Bagnanti sulle spiagge impraticabili da mesi a Pescara: sadici o malinformati?

Pescara. Via Balilla, il divieto di balneazione sulla spiaggia vigeva dal primo maggio al 15 luglio. Su via Mazzini, dal primo maggio al 19 giugno l’area antistante era off limits. A rivelarlo è il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua che ha consultato la documentazione della Regione e del ministero della salute. Su 2 km di spiaggia, in centro a Pescara, per 2 mesi era vietata la balneazione. Nonostante questo i bagnanti hanno frequentato tranquillamente proprio quelle spiagge che oltretutto, da marzo, erano classificate con qualità scarsa, la peggiore. Si tratta  di sadici o semplicemente di cittadini non sufficientemente informati?  

Pescara Porta nuova 3 Report-age.com 2015
Aprile 2015 spiaggia Pescara Porta nuova Foto Ilaria Giangrande

L’accesso al pubblico di queste informazione sulla balneabilità non è stato garantito in maniera adeguata e comunque è stato insufficiente ad evitare che una parte della popolazione si riversasse proprio su quella fogna di spiaggia, con in depuratori in tilt, difficile credere altrimenti che dei bagnanti temerari abbiano voluto sfidare la sorte con i figli al seguito. Ad avviso del Forum H2O non è stato adeguatamente evidenziato il fatto che le spiagge su via Balilla e via Mazzini, da marzo, erano state classificate dalla regione Abruzzo, sulla base dei dati degli anni precedenti, con qualità scarsa, assieme ad altri tratti (Allegato B1 della Delibera regionale, in tutto 15 tratti off limits tra cui i 2 di Pescara). “I segmenti di costa in questione erano stati dunque esclusi alla balneazione che poteva essere riaperta esclusivamente dopo una richiesta agli uffici regionali presentata dai Comuni e una successiva valutazione – annota il movimento acqua regionale in un comunicato – Il Comune di Pescara ha chiesto alla Regione, con 2 note del 15 e 18 giugno di poter riaprire il tratto antistante via Mazzini e la Regione ha risposto positivamente con la determinazione DC23/69 del 19 giugno. Solo da questa data la balneazione era consentita nel tratto a parte, ovviamente, le successive chiusure derivanti da nuovi superamenti dei limiti. Per via Balilla il comune di Pescara ha chiesto la riapertura alla Regione il 14 luglio e quest’ultima ha dato il suo assenso il 15 luglio con determinazione DC23/84. Più che giustificate le inquietudini del Forum abruzzese sulla riapertura di entrambi i tratti, operata dall’ente regionale, che sarebbe stata decisa senza rimuovere le cause dell’inquinamento. “I comuni assicurano che le seguenti informazioni siano divulgate e messe a disposizione con tempestività durante la stagione balneare in una ubicazione facilmente accessibile nelle immediate vicinanze di ciascuna acqua di balneazione – recita Il Decreto 116 del 2008 all’art.15 Informazione del pubblico che precisa ulteriormente – e) laddove la balneazione è vietata, avviso che ne informi il pubblico, precisandone le ragioni; g) indicazione delle fonti da cui reperire informazioni più esaurienti, conformemente al comma 2.”. Il decreto 116  prevede, inoltre che Le autorità, ciascuna per la propria competenza, utilizzano adeguati mezzi e tecnologie di comunicazione, tra cui Internet, per promuovere e divulgare con tempestività le informazioni sulle acque di balneazione di cui al comma 1, nonché, ove opportuno, in varie lingue, le seguenti informazioni:

a) elenco delle acque di balneazione; b) classificazione di ciascuna acqua di balneazione negli ultimi tre anni e il relativo profilo, inclusi i risultati del monitoraggio effettuato ai sensi del presente decreto dopo l’ultima classificazione; c) misure di risanamento di cui all’articolo 2, comma 1, lettera f), numero 10); d) nel caso di acque di balneazione classificate «scarse», informazioni sulle cause dell’inquinamento e sulle misure adottate per prevenire l’esposizione dei bagnanti all’inquinamento e per affrontarne le cause come prescritto nell’articolo 8, comma 4

A cascata gli interrogativi del Forum H2O: “Questi obblighi sono stati rispettati? E’ stata emessa un’ordinanza ad aprile per chiarire tutto ciò come hanno fatto altri comuni nelle medesime condizioni, anche in considerazione di quanto previsto per i Comuni dall’art. 2 comma 4 lettera a) del Decreto 30 marzo 2010? In ogni caso, a parte l’ordinanza, i cartelli di divieto c’erano? Se sì, quanti? Il divieto è stato fatto rispettare? Se migliaia di cittadini fanno il bagno in acque vietate è una notizia che dovrebbe portare le autorità a rafforzare le azioni volte a prevenire problemi sanitari importanti”.

Balneazione. Criticità a Città Sant’Angelo e Martinsicuro. Dati aggiornati solo a Chieti

21.08.2015 “Dove sono i dati sui controlli dei depuratori?” se lo chiede forse ingenuamente il Forum H20 in merito all’ecatombe della balneazione sulla costa abruzzese. La legge regionale prevede, dal 2010, la pubblicazione dei risultati ogni 4 mesi sui siti dell’Agenzia per la tutela ambientale e delle province, ma delle 4 solo Chieti è nella norma per gli aggiornamenti sulle analisi.

Pescara porto turistico. Report-age.com 2015
Aprile 2015 spiaggia Pescara centro foto Ilaria Giangrande

Quali sono i depuratori che non funzionano? Se lo chiedono tutti, ma queste informazioni appaiono introvabili anche per investigatori così puntuali come gli attivisti del Forum dei movimenti per l’acqua. La legge regionale per garantire informazione periodica sui risultati dei controlli ai depuratori c’è ma non si vede, o peggio, non si rispetta. L’art.22 della lr 31/2010, attualmente vigente, sulla trasparenza e informazione pubblica dispone:
1. In ottemperanza a quanto previsto dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195 (Attuazione della direttiva 2003/4/CE sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale), l’Arta e le Province pubblicano e aggiornano ogni quattro mesi sul proprio sito internet i risultati di controlli suddivisi per singolo impianto;
2. Le Province ogni anno sono tenute a pubblicare sul proprio sito internet il quadro complessivo delle sanzioni comminate e riscosse in relazioni ai controlli sugli scarichi di cui alla presente legge ed al decreto legislativo n. 152/2006.

Dati balneazione Report-age.com 2015Il Forum Acqua da tempo reclama il rispetto di questa norma di trasparenza, ma ad oggi questa disciplina appare in larga parte inapplicata. “Solo la Provincia di Chieti ci risulta pubblicare i referti periodicamente. La Provincia di L’Aquila appare ferma al 2010. Forse siamo noi a non essere riusciti a trovare il link giusto sui rispettivi siti Web dell’Artae delle 3 province, a parte Chieti. Peraltro su quest’ultimo sito nei primi 4 mesi sono pubblicati i risultati di n.13 controlli Arta per i depuratori di tutta la Provincia di Chieti, numero che ci appare assai basso. Un controllo riguarda il depuratore di Fosso Pretaro a Francavilla al Mare (Ch) che presentava una criticità, segnalata da parte dell’Agenzia per il parametro Escherichia coli (si allega il referto). Nel frattempo segnaliamo che i dati Arta più recenti sulla balneazione riportano altre situazioni di superamento dei limiti per il tratto 300 metri Nord foce fiume Saline e 50 metri Sud foce torrente Piomba (entrambi nel Comune di Città Sant’Angelo) nonché per il tratto 200 m Nord foce fume Vibrata nel Comune di Martinsicuro. Tutti i tratti, guarda caso, sono stati classificati a marzo 2015 dalla Regione in qualità scarsa. Il Forum acqua chiede come sia possibile aprirli alla balneazione da parte della Regione nonostante siano situazioni con criticità conosciute da tempo e nonostante l’inefficacia degli interventi messi in campo per la prevenzione dell’inquinamento. Questo fatto è del tutto evidente, basta guardare i grafici del sito del Ministero della salute (tra l’altro, al momento che inviamo questo comunicato, nonostante il superamento dei limiti, riportato anche nei grafici, sul portale ministeriale i tratti risultano incredibilmente ancora balneabili!). Il Forum Acqua auspica che gli Enti pubblici deputati segnalino quanto prima dove reperire tutte le informazioni secondo quanto previsto dalla normativa in vigore, compreso l’importo delle sanzioni elevate, visto che i cittadini pagano il servizio della depurazione e vorrebbero essere informati. Tra l’altro esiste una norma nazionale, il D.lgs. 195/2005 che imporrebbe agli enti, comuni compresi, di pubblicare periodicamente tutte le informazioni ambientali in loro possesso sui propri siti Web (quindi potabilità, depurazione ecc.). La norma regionale è andata solo a rafforzare questo principio valido da 10 anni” sic! mariatrozzi77@gmail.com

Approfondimento

A Francavilla, secondo tecnico Arta, il depuratore funziona malissimo 19.08.2015

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