Incendio di colle Sant’Antonio. La vera emergenza è nella inefficienza delle istituzioni

Chieti. Non sembrano bastare più le segnalazioni. La protesta incalza, ma decorrono inutilmente altri 15 giorni e non si sa nulla della nuova ordinanza sindacale per sostituire quella notificata ad un vecchio rappresentante legale del sito incendiato che non avrebbe più responsabilità per la vecchia discarica bruciata a Chieti. Il provvedimento emesso dal sindaco Umberto Di Primio, dopo l’incendio doloso di fine giugno, non avrebbe alcuna efficacia nel sollecitare il responsabile alla messa in sicurezza di quanto resta, polveri e macerie, nel deposito di rifiuti andato a fuoco a colle Sant’Antonio. 

Discarica Colle Sant'Antonio Report-age.com 2015
Immagine del 24 agosto 2015

La popolazione non si dà per vinta e continua a denunciare una situazione di completo degrado e abbandono dell’area colpita dal rogo che mette a rischio il territorio, però l’emergenza resta irrisolta, scrive in una nota il movimento ambientalista. Nonostante gli impegni assunti pubblicamente, non c’è stata alcuna messa in sicurezza, addirittura, come più volte segnalato dai residenti e dalle associazioni, il sito è aperto e incustodito a disposizione di eventuali malintenzionati. Per queste ragioni le associazioni (Wwf Chieti-Pescara, Legambiente Chieti, Presidio Libera Chieti Melissa Bassi, Chieti nuova 3 febbraio, Fai delegazione di Chieti, Italia nostra Chieti e Pescara, Camminando insieme; i comitati Acqua e beni comuni Chieti, Amici del colle, Ambiente Valpescara, Centro assemblea cittadina di Cepagatti, Villablocc) e tantissimi cittadini si stanno impegnando perché nessuno dimentichi questa ennesima emergenza. Per 8 giorni consecutivi hanno organizzato banchetti informativi di fronte al Comune di Chieti per tenere aggiornati i cittadini. L’iniziativa, avviata il 27 agosto scorso, a 2 mesi esatti dall’incendio e che si è conclusa questa mattina, era stata organizzata anche per sollecitare una soluzione: “Dobbiamo invece con dispiacere constatare che la situazione, anziché risolversi, si è aggravata per un sostanziale pressapochismo nei comportamenti di coloro che sono chiamati, col nostro voto, a gestire la comunità locale – scrivono in un comunicato congiunto comitati e associazioni – A oltre due mesi dall’incendio non sappiamo e probabilmente ormai non lo sapremo mai, quali sia il territorio realmente coinvolto nella ricaduta delle ceneri diffuse dal vento, certamente più ampio di quello preso in considerazioni dalle analisi compiute a cerchio intorno al sito incendiato, senza alcuno studio sui venti e sulla conseguente direzione dei fumi durante le diverse giornate nelle quali si è protratto il rogo. Non abbiamo certezze sulle conseguenze che potrebbero derivare, da un sito nel quale sono presenti residui da incendio e materiali incombusti, a fronte dei quattro temporali che hanno nel frattempo investito l’area e dagli eventi meteo che si susseguiranno nei prossimi mesi. Non sappiamo, ed è l’aspetto più grave, se e quando l’impianto sarà bonificato o quantomeno messo in sicurezza”.

Foto dell'incendio delle 23 di F.G.M.S
Foto dell’incendio delle 23 di F.G.M.S

L’ordinanza del sindaco, Umberto Di Primio, per la messa in sicurezza al legale rappresentante della ditta che gestiva il sito è del 24 luglio scorso. Circa 3 settimane dopo il rogo, il 19 agosto, i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle hanno denunciato un clamoroso errore: l’ordinanza avrebbe dovuto essere notificata ad altra persona, poiché nel frattempo era cambiato l’organigramma della società. Il primo cittadino non ha mai risposto ufficialmente a quelle contestazioni, ma in una comunicazione privata ha ammesso che c’era stato l’errore. Dal 19 agosto a oggi sono trascorsi altri 15 giorni e di quella ordinanza, dichiara il gruppo da riemettere con le variazioni necessarie, non si è saputo più nulla. È così che si tutela la salute dei cittadini?” domandano associazioni, comitati e cittadini che continueranno nella mobilitazione. Come primo ulteriore passo questa mattina hanno chiesto un incontro al prefetto, in attesa delle prossime iniziative.

Aggiornamenti

Incendio discarica. Il Wwf insiste sulla messa in sicurezza, ma il sindaco distoglie l’attenzione 08.09.2015

Approfondimento

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3 risposte a "Incendio di colle Sant’Antonio. La vera emergenza è nella inefficienza delle istituzioni"

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