Sit-in il 14 ottobre a Roma contro Ombrina, progetto di coltivazione idrocarburi sul mare abruzzese

Ombrina manifestazione 14 ottobre Report-age.com 2015

Progetto Ombrina. Via libera del ministero al progetto di coltivazione di idrocarburi

Lanciano (Ch) 08.07.2015 Brutte notizie per l’Abruzzo, la procedura di valutazione di Impatto ambientale si è conclusa oggi per il progetto Ombrina mare con parere positivo del ministero dell’ambiente che con decreto lascia campo libero, nel mare Adriatico, ai 4-6 pozzi più nave desolforante e di stoccaggio idrocarburi a due passi dalla costa. Incombe il progetto di coltivazione del giacimento Ombrina sul mare abruzzese e di certo l’installazione comprometterà un futuro che la popolazione d’Abruzzo intende indirizzare ad uno sviluppo turistico ed ecosostenibile.

Lanciano
Manifestazione 2015 Lanciano
Fonte documento http://dorsogna.blogspot.it/2015/05/ombrina-parole-parole-parole.html
Fonte: Dorsogna.blogspot.it

Non sono bastati 60 mila manifestanti a Lanciano quest’anno, 40 mila a Pescara nel 2013, a far cambiare idea al Mina che dà il Via libera alla concessione di coltivazione idrocarburi liquidi e gassosi d30 B.C-Md ovvero al progetto Ombrina della Rockhopper Italia Ldt, negli atti ufficiali poi il ministero dell’ambiente sbaglia persino il nome della multinazionale indicandola come “Rockhooper” figuriamoci quali saranno stati gli approfondimenti per il decreto, con parere positivo, al giacimento Ombrina Mare. Gli ambientalisti di Emergenza ambiente Abruzzo annunciano che la lotta contro le trivelle durerà sino all’ultimo e che ricorreranno in tutte le sedi. Le reazioni del mondo dell’ambientalismo sono durissime, una critica feroce e comunque ragionata è quella della docente universitaria Maria Rita D’Orsogna, attivista in prima linea nella battaglia contro le trivelle e la deriva petrolifera che sul decreto di approvazione per Ombrina scrive nel suo blog con titolo a caratteri cubitali: “.. nonostante parole e balle di Luciano D’Alfonso – la ricercatrice californiana continua la disanima della situazione legata al provvedimento ministeriale – Con buona pace dei politici ignoranti. Con buona pace degli aspiranti politici che invece di fare gioco di squadra pensavano di essere meglio degli altri. Luciano D’Alfonso si vergogni e non poco. Invece di combattere, lei ha giocato a nascondino” e compare nel blog della D’Orsogna una carrellata di articoli di giornale con cui sono documentati volti e nomi di coloro che hanno speculato su Ombrina.

Descrizione. Il progetto di coltivazione del giacimento idrocarburi Ombrina Mare nell’ambito della concessione di coltivazione d30 B.C.-MD, prevede la perforazione di 4-6 pozzi, la realizzazione di un serbatoio Fspo, galleggiante per lo stoccaggio e il trattamento della produzione di olio, di una piattaforma OMB-A di produzione di gas ed olio, di una sealine per i trasferimenti tra la piattaforma OMB-A ed il serbatoio Fspo e di una sealine per il trasferimento del gas dalla piattaforma OMB-A alla piattaforma esistente Santo Stefano Mare 9.

Documenti Procedura integrata Via-Aia documentazione Aia

Comunicato Wwf, Legambiente, Fai, Italianostra, Marevivo, Pro natura, Arci 08.08.2015

La Regione mantenga gli impegni e apra un contenzioso giudiziario

Da Passera a Renzi cronaca di una morte annunciata

Il tavolo tecnico scientifico delle associazioni pronto a collaborare

In Italia accade spesso che gli atti autorizzativi di opere fortemente contrastate arrivino in piena estate. Non ha fatto eccezione il decreto interministeriale di approvazione della piattaforma Ombrina mare emanato alla viglia di ferragosto. Sembra quasi che gli stessi estensori di tali atti si vergognino delle loro scelte. O probabilmente sperano di passare inosservati. Questo non è certamente possibile per Ombrina mare che è sicuramente l’opera “meno amata” dagli abruzzesi degli ultimi anni. È dal 2008, quando davanti alla costa di San Vito Chietino arrivò la piattaforma Gallowai per operazioni di ricerca, che il fronte nato per osteggiare il Centro Oli di Ortona, altro progetto insensato sulle colline del Montepulciano, ripartì con la stessa indignazione contro la piattaforma Ombrina Mare. Perché ormai il futuro delle nostre terre e delle nostre coste si dispiegava nella maniera più insensata possibile: da regione verde a distretto minerario. Abbiamo cercato di opporci a questa sventura in tutti i modi, scontrandoci però contro la volontà del Governo nazionale di autorizzare a tutti i costi l’opera e l’insipienza o la complicità di alcuni politici locali che non hanno fatto nulla per fermare la deriva petrolifera che ci sta investendo, a iniziare dal non far nascere il Parco della Costa Teatina. Tutto questo però non deve farci indietreggiare di un passo! Dopo la decisione favorevole della Commissione VIA nazionale di qualche mese fa, il decreto interministeriale era un atto atteso. Il Presidente regionale D’Alfonso e tutta la Regione Abruzzo devono farsi portavoce della volontà degli abruzzesi e contrastare in tutti i modi e in tutte le sedi questo atto scellerato del Ministro dell’Ambiente e del Ministro dei Beni Culturali e Ambientali. Le Associazioni ambientaliste hanno messo a disposizione le competenze di tecnici e scienziati per affrontare questa battaglia. Geologi, ingegneri, fisici dell’atmosfera, chimici, naturalisti già in sede di valutazione ambientale avevano evidenziato e dimostrato le gravissime incongruenze del progetto. Tutto questo sapere potrà essere utilizzato nelle opportune sedi giudiziarie. Ci vuole però la volontà di combattere questa battaglia fino in fondo, anche mettendo in crisi il rapporto con il Governo nazionale. In questa situazione non si può non sottolineare la pessima figura dei parlamentari abruzzesi di maggioranza! Fino ad oggi si sono dimostrati del tutto inutili nella difesa degli interessi dei propri concittadini. Non sono riusciti a fare nulla di concreto, assumendo una posizione di comodo: ambientalisti in Abruzzo, dove hanno marciato contro Ombrina Mare, e amici dei petrolieri in Parlamento, dove hanno votato gli atti che ne hanno favorito l’autorizzazione. La loro dignità li dovrebbe spingere ad abbandonare questo comportamento da furbetti e a porsi, sino alle estreme conseguenze, un reale problema politico rispetto alle scelte dannose per i loro elettori portare avanti dal Governo che appoggiano.

Comunicato stampa del Coordinamento No Ombrina 07.08.2015

Emanato il decreto ministeriale positivo di Valutazione di impatto ambientale

Continuare la lotta in ogni sede, dal Parlamento alle piazze passando per i tribunali, i cittadini aumentino l’impegno

Il Governo Renzi si trovava di fronte ad una scelta chiara: da un lato tutelare i cittadini italiani e i loro diritti, dall’altra perseguire gli interessi delle società estere degli idrocarburi. Ha scelto i petrolieri, contro gli abruzzesi. Avevamo capito di che pasta era fatto questo Governo dallo Sblocca/Sporca Italia; l’emanazione del parere positivo di Valutazione d’Impatto Ambientale è solo il sigillo per scelte antidemocratiche di un governo mai eletto che sta portando avanti politiche che non sono state mai oggetto di consultazione popolare. Un governo talmente “forte” che si riduce a emanare decisioni di questo genere a ridosso di Ferragosto…
E’ uno schiaffo per il presidente della Regione Luciano D’Alfonso; la linea dialogante con il Governo è bocciata inesorabilmente.Noi cittadini eravamo preparati a questa evenienza e stiamo mettendo in atto tutte le possibili azioni. Sulla Commissione VIA avevamo chiesto di chiarire le ombre che diverse inchieste giornalistiche avevano evidenziato in questi mesi. Continueremo fino in fondo, in passato abbiamo vinto battaglie all’ultimo minuto, difenderemo la nostra terra e il nostro mare come sempre. Al Presidente della Regione diciamo: quando andiamo con centinaia di sindaci a Roma per contestare questo Governo? Quando si romperà definitivamente con Renzi, che non ha timore di costruire un enorme gasdotto sulle faglie sismiche più pericolose d’Europa passando anche per L’Aquila e di far trivellare davanti alla costa che dà lavoro a decine di migliaia di persone?
In Parlamento, soprattutto in Senato, non si deve parlare solo di numeri in senso politichese, s’inizi a parlare del numero di senatori delle varie regioni, Abruzzo compreso, pronti a cambiare le norme in parlamento sugli idrocarburi. Tanti presidenti delle regioni si stanno schierando, a parole, contro le trivelle. Ci sono grandi regioni con decine di parlamentari come Puglia e Campania. Alla riapertura del Parlamento la prima strada da perseguire è quella di una norma per salvare il mare. Poi si dovrà smontare lo Sblocca/Sporca Italia; prima che i danni diventino irreparabili.
Da subito bisogna mettere in campo ogni azione utile a livello di ricorsi, dal TAR alla Commissione Europea. La Regione da mesi annuncia la costituzione di un tavolo di lavoro permanente con le associazioni e i movimenti. Sarà finalmente convocato? Dalla prima lettura del Decreto emergono numerose criticità, come, ad esempio, quello di rimandare a fasi successive le informazioni sullo scavo delle condotte e sulle modalità di ancoraggio della mega-nave raffineria FPSO.
Associazioni e movimenti continueranno, già dalla prossima settimana con il Festival Trivelle Zero dal 12 al 16 agosto a San Vito chietino, a realizzare iniziative per continuare questa lotta e contribuire a fermare la deriva petrolifera in Abruzzo e in Italia. Invitiamo tutti i cittadini all’azione, proprio nei momenti difficili bisogna unirsi per lottare e difendere il territorio, la nostra salute e l’economia diffusa.

Il link al decreto: http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/306

Su  stopombrina.wordpress.com altre informazioni sul progetto

Aggiornamenti

Centinaia di abruzzesi al Mise: No Ombrina e la decisione viene rinviata 14.10.2015

Risoluzione Mazzocca per il Referendum contro le trivellazione nelle 12 miglia 12.08.2015

Approfondimenti 

Bloccare le Trivelle nelle 12 miglia con un Referendum: Abruzzo occorre far presto 06.07.2015 

Petrolizzazione: Mazzocca lancia il Referendum Abrogativo delle ‘Prepotenze legislative’ 08.07.2015

D’Orsogna: Tutti i perché del No ad Ombrina. Per ora la Regione dice No ‘solo’ al Programma Croato 15.05.2015

D’Orsogna scrive a D’Alfonso: “Progetto Ombrina, nessuno lo vuole, ma dipende da lei” 19.03.2015

7 risposte a "Sit-in il 14 ottobre a Roma contro Ombrina, progetto di coltivazione idrocarburi sul mare abruzzese"

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