Elettrodotto: un pugno all’occhio. Chiesta l’immediata sospensione dei lavori per il Villanova-Gissi

Lanciano (Ch). E’ un pugno all’occhio: paesaggi sono al palo, calanchi, distese coltivate, colline, spazi verdi sacrificati e la salute? Prima di tutto a rischio elettrosmog non solo per gli imprenditori agricoli. I costi fissi in bolletta poi schizzeranno alle stelle. L’elettrodotto 380 Kv va fermato anche per il Comune di Lanciano che a metà agosto fa ribollire il sangue, con i controlli dei suoi tecnici. Un calderone di dubbi sulla qualità e sulla sicurezza sceneggiata per l’opera. L’amministrazione locale chiede un’ordinanza immediata di sospensione dei lavori ai ministeri delle infrastrutture, dello sviluppo economico e dell’ambiente. A gettare nello sconforto assoluto i pochi che ancora credevano nella bontà dell’opera sono le risultanze dei rilievi tecnici eseguiti dall’Ufficio urbanistica del comune teatino. E’ peggio di quanto ci si aspettasse. Preoccupano le carenti risposte della Terna spas che insiste col piantare i pali là dove non sarebbe proprio il caso di farlo. Si ha l’impressione che nemmeno la società sappia ormai cosa stia accadendo, in loco, nei cantieri abruzzesi o forse si lavora ad oltranza, sperando di finire quel capolavoro prima che arrivi il fermo definitivo alla realizzazione della struttura. La Regione però tace..

Pilone 132, tipologia di sostegno difforme dal progetto autorizzato
Pilone 132, tipologia di sostegno difforme dal progetto autorizzato

Dagli accertamenti dei tecnici del comune, attivati da un esposto del 3 giugno di Antonio Di Pasquale per presunte violazioni sull’elettrodotto, la conclusione è che più di qualcosa non quadri nel progetto, nelle varianti e nei cantieri.

In primis, per i sostegni 95 e 95/1 in aree classificate come terreni Pessimi dalla Carta di zonizzazione geologica, con vincolo d’inedificabilità, Terna non fornirebbe chiarimenti e allora, rispetto al vincolo, l’opera sarebbe abusiva. Ancora, per le fasce di rispetto da scarpata i dati del progetto sarebbero incompleti. Si contano solo 3 poligoni sull’area dell’Autorità dei bacini di rilievo regionale d’Abruzzo e del Bacino interregionale del fiume Sangro e nessuno di questi riguarda il Comune di Lanciano dove invece sono presenti 71 poligoni di vincolo di rispetto da scarpata morfologica del Pai (Piano ambientale indagini). Pertanto il sostegno 95 risulta ricompreso in fascia di rispetto da scarpata morfologica già dall’adozione del nuovo Piano assetto idrogeologico del 22 dicembre 2008. La realizzazione del sostegno necessiterebbe di acquisizione preventiva di nulla osta tramite l’approvazione del relativo studio di compatibilità idrogeologica come previsto dagli articoli (9, 10, 15, 16, 17 e 20) delle Norme tecniche di attuazione del Pai vigente. L’assenza di nulla osta renderebbe di fatto l’opera abusiva, oggi i lavori per il sostegno sono in stato avanzato. Poi si prende atto di quanto affermato da Terna sulle possibili interferenze tra l’elettrodotto e i metanodotti: sarà pertanto cura del Proponente il nuovo gasdotto definire un tracciato che non interferisca con la fascia di servitù dell’elettrodotto già autorizzato si conferma che non è possibile una interferenza tra la fascia di servitù dell’elettrodotto e il nuovo metanodotto. Non si comprende però perché avverrebbe l’esatto opposto e cioè come possa la fascia di rispetto dell’elettrodotto Gissi-Villanova 380 kv interferire con il tracciato esistente e relativa fascia di rispetto dell’attuale gasdotto di Diramazione per Castelfrentano, le opere non sembrano compatibili fra loro. Rispetto al rifacimento della diramazione per Castel Frentano (Ch) dn 250 (10”), Dp 12 bar, secondo le misurazioni dei tecnici, il sostegno 97 si troverebbe ad una distanza di circa 53 metri rispetto all’asse del metanodotto. Rispetto al nuovo gasdotto in progetto Larino-Chieti Dn 620 72 Bar secondo le misurazioni dall’asse dello stesso ci sarebbe il sostegno 98 a circa 28 metri ed il sostegno  99 a circa 47 metri.

Nuovi Paesaggi d’Abruzzo

Questa presentazione richiede JavaScript.

Sul posizionamento deii sostegni, dalla nota della società risulta che sarebbero stati spostati solo i pali 99 e 100. Dagli accertamenti cartografici emergebbe però che le istallazioni di alcuni tralicci non coincidono anche per altri sostegni non segnalati da Terna, insomma solo per 3 sostegni le difformità di posizionamento sarebbero trascurabili. Mancherebbero poi i dati sull’effettivo posizionamento dei sostegni. In ogni caso varianti di tracciato o varianti da apportare al progetto definitivo obbligano ad una procedura che non risulta sia stata eseguita. Terna dichiara di aver già provveduto o che darà al più presto comunicazione, così l’amministrazione lancianese resta sospesa nell’incertezza dell’applicazione del vincolo sul territorio. Terna ammetterebbe che nella nota è stata evidenziata la carenza nella documentazione trasmessa col Piano di riutilizzo delle terre e rocce da scavo, ma ancora oggi non si è in possesso di questo documento. “Cosa si inventerà il Presidente della Giunta Regionale? – si domanda l’ambientalista Di Pasquale che col suo esposto ha attivato i controlli amministrativi – il Comune di Lanciano accerta l’abusiva costruzione dell’opera chiedendo l’immediata sospensione dei lavori, la Regione e l’Agenzia regionale per la tutela ambientale brancolano nel buio chiedendo ancora a Terna d’integrare gli atti così come prescritto nel decreto di Valutazione di impatto ambientale 510 del 13 settembre 2011 che dovevano esser consegnati prima dell’inizio dei lavori che invece stanno per concludersi – la Regione resterebbe indietro sui controlli, nonostante l’impegno preso di vigilare, chiarisce Di Pasquale. Numerosi cantieri sono in corso d’opera e in alcuni i lavori sono stati ultimati, per il tecnico Di Pasquale la certezza di gravi inottemperanze verrebbe fuori dai documenti acquisiti il 2 agosto alla Regione dai quali si evince che la prescrizione A.12 da ottemperare prima dell’inizio di qualsiasi lavoro e che prevede una serie di indagini sulle opere di fondazione, indispensabili anche per evitare squilibri dell’assetto idrogeologico. Conclude Di Pasquale: “La prescrizione non risulterebbe eseguita correttamente il 28 maggio con ulteriori prescrizioni del Dipartimento opere pubbliche governo del territorio e politiche ambientali servizio difesa del suolo su 50 sostegni: 5-6-7-9-10-12-16-17-18-19-20-22-24-25-36-41-42-44-46-50-53–56-58-59-60-61-62-63-64-65-66-67-68-69-70-71-73/1-76-79-80-84-96/1-113-114-123-125-128-132-137/A-137/B-. Malgrado l’inottemperanza, risultano già innalzati 32 sostegni sui 50 previsti ovvero i numeri 5-6-7-9-10-17-19-20-22-24-25-44-58-59-63-64-65-66-67-68-69-70-76-79-96/1-113-114-123-125-128-132 per un totale minimo di 31 su 50″. Per Di Pasquale i sostegni elencati non si sarebbero potuti costruire senza aver preventivamente adempiuto la prescrizione.

Ask yourself if it is really necessary..

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.