‘Difenderò l’Abruzzo anche da suonatore di piattini’ Mazzocca a Roma per la finale sulla centrale Snam Sulmona

Assemblea pubblica metanodotto e centrale Snam Pacifico Foto Trozzi Report-age.com 22.9.20149
Foto Trozzi

Il destino dell’entroterra in bilico, sono troppe le incertezze dopo il rimpasto che chiama in giunta regionale Andrea Gerosolimo (Abruzzo civico) ed estromette Mario Mazzocca (Sel) solo ieri assessore regionale all’ambiente. Proprio ora che sarebbe necessario saldare l’incarico, la delega all’ambiente è in bilico, roba da non credere. Mazzocca comunque resta consigliere regionale sarà forse sottosegretario e soprattutto andrà a difendere l’Abruzzo, questa mattina, alla Conferenza di servizi decisiva per autorizzare la centrale di spinta Snam che prelude alla realizzazione del gasdotto Rete adriatica, progetto osteggiato dagli abruzzesi anche perché attraverserà la dorsale appenninica insinuandosi su aree a massimo rischio sismico. Mazzocca sarà all’incontro con tanto di proposta alternativa da presentare alla Presidenza del consiglio dei ministri e ai rappresentanti del colosso italiano per il trasporto del gas naturale.

Mazzocca Pizzola Report-age.com 2015
Mario Mazzocca e Mario Pizzola

“Sono consigliere regionale e ci vado – rassicura Mazzocca contattato telefonicamente alle ore 21 di domenica mentre in auto percorre l’autostrada dei Parchi. “Assessore mi perdoni ho il telefono scarico può chiamarmi a quest’altro numero devo chiederle delle cose importanti” è tutta da metabolizzare la novità e abituarsi a non chiamarlo più assessore è difficile dopo tutto quello che è riuscito a fare in un solo anno, in giro per la regione, recuperando fondi europei mettendo in sicurezza discariche abusive e non, cominciando ad occuparsi e a contenere il dissesto idrogeologico di importanti aree della regione, costruendo persino un dialogo là dove certe amministrazioni avevano lasciato terra bruciata con le multinazionali. Mazzocca, lo riconosce anche il Presidente Luciano D’Alfonso, ha lavorato molto bene sull’ottenimento dei fondi per i depuratori, sul dissesto idrogeologico e non solo. In questi mesi, al No per il metanodotto Snam sull’Appennino abruzzese ha fatto riecheggiare una seria alternativa al tracciato del Rete adriatica e alla centrale di spinta, appendice del gasdotto. “Ho dovuto rimandare la prima consultazione di verifica perché è necessario stare a Roma oggi –  appuntamento altrimenti fissato questa mattina per capire se ci sono ancora le condizioni per andare avanti in Regione. L’Abruzzo si gioca un’altra volta la faccia, è la seconda partita decisiva per le questioni ambientali in meno di una settimana, dopo l’avvio dell’ufficializzazione del Parco della costa Teatina. Proprio ora doveva tremare la delega? Di là dai proclami, è da riconoscere che come assessore all’ambiente Mazzocca è stato unico. A confermarlo sono i fatti: si è battuto a spada tratta per difendere l’ambiente lavorando su proposte di leggi regionali poi approvate e, tanto scomode, da meritare l’onore di essere impugnate dal governo nazionale dinanzi alla Corte costituzionale. Su sua iniziativa sono state presentate decine di progetti per la messa in sicurezza di aree e territori a rischio, sul Polo chimico di Bussi anche grazie a lui sono stati fatti notevoli passi avanti. All’altro cellulare è il dottor Mazzocca che rassicura sul fatto che tra poche ore sarà a Roma: “Occorre difendere le ragioni dell’Abruzzo, ci andrò anche se fossi solo un suonatore di piattini, sarò presente.. e ci sarò… per presentare …” ma la voce d’un tratto arriva a singhiozzo. Cade la linea e qualcosa d’importante resta sospeso nell’etere. Il neo assessore Gerosolimo resta invece nell’insicurezza delle deleghe e solo per sommi capi conosce le vicende che interessano il serpentone metanifero che striscerà anche sulla sua valle Peligna. Mazzocca deve essere a Roma anche per questa ragione, nessuno più di lui è così ferrato in materia, nessuno più di lui può controbattere alla fiducia incondizionata che i vertici nazionali nutrono per la multinazionale. Dei passaggi complicati e decisivi sa ben poco il consigliere regionale di Abruzzo civico anche se quello in cui intendono piantare la centrale e i tubi del mega gasdotto è il suo luogo d’origine. Bisogna garantirsi assolutamente che Mazzocca sia presente, altrimenti la battaglia è persa. L’obbligo del condizionale, l’incertezza che piomba sull’assegnazione della delega all’ambiente non lascerebbero scampo per la convocazione romana, ma Mazzocca è fatto di un’altra pasta e pur mancando qualsiasi certezza per il futuro non ci sta a far scontare questo vuoto di potere alle popolazioni dell’entroterra che dal 2004 hanno ingaggiato battaglia contro l’assurda opera della multinazionale. Mazzocca riprende il contatto telefonico: “Ero in galleria a Cocullo per questo è caduta la linea – si scusa – Dicevo, sarò a Roma e presenterò la soluzione alternativa” quella che sposterebbe l’impianto e il tracciato del Rete adriatica in luoghi più sicuri, lontano dalle insidiose faglie appenniniche e dal pericolo di esplosioni e dissesti idrogeologici. Una giornata campale, domenica, contatti e preghiere non sono mancati. Tra poco sarà scontro tra titani possibile, ad armi pari, solo grazie a persone responsabili che dimostrano lealtà alla Regione e sono presenti nel momento del bisogno anche se esclusi. Non ci pensa due volte e sarà alla Conferenza di servizi, nonostante i dubbi, nonostante l’incertezza degli incarichi che gli saranno conferiti nel prossimo futuro, Mazzocca difenderà le ragioni delle popolazioni abruzzesi anche da suonatore di piattini. mariatrozzi77@gmail.com

Approfondimento 

Centrale di spinta del Rete adriatica. Cittadini all’oscuro sulla decisione finale di lunedì 11.09.2015

Parco Costa teatina: il 10 settembre l’Abruzzo si gioca la faccia

Pescara 07.09.2015 É partita decisiva per l’istituzione del Parco nazionale della costa Teatina, fra 3giorni e tenendo fede al programma – eredità di fine mandato del commissario Giuseppe De Dominicis – si apre il primo passaggio per la Conferenza staro-regioni che chiuderà il ventennio per l’istituzione dell’area protetta con la firma del Decreto del Presidente della Repubblica, è sarà ufficialmente Parco. Evvéro, non fermerà il progetto Ombrina mare 2, ma con l’ufficializzazione dell’area protetta, dopo 15 anni, comincerà un confronto con lo Stato per il passaggio successivo, cioè per proteggere l’Adriatico. Nel frattempo le tutele previste per il mare daranno del filo da torcere alla piattaforma petrolifera della Rockhopper che ad agosto ha avuto il Via libera col parere favorevole del ministero. Ombrina va bloccata, ribadiscono i comitati cittadini e ne è convinto anche Mario Mazzocca, assessore regionale.

Mazzocca sopralluogo a Mutignano Report-age.com 8.3.2015

Proprio quando la Regione è chiamata a dare forma e sostanza alle sue scelte, sostenibili a quanto sembra, nel frangente in cui è indispensabile fare passi avanti viene messo in discussione un assessorato tra i più veri, vivi e attivi dell’amministrazione D’Alfonso, ad appena un anno dall’incarico assegnato a Mazzocca che forse ha macinato troppa strada per qualcuno.

Andrea Gerosolimo Report-age.com 2015

La domanda sorge spontanea così come per il Parco della Costa teatina perimetrato nella tempesta, osteggiato da sindaci e lobbie, perché sul più bello qualcosa deve sempre andare storto? Una Regione autolesionista? È la novità sulla istituzione di un Parco marino costiero regionale, deviante in questo momento tanto delicato, a creare scompiglio, sabato, proprio quando è il momento di decidere alla presidenza del consiglio dei ministri: “Il 10 settembre l’Abruzzo tutto si gioca la faccia per l’istituzione del Parco nazionale della costa teatina e quello marino regionale interessa solo il dopo” chiarisce Mazzocca ieri per la 3 giorni di Sel a Pescara. Chi rappresenterà la Regione a quel tavolo per l’istituzione del Parco nazionale? “Il Presidente Luciano D’Alfonso” non esita a dire l’assessore all’ambiente. “E’ fatta” stropicciano ansiosi le mani i detrattori dell’assessore, Mazzocca sarà presente all’incontro solo come uditore, ma subito chiarisce il perché: “semplicemente non ho mai avuto la delega regionale alle aree protette”.
Piano regionale rifiuti, piano energetico, piano antenne, sino ad un anno fa chi ne aveva mai sentito anche solo parlare? Iniziative avviate come il referendum per abrogare l’articolo 35 dello Sblocca Italia, iniziative legislative votate in aula per gasdotti e dissesti, la scelta politica dell’assessorato regionale all’ambiente è fin troppo distante da quella nazionale che premia un modello di energia fossile e penalizza chi si oppone. Un assessore scomodo in un momento di strategie energetiche che impallinano l’Abruzzo e arricchiscono le multinazionali con lo spauracchio di qualche timido posto di lavoro e uno sviluppo da soffio sul fiammifero. Coerenza, efficacia dell’azione, esperienza per l’assessore e anche per le battaglie capitoline, uno dei pochi a rappresentare il meglio della Regione. Un cambio di rotta e la sostituzione evita la svolta, i dubbi si fanno strada pensando ad un amministratore regionale che sul campo è sempre in prima linea, per questioni come il metanodotto Rete adriatica e la centrale di spinta della Snam in valle Peligna, sull’elettrodotto Villanova-Gissi, le discariche di Bussi sul Tirino e le centrali a biomassa, i depuratori e le trivelle. Si è mosso per ogni emergenza idrogeologica che ha piegato il territorio regionale quest’anno e anche per la questione depuratori. La delega alla Protezione civile ha perfezionato la qualità dei suoi interventi e del suo impegno a tutela dell’ambiente, il maltempo dei primi di marzo lo ha messo in evidenza. Il lavoro è ben avviato allora perché ricominciare da zero? Non lo sposta nessuno l’assessore, non si muove da lì, dice Mazzocca. Non basterebbero gli altri assessorati per accontentare invece il consigliere regionale Andrea Gerosolimo che sembra puntare proprio alle deleghe dell’assessore più attivo e produttivo, al momento. Eppure quel no alla perimetrazione del Parco, scandito con la risoluzione urgente e insieme al consigliere Mario Olivieri, il 15 giugno, qualcuno lo ha forse dimenticato? “E’ necessario che il lavoro svolto da Mario Mazzocca, assessore regionale all’ambiente, continui” la nota di Roberto Ettorre, Coordinatore comunale Sel Pescara, del Circolo Sel di Pescara e del Gruppo Consiliare di Sel al Comune del capoluogo adriatico è condivisa. Il contributo dell’assessore da un anno va nella direzione di una Regione più giusta, solidale e sensibile alle questioni ambientali, per questo occorre dare continuità all’operato di Mazzocca, in un momento così delicato per l’Abruzzo. I contributi a parco villa De Riseis, nell’incontro Per uno sviluppo sostenibile della Regione Abruzzo, stendono i panni sporchi di quanti sguazzano nel mare di rifiuti, nel mare delle trivelle e nel mare dei depuratori rotti. Con il Piano di gestione rifiuti e l’annuncio di cambiamenti occupazionali poi è stato toccato il punto di non  ritorno, rilanciare le fonti rinnovabili per fare dell’Abruzzo una regione autosufficiente è stata la ciliegina sulla torta. Un altro modello di sviluppo per Mazzocca: “Inceneritori? L’Abruzzo non ne ha bisogno” così schietto l’assessore intende spingere a questa realtà d’interesse collettivo e sociale un governo multinazionale  e fossilizzato.  mariatrozzi77@gmail.com

Il no al Parco di Olivieri e Gerosolimo

I consiglieri regionali nella risoluzione rilevano che “la procedura avviata, lo scorso maggio, dal commissario ad acta per la delimitazione dei confini del parco, contiene gravi ed inaccettabili discrepanze rispetto alle leggi che disciplinano la gestione da parte delle regioni e degli enti locali delle aree naturali protette (n. 394/1991 e n. 426/98 e n. 112/98). Dalla documentazione infatti emergere la mancata individuazione dei confini sulla base degli elementi conoscitivi e tecnico-scientifici necessari al corretto avvio della procedura presso i servizi tecnici nazionali, le amministrazioni dello Stato e delle Regioni (secondo le procedure di cui all’art 34 della legge quadro n. 394 del 1991) e il baypassamento della dichiarata volontà di inserimento all’interno del Parco di diverse amministrazioni comunali come Francavilla e Lanciano. Emerge, inoltre, che la documentazione tecnica allegata, reperita presso il Settore Urbanistica e Pianificazione territoriale senza l’approvazione del Consiglio Provinciale, presenta gravi asimmetrie tra il tracciato cartografico e il reale stato dei luoghi inseriti nella perimetrazione, interamente sradicati dalle infrastrutture esistenti, dalle urbanizzazioni e dalla rete dei servizi territoriali (porti,zone industriali,ospedali, etc). Si chiede, dunque, una tempestiva azione del Presidente D’Alfonso volta a recuperare la condivisione con la Regione Abruzzo, la Conferenza Unificata e le amministrazioni comunali interessate alla perimetrazione provvisoria del Parco della Costa Teatina, provvedendo alla rettifica del perimetro presentato e della normativa tecnica transitoria in ragione degli errori e delle lacune emerse e di quelle che si evidenzieranno in sede di approfondimento”.

Archivio

Renzi all’Aquila. Protestano gli Ambientalisti: ‘L’Abruzzo non è terra di conquista’ 25.08.2015

Altro rinvio, ma il Parco della costa teatina si farà 10.09.2015

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