Tutela dei fiumi: Wwf parte civile nel procedimento sul mancato funzionamento dei depuratori in provincia di Teramo

Teramo. All’udienza preliminare di domani mattina il Wwf Italia depositerà la propria dichiarazione di costituzione di parte civile nel procedimento penale dinanzi al Tribunale di Teramo contro ex amministratori e tecnici della Ruzzo reti spa per fatti, risalenti a diversi anni fa, relativi al mancato o insufficiente funzionamento dei depuratori di villa Rosa, Alba Adriatica, Sant’Omero, Sant’Egidio, Nereto e Corropoli.

Foto Maria Trozzi ©Report-age.com
Foto Maria Trozzi ©Report-age.com

L’inchiesta della magistratura teramana è andata avanti per anni raccogliendo dati, analisi e prove  in merito alle conseguenze negative, prima sui corsi d’acqua, in particolare il torrente Vibrata, e poi sul Mare Adriatico, del mancato funzionamento di numerosi depuratori della provincia teramana. Il tutto con effetti dannosi sull’ambiente, ma anche sulla salute dei cittadini e di conseguenza sull’economia legata al turismo che rischia di essere compromessa da episodi come quelli che sempre più spesso si registrano sulla costa abruzzese.  “La gravità delle imputazioni, la molteplicità dei fatti contestati, la diffusività dei danni conseguenti ipotizzati, impongono un rapido passaggio alla fase dibattimentale”, dichiara l’Avv. Tommaso Navarra, che rappresenta il Wwf nel procedimento. “Come l’esperienza, anche recente, insegna, solo un ciclo virtuoso della depurazione è in grado di tutelare la qualità dei nostri fiumi e del nostro mare. Come Wwf Italia abbiamo dato il nostro contributo di denuncia nella fase delle indagini e seguiremo il processo in ogni sua fase”.  “Il Wwf segue da sempre le vicende legate allo stato di fiumi e torrenti”, dichiara Claudio Calisti, Presidente del Wwf Teramo. “Anche in queste occasioni avevamo segnalato quanto stava accadendo sul torrente Vibrata. Purtroppo i nostri corsi d’acqua, al di là delle promesse fatte, continuano ad essere in condizioni molto problematiche, ben lontano dai livelli di qualità che dovrebbero avere per legge. La qualità dei fiumi dovrebbe essere al centro dell’attenzione tutto l’anno e non solo durante il periodo estivo quando sulla costa ci si accorge dei risultati negativi di politiche gestionali sbagliate. Auspichiamo che anche le associazioni di categoria, che vengono danneggiate dall’inquinamento, intervengano nel procedimento. Il Wwf è abituato a lavorare costantemente e spesso silenziosamente per i beni comuni, a differenza di altri che preferiscono “urlare” sulla stampa, spesso accusando genericamente gli ambientalisti di non fare nulla, soprattutto quando le azioni di tutela ambientale disturbano i loro interessi”.

Risultati delle analisi di Goletta verde nel mare abruzzese

 Prelievi effettuati il 19 giugno 2015

PROVINCIA

COMUNE

LOCALITÀ

PUNTO

GIUDIZIO

TERAMO Alba Adriatica/ Martinsicuro Foce fiume Vibrata FORTEMENTE INQUINATO
TERAMO Pineto Pineto Marina Spiaggia Via Liguria ENTRO I LIMITI
TERAMO Pineto Pineto Marina Foce torrente Calvano FORTEMENTE INQUINATO
TERAMO Silvi Silvi Marina Foce fiume Cerrano FORTEMENTE INQUINATO
PESCARA Pescara Lungomare Matteotti Spiaggia su Via Balilla ENTRO I LIMITI
CHIETI Francavilla al Mare/Pescara San Silvestro spiaggia Foce Fosso Vallelunga FORTEMENTE INQUINATO
CHIETI Ortona Acquabella-San Donato Foce fiume Moro FORTEMENTE INQUINATO
CHIETI Fossacesia La Penna Foce Fosso San Giovanni FORTEMENTE INQUINATO
CHIETI Vasto Vasto Marina Foce Fosso Marino FORTEMENTE INQUINATO

 

Il Monitoraggio scientifico. I prelievi e le analisi di Goletta Verde vengono eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente che anticipa il viaggio dell’imbarcazione a bordo di un laboratorio mobile attrezzato. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità). Le analisi chimiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai chilometri di costa di ogni regione.

Legenda. Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:

Inquinato = Enterococchi intestinali maggiori di 200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 500 UFC/100ml

Fortemente inquinato = Enterococchi intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 1000 UFC/100 ml.

L’Abruzzo rilanci la sfida alla depurazione o pagherà. Risultati analisi Legambiente

Pescara 07.07.2015 Ben 7 su 9 campionamenti effettuati sulle coste abruzzesi danno un risultato allarmante, l’Abruzzo devi procedere alla depurazione perché il carico batterico registrato è pari al doppio consentito dalla legge su foci di fiumi, torrenti e fossi della regione che immettono a mare. ‘Fortemente inquinato’ è il giudizio assegnato a molti corsi d’acqua dopo le analisi perché presentano delle criticità già riscontrate negli anni, troppo tempo perso senza intervenire efficacemente per rilanciare la sfida della depurazione.

Agriturismo il Boschetto L'Aquila Foto Trozzi L'Aquila Il Boschetto Report-age.com 2014

È questo il bilancio regionale delle analisi di Goletta verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute di coste e acque italiane realizzata con il contributo del  Consorzio obbligatorio degli oli usati. L’associazione ha assegnato stamane la bandiera nera alla Sasi, l’azienda finita nel mirino della magistratura, i mesi scorsi, per violazioni ambientali persistenti e gestione dolosa di una dozzina di impianti di depurazione . Lo studio è stato presentato a Pescara da Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente,  Giuseppe Di Marco, presidente di Legambiente Abruzzo e Luzio Nelli, segreteria Legambiente Abruzzo. “Le nostre analisi confermano le criticità di un sistema depurativo che continua a immettere in fiumi, fossi e torrenti carichi inquinanti non trattati adeguatamente – dichiara Zampetti – Il nostro obiettivo è proprio quello di scovare le criticità di questo sistema che in Abruzzo, cosi come nel resto del Paese, funziona purtroppo a singhiozzi ed è ancora del tutto insufficiente per tutelare la salute del mare e dei cittadini. Affrontare i deficit depurativi abruzzesi, secondo i dati Istat il 41,5% dei reflui urbani non viene trattato adeguatamente, deve essere la priorità nell’agenda politica considerate le risorse a disposizione per le opere di depurazione”. L’Unione europea, dopo 2 condanne a carico dell’Italia, lo scorso anno ha attivato una nuova procedura di infrazione che coinvolge 27 agglomerati urbani abruzzesi per i quali non è stato dimostrato che tutto il carico generato riceva un adeguato trattamento secondario o addirittura non risultano impianti costruiti. Procedura che si trasformerà in una condanna da gennaio 2016, con una multa per l’Abruzzo, secondo le stime dello stesso governo centrale, di 8 milioni di euro, circa 6 euro per cittadino. I prelievi e le analisi di Goletta verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente il 19 giugno. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e  considerano come inquinati i punti analizzati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e fortemente inquinati quelli che superano più del doppio tali valori. In provincia di Teramo per campionamenti su 4 il giudizio è di fortemente inquinato: quello eseguito alla foce del fiume Vibrata, al confine tra i comuni di Martinsicuro e Alba Adriatica; alla foce del fiume Cerrano, a Silvi marina e alla foce del torrente Calvano a Pineto marina. In quest’ultima località, invece, ha dato esito positivo il monitoraggio alla spiaggia di via Liguria. É nei limiti di legge anche il carico batterico riscontrato sulla spiaggia di via Balilla (lungomare Matteotti) a Pescara, punto di campionamento segnalato in più occasioni dai cittadini. Lo stesso giudizio sulla qualità delle acque negli ultimi anni, da parte delle autorità competenti, è di scarso, nonostante nel 2015 l’obiettivo era raggiungere il valore buono per tutte le acque di balneazione. È un tratto di mare da tenere sotto controllo per eliminare le cause di inquinamento. I monitoraggi eseguiti nel chietino hanno prodotto tutti un giudizio di fortemente inquinato: alla foce del fosso Vallelunga, sulla spiaggia di san Silvestro, ai confini tra il comune di Francavilla al mare e Pescara; alla foce del fiume Moro, in località Acquabella – san Donato del comune di Ortona; alla foce del fosso San Giovanni, in località La Penna di Fossacesia e alla foce del Fosso marino a Vasto Marina. Risultati analisi acque e depurazioni Abruzzo Report-age.com 2015Bandiera nera alla Sasi, l’azienda che gestisce acquedotti, depurazione e fognature per i 92 Comuni della provincia compresi nel territorio Ato 6 chietino agli onori della cronaca per un’inchiesta sul funzionamento del sistema di depurazione nell’area di competenza della procura di Lanciano, che ha portato al sequestro di 12 impianti e all’iscrizione nel registro degli indagati del presidente della società per violazioni ambientali persistenti e gestione dolosa. Un’indagine che dimostra i problemi nella gestione della depurazione in questa regione che si ripercuotono anche sulla qualità delle acque di depurazione, così come testimoniano i recenti casi di salmonella verificatisi a maggio al torrente Fontanelle di Rocca san Giovanni, al fiume Osento (Atessa), a Feltrino (San Vito), nei fiumi Vera e Aterno nell’aquilano, a lido Riccio e alla foce del fiume Arielli o, ancora, a Ortona.

“Tutti casi, dal sequestro dei depuratori ai casi di salmonella, così come i risultati dei nostri monitoraggi, che testimoniano l’urgenza di mettere in campo politiche  adeguate per il recupero e la tutela dei fiumi, delle falde e delle acque – commenta Di Marco – Chiediamo controlli e interventi rapidi sulla depurazione, che ha un ruolo fondamentale in termini di protezione ambientale, per la conservazione della biodiversità, per la tutela della salute pubblica e per la qualità dei nostri territori che fanno turismo. Per fare questo, la Regione deve finalmente istituire anche un tavolo sui contratti di fiume, per garantire la partecipazione di tutti i soggetti interessati e avere una visione complessiva delle criticità presenti sul territorio regionale per sviluppare un’azione sinergica maggiormente incisiva che coinvolga sia i comuni costieri che quelli dell’entroterra”. “L’Abruzzo ha, inoltre, il triste record di suoli costieri trasformati, ossia passati da un paesaggi naturali e agricoli ad infrastrutture ed edifici residenziali – aggiunge Luzio Nelli, segreteria Legambiente Abruzzo-. Secondo il dossier di Legambiente, infatti, 91 i km di costa irreversibilmente modificati rispetto ad un totale di 143 km, oltre il 63,6 %. Tra le infrastrutture, nate o ampliatesi negli anni scorsi. L’aspetto più impressionante in questa Regione è che il paesaggio costiero “ancora” libero sia protetto solo parzialmente, visto che solamente il 9% dell’intera costa abruzzese risulta essere area protetta. L’istituzione del Parco della costa Teatina, tra Ortona e San Salvo, rappresenta l’unica garanzia a tutela dei valori paesaggistici della costa dei trabocchi”. Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche il corretto smaltimento degli olii esausti. Proprio per questo anche quest’anno il Consorzio obbligatorio degli oli usati (Coou) è main partner della storica campagna estiva di Legambiente. Attivo da 31 anni, il Coou garantisce la raccolta degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale, che vengono poi avviati al recupero. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. A contatto con l’acqua, l’olio lubrificante usato crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di respirare. “La difesa dell’ambiente, in particolare del mare e dei laghi, rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione – spiega il presidente Coou Paolo Tomasi – L’operato del consorzio con la sua filiera non evita solo una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”.

Aggiornamenti

Inquinamento acque.’Metà degli impianti di depurazione fuori norma’ denuncia il Forum H2O  08.01.2016

Ancora sversamenti sul fiume Tordino: una cloaca 09.07.2015

2 risposte a "Tutela dei fiumi: Wwf parte civile nel procedimento sul mancato funzionamento dei depuratori in provincia di Teramo"

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