Dossier. Figli di un dio minore: le trivelle croate e il patrimonio italiano svenduto ai petrolieri

Questa è la storia delle trivelle croate che si dovevano ‘pappare’ le grandi risorse petrolifere del mare Adriatico giustificando un assalto ai mari italiani che non ha precedenti.

Fonte immagine http://s3.amazonaws.com/avaaz_images/13813_croazia_avaaz6_1_460x230.jpg
Fonte immagine Amazonaws

L’anno scorso il Governo croato aveva presentato un piano di ricerca idrocarburi in mare Adriatico che impegnava una trentina di aree per circa 37 mila kmq. Col timore di vedersi scippato del petrolio del mare Adriatico il governo Renzi ha giustificato e accelerato l’approvazione di tutta una serie di previsioni normative contenute nel famigerato decreto Sblocca Italia, disposizioni purtroppo favorevoli alla lobby petrolifera, compreso addirittura un comma per riaprire il discorso delle trivellazioni nel golfo di Venezia, fermate d’urgenza nel 2002, poiché tra le cause dello sprofondamento di una della città più belle del mondo. In Croazia ben 7 aree, delle 10 su cui avrebbero dovuto svilupparsi i primi progetti petroliferi, sono state abbandonate dalle stesse compagnie e le 3 rimaste sono state bloccate dal governo croato. Il Wwf, a opera della referente energia, Fabrizia Arduini, con la collaborazione di Dante Caserta, ha elaborato un dossier che fa luce su certi inquietanti meccanismi attivati in Italia anche per il crollo del prezzo del petrolio e i costi di estrazione, in termini di royalties e tassazioni. In Croazia i petrolieri pagano davvero molto per estrarre, in Italia hanno vantaggi e incentivi sia per il petrolio che per il gas. La costa ad Est inoltre è più sensibile all’ambiente e al rispetto delle regole, dall’altra parte invece l’Italia subisce un attacco selvaggio da parte delle compagnie petrolifere per il solo fatto che i suoi governi, contro l’interesse dei cittadini, operano di fatto una vera e propria svendita del patrimonio naturale e collettivo a danno dell’ambiente e purtroppo del turismo, settore trainante dell’economia sulla costa Adriatica. Il dossier del Wwf Figli di un dio minore lo dimostra, cifre alla mano.

Appunto Due compagnie petrolifere, l’austriaca Omv e la statunitense Marathon oil, hanno rinunciato a  7 delle 10  concessione che erano state assegnate loro e assegnate per ricercare idrocarburi nell’Adriatico croato.  Greenpeace sottolinea che ‘La rinuncia è arrivata a pochi giorni dalla firma del contratto con il governo croato. Le altre tre licenze sono state concesse alla società pubblica croata Ina, all’ungherese Mol e al consorzio tra l’italiana Eni e l’inglese Medoilgas (già attiva in Basilicata)’ (oggi Rockhopper ndb) (fonte).

Clicca qui per consultare e scaricare il dossier Figli di un dio minore

Dossier Wwf Figli di un dio minore Report-age.com 2015

Ask yourself if it is really necessary..

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.