Centrale Snam da autorizzare, altri 10 giorni di tempo e incontro con le istituzioni locali

Roma. Non è detta l’ultima, a chi credeva che fosse giunto il momento di cedere e decidere e che fosse morta ogni speranza di allontanare l’incubo della centrale di compressione del gas naturale diciamo che ci sono altri 10 giorni di approfondimento per valutare l’autorizzazione dell’impianto di spinta del metano di Snam rete gas a Sulmona con la promessa di un confronto tra la multinazionale e le istituzioni locali che presto dunque si incontreranno, complice la proposta di oggi del governatore Luciano D’Alfonso.

 Foto Maria Trozzi ©Report-age.com
Foto Maria Trozzi ©Report-age.com

Occorre valutare se la situazione che si va delineando, per la costruzione della centrale di spinta del gas naturale in valle Peligna, contenga elementi sufficienti per il superamento del diniego dell’intesa da parte della Regione Abruzzo intanto anche questa mattina il sindaco di Sulmona, Giuseppe Ranalli, ha ribadito il no all’opera strategica appendice del metanodotto Rete adriatica.

Da pochi minuti si è conclusa a Roma la IV riunione convocata dalla Presidenza del consiglio dei ministri sul tema della centrale di compressione di Sulmona (Aq). Comune, Provincia e Regione hanno da tempo espresso la rispettiva contrarietà al progetto. La presidenza del consiglio dei ministri, su invito del ministero dello sviluppo economico, ha promosso l’iniziativa per sondare l’eventuale sussistenza di condizioni atte a superare il dissenso degli enti locali, avendo la Regione manifestato per tempo il proprio diniego all’intesa. Dunque il percorso resterebbe quello originario sempre che la centrale da realizzare sia alimentata con l’elettricità e il tracciato del gasdotto attraverserebbe aree a massimo rischio sismico, ma l’impatto ambientale risulterebbe di gran lunga ridotto e così anche il rischio. Resta il gravissimo problema del tunnel che minaccia le sorgenti del Pescara, un’area delicatissima che sarebbe compromessa dal passaggio dei tubi sottoterra. Sempre se passerà il progetto della centrale alimentata ad energia elettrica il tracciato resta quello e allora ”Va ripensato uno spostamento del tracciato del metanodotto Rete Adriatica per salvare il bacino imbrifero del Gran Sasso” chiarisce l’assessore all’ambiente del Comune di Popoli Giovanni Diamante

Metanodotto Snam Sorgenti del Pescara bacino imbrifero più grande d'Europa Report-age.com 2015
Tracciato metanodotto su sorgenti del Pescara

Nel corso della riunione, alla quale hanno partecipato il primo cittadino Ranalli, per la Provincia il presidente Antonio de’ Crescentis e per la Regione, il presidente Luciano D’Alfonso, il sottosegretario Mario Mazzocca e l’Assessore alle aree interne Andrea Gerosolimo, sono stati evidenziati ed approfonditi alcuni aspetti della questione. In primis, la manifestata disponibilità di Snam nel proporre la realizzazione di una centrale di compressione alimentata non più a gas, come da originario progetto, ma elettricamente dunque ad impatto ambientale fortemente ridimensionato e ad emissioni zero nel rispetto del vigente Piano regionale per la qualità dell’aria. Un progetto diverso, un fatto nuovo che impone lo svolgimento di una ulteriore ancorché serrata attività di concertazione territoriale. Secondariamente, l’acquisita disponibilità della multinazionale del gas a ricomprendere nell’ambito dell’area d’intervento anche l’area degradata delle ex cave dismesse, presenti in località Case pente, il cui utilizzo sarebbe finalizzato all’attuazione di un progetto di recupero ambientale e funzionale quale spazio attrezzato da destinare al pubblico e da collegare al centro cittadino con un sistema infrastrutturale di mobilità sostenibile. Infine, su specifico invito del Presidente D’Alfonso, c’è disponibilità ad espletare un momento di confronto ed approfondimento fra Snam e le rappresentanze istituzionali locali sulla reale sostenibilità della nuova proposta. Per questo l’incontro con le istituzioni locali, da fissare in settimana, saranno invitati i rappresentanti delle comunità a ridosso dell’impianto: Pacentro, Cansano, Pratola Peligna, Roccacasale, Campo di Giove, Sulmona, Popoli. Il dato di partenza non è affatto confortante perchè, tornando indietro nel tempo, il decreto di compatibilità ambientale per l’installazione è stato rilasciato dal 2011 (amministrazione Chiodi), senza che la Regione esprimesse parere alcuno sul progetto per la precisione era praticamente assente, sempre. L’allora amministrazione regionale non ha mai partecipato ad alcuna riunione tenutasi in sede di procedimento di Valutazione di impatto ambientale. Ultima precisazione, se la centrale fosse alimentata con il metano, il tracciato andrebbe rivisto ed un primo tentativo era stato fatto proponendo di spostare l’impianto in provincia di Pescara. Alcunelocalità non hanno accolto l’idea di una centrale di compressione del gas, un comune invece si era reso disponibile, Castiglione a Casauria,  questa recondita possibilità di spostamento resta in sospeso anche se il terreno a disposizione non risponde purtroppo alle esigenze di spazio della società del metano che avrebbe dovuto restringere l’impianto a gas su circa 3,8 ettari di superficie. mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamenti

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Approfondimento

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