarà possibile parcheggiare le auto. È previsto il rientro per l’ora di pranzo. La passeggiata avrà la durata di circa 3 ore con delle soste in cui saranno brevemente approfonditi i temi legati al percorso con osservazioni della flora e magari della fauna locale. Il dislivello è di circa 35 m, in alcuni tratti con forte pendenza, altri in strada sterrata. Si consigliano calzature adatte e abbigliamento comodo oltre alla borraccia per l’acqua. Per questioni organizzative è richiesta la prenotazione. L’organizzazione declina ogni responsabilità: si partecipa per propria scelta e volontà. I minorenni dovranno essere accompagnati da adulti che possano assumersene ogni responsabilità. In caso di maltempo la passeggiata sarà rinviata ad altra data.

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