Inceneritori: fanno male, ma sono strategici per Renzi. Regioni e Wwf dicono No

Rientrano nella strategia energetica nazionale anche i maledetti inceneritori, dannosi per la salute come tante altre opere inutili e pericolose a cui è stata spianata la strada e il governo nazionale ha deciso persino di incenerire il significato dei termini piegandone il senso ad uso e consumo delle lobbies per confondere terribilmente gli italiani. A dare del filo da torcere a questo centro di potere e all’articolo 35 dello Sblocca Italia finalmente si schierano molte regioni del Sud e si affiancano alle battaglie di comitati cittadini e associazioni egologiste. 

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Foto Maria Trozzi ©Report-age.com

Che senso potrebbe avere costruire altri inceneritori attivabili solo nel 2020 quando, nel 2025, entrerà in vigore il divieto europeo di incenerire i rifiuti riciclabili? Le società italiane che ancora installano questi macchinari infernali e che li producono devono fare cassa e coprire le spese? Alla forzatura governativa di installare 12 nuovi inceneritori, in 10 regioni italiane, ieri alla Conferenza Stato Regioni hanno risposto, con un secco e perentorio No, Mario Mazzocca, assessore regionale all’ambiente e il consigliere regionale, Pierpaolo Pietrucci contrari non solo all’installazione di questa #sporcadozzina di inceneritori che è d’aggiungere ai 42 già attivi in Italia e ai 6 già autorizzati, ma soprattutto si sono opposti all’impianto previsto in Abruzzo, un’altra piaga che si vuol far passare per roba salutare attraverso paroline come Termovalorizzatore. Il Wwf poi in conferenza ha respinto al mittente la riprorevole proposta. “Sono assolutamente in accordo con la visione strategia e politica dell’assessore Mazzocca – sostiene il consigliere Pietrucci – soprattutto quando si tratta di pensare all’economia di aree complesse come quelle per le quali mi batto, le aree interne della Regione Abruzzo, il cui sviluppo deve necessariamente passare attraverso un nuovo modo di capire e valorizzare l’ambiente e il territorio. Lo dimostrano i miei impegni contro le centrali a biomasse e contro il progetto del metanodotto SNAM, che non tengono affatto in considerazione le vocazioni e la natura del territorio. Per questo motivo sostengo le azioni dell’assessore Mazzocca, con il quale mi sono sempre trovato fianco a fianco, in virtù delle nostre comuni identità di vedute”. Il Wwf, nella sua adesione alla 3 giorni di mobilitazione sul territorio lanciata da Zero waste Italy, aveva sostenuto che in Italia – terzo Paese dopo Francia e Germania in Europa per numero di questo tipo di impianti. Il Wwf aveva chiesto per la riunione del 9 settembre non di decidere di disseminare in Italia bruciatori che producono emissioni dannose per la salute, lo stesso Ministero della salute rileva il rischio di tumori e malformazioni, ma che si concentrasse l’attenzione dell’assemblea sulla definizione di Piani regionali virtuosi che puntino alla riduzione dei rifiuti, al riuso e al riciclo, raggiungendo e superando la soglia del 65% di raccolta differenziata, obiettivo che doveva essere conseguito in Italia già nel 2012. Con grande soddisfazione il Wwf prende atto, non solo che le Regioni hanno detto No al decreto attuativo dell’art. 35 dello Sblocca Italia sugli inceneritori classificati come infrastrutture strategiche nazionali, ma che sia stata respinta l’ingerenza dello Stato in una materia di competenza regionale anche e soprattutto perché le previsioni governative contrastano con le pianificazioni regionali per una corretta gestione del ciclo dei rifiuti, coerente con le indicazioni europee. mariatrozzi77@gmail.com

Roma. l’Abruzzo formalizza il suo No al decreto inceneritori

É l’ennesima prova di una concezione diversa delle politiche statali in relazione alle politiche regionali e che, in questo caso, risultano reciprocamente stridenti; un’ipotesi di sviluppo nazionale lontana anni luce dai modelli di crescita che l’Abruzzo intende darsi, improntati a criteri di chiara e reale sostenibilità.

Mario Mazzocca Foto Maria Trozzi Report-age.com 2014
Mario Mazzocca Foto Trozzi

Nel corso della  riunione tecnica della Commissione ambiente delle Regioni alla Presidenza del consiglio dei ministri, l’assessore regionale all’Ambiente Mario Mazzocca ha espresso il proprio motivato dissenso sul Decreto Inceneritori che include anche l’Abruzzo tra le regioni destinate, nelle intenzioni del governo, ad ospitare uno dei 12 nuovi impianti programmati. La decisione è stata studiata, concertata e condivisa con il Consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, presidente della commissione ambiente e Territorio della Regione. Le motivazioni sono diverse e tutte da condividere. “Intanto va attentamente valutata la situazione endogena abruzzese e lo stato dell’arte delle azioni fin qui messe in campo – sostiene l’Assessore Mazzocca – Basta citare 2 esempi significativi: il nuovo Piano di Gestione Rifiuti, il cui iter formativo è in fase ormai avanzata, la cui elaborazione è stata improntata fin dal 2013 nell’ottica del perseguimento dei Rifiuti Zero; la vicenda dell’impianto Powercrop, progettato come alimentabile con semplici biomasse a km zero, salvo poi riscontrare come la sua reale produttività dipenda da scorte di lavorazione del legno la cui quantità è impensabile che possa essere sostenuta dai soli boschi abruzzesi, sarebbero però sufficienti quelli del Wyoming) – aggiunge sarcastico Mazzocca – In secondo luogo, la discutibile base di partenza da cui scaturisce la bozza di decreto, la cui genesi muove esclusivamente da motivazioni legate a fredde considerazioni di mero e matematico bilancio energetico, senza citare minimamente le reali criticità delle emissioni in atmosfera del previsto impianto in relazione alla configurazione geografico-altimetrica e climatico-ambientale della nostra Regione, basterebbero le nostre montagne ad impedire, di fatto, l’agevole circolazione ed il naturale allontanamento dei fumi. Infine, il tema della Valutazione ambientale strategica. Trattandosi, nella fattispecie, di una vera e propria Programmazione di rilevanza strategica sul territorio nazionale, si rende necessaria la preventiva ed opportuna espletazione di una specifica procedura di Vas, appunto Valutazione Ambientale Strategica. Non tanto quale indispensabile adempimento tecnico ma quanto è soprattutto al fine di chiarire la reale sostenibilità dell’intervento (inceneritore), programmato dal governo centrale, da parte del territorio e della sua comunità”.

Inceneritori in Italia Report-age.com 2015In tutta Italia sono in corso diverse iniziative, nell’ambito della mobilitazione di 3 giorni organizzata per contestare apertamente l’articolo 35 del decreto attuativo pro inceneritori, il famigerato Sblocca Italia. Questo proprio in previsione della Conferenza Stato-Regioni. Il Wwf Abruzzo con una nota inviata al Presidente della giunta Luciano D’Alfonso ha sottolineato, giorni fa, la contrarietà all’inceneritore da piantare in regione,  uno tra i 12 nuovi da installare in Italia che ufficialmente ne sopporterebbe già 45, senza contare i cementifici che vengono utilizzato per lo stesso scopo. Trascurando poi il fatto che molti Paesi europei hanno ancora oggi difficoltà ad ammortizzare i costi dei vecchi impianti d’incenerimento che impongono agli stati di accettare rifiuti da tutto il mondo a prezzi stracciati per bruciali nelle vecchie cisterne a canna, inquinando. Sì perché anche il ministero della sanità, nelle sue pagine Web, informa in modo dettagliato dell’inquinamento e dei danni alla salute che creano queste macchine infernali definite bellamente termovalorizzatori. L’associazione ambientalista ha chiesto come intendesse combattere questo ennesimo Ufo che il Governo Renzi sta dirigendo verso la regione verde d’Europa, il Consigliere Pietrucci e l’assessore regionale all’ambiente hanno dato una prima importante risposta tecnica e ragionata dell’Ente Regione. #lasporcadozzina

Approfondimento

La sporca dozzina di inceneritori. Wwf: ‘D’Alfonso intende combattere l’ennesimo Ufo?’ 05.09.2015

Operativi 42 inceneritori in Italia, presto saranno 54. In Abruzzo? Wwf: ‘No grazie’ 26.08.2015

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2 risposte a "Inceneritori: fanno male, ma sono strategici per Renzi. Regioni e Wwf dicono No"

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