Incendio discarica. Il Wwf insiste sulla messa in sicurezza, ma il sindaco polemizza

Chieti. Quanto prima è necessario mettere in sicurezza il colle. L’insistenza del Wwf viene letta in altro modo dal sindaco di Chieti, Umberto Di Primo, che entra in polemica mentre le polveri inquinano e la cenere del rogo sono ancora calde, non per il fuoco, ma per il solleone. Il sito inquinato fino a qualche giorno fa è rimasto accessibile. Quella corretta la nuova ordinanza sulla messa in sicurezza della discarica, sino a ieri, non era pubblicata sul sito del Comune di Chieti, ma all’ennesima segnalazione del Wwf il primo cittadino risponde picche. Dal giugno, “Dalla data del rogo sono ormai trascorsi 2 mesi e 10 giorni” ricorda in un comunicato l’associazione ambientalista, ma la mobilitazione per la messa in sicurezza del sito convincono Di Primio che si tratti solo di pressing ambientalista per una nuova sede chiesta dall’associazione in città.

Discarica Colle Sant'Antonio Report-age.com 2015
Discarica colle Sant’Antonio, Immagine del 24 agosto 2015

Il Wwf respinge il tentativo del sindaco di Chieti di personalizzare la polemica sulle inefficienze, purtroppo indubitabili, evidenziate da parte delle strutture pubbliche in occasione dell’emergenza rappresentata dall’incendio di rifiuti del 27 giugno a Colle Sant’Antonio. “È penoso il tentativo di far apparire il Wwf come questuante per ottenere una sede e distratto sui problemi – scrive in una nota l’associazione ambientalista – L’intera attività svolta negli anni dimostra il contrario, così come dimostra l’assoluta lontananza del Wwf da qualsiasi logica di appartenenza partitica. Il nostro bersaglio in ogni caso non sono mai le persone, ma i fatti e i comportamenti- prosegue la nota – A proposito della sede il Wwf Chieti, oggi Chieti-Pescara, ne ha una in concessione dal Comune di Chieti, al quale paga un canone mensile al pari di qualsiasi altra associazione, nel complesso dell’ex caserma Pierantoni, ma ha chiesto con 2 lettere, regolarmente protocollate presso gli uffici comunali, di averne in sostituzione un’altra, presso il mercato coperto di via Ortona, al fine di poter aprire al pubblico un centro di documentazione ambientale, cioè una piccola biblioteca specializzata, e di ospitare anche la sede regionale. Se avremo gli spazi idonei lo faremo, a vantaggio di tutti. Altrimenti ci sarà impossibile, ma in ogni caso nulla cambia nel nostro impegno a favore dell’ambiente e dei cittadini, né l’eventuale concessione può garantire da parte nostra atteggiamenti di favore a chicchessia, non è questo il nodo. Il tentativo di deviare il discorso per distogliere l’attenzione dal problema principale non ci appartiene, così come non appartiene, ne siamo certi, alle associazioni, ai comitati e ai cittadini che si stanno ormai da molte settimane interessando dell’incendio di Colle Sant’Antonio. Torniamo perciò a parlare delle ordinanze per la messa in sicurezza del sito incendiato il 27 giugno scorso. La prima è andata a vuoto, come segnalato pubblicamente dai consiglieri 5 Stelle. Il sindaco afferma in una sua recente nota di aver firmato la nuova ordinanza, dopo aver verificato i destinatari. Sino a oggi, 7 settembre (l’ultimo controllo lo abbiamo fatto alle ore 13), a circa due mesi e dieci giorni dal rogo, sul sito ufficiale del Comune quel testo tuttavia non appare. Basta per inserire il Comune tra gli enti pubblici che su questa singola vicenda stanno dimostrando inefficienza?”. mariatrozzi77@gmail.com

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Approfondimenti 

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