Dopo L’Aquila. Comitati cittadini Ambiente: ‘I camerieri di Renzi, politica poltronista e referenziale’

Valle Peligna (Aq). La visita del premier Matteo Renzi, all’Aquila martedì,  ha portato nel capoluogo di regione centinaia di cittadini per manifestare il dissenso alla politica energetica del governo che sta trasformando l’Abruzzo in un distretto petrolifero e del gas al servizio degli interessi delle multinazionali. In prima linea anche i peligni e gli ambientalisti, Mario Pizzola coordinatore del Comitato cittadini per l’ambiente, nel corso della protesta, ha avuto un duro confronto con il presidente della provincia e sindaco di Pratola Peligna, Antonio de Crescentiis.

Gasdotto e centrale spinta snam manifestazioni Trozzi Report-age.com 2012
Mario Pizzola

“La manifestazione si è svolta in modo pacifico, senza provocatori nè anarcoinsurrezionalisti – scrivono gli ambientalisti della provincia in risposta al comunicato della Questura sui fatti del 25 agosto all’Aquila – Se momenti di concitazione e tensione ci sono stati, ciò è il risultato del modo alquanto improvvisato in cui è stato gestito l’ordine pubblico da parte delle autorità preposte. Esprimiamo la nostra solidarietà ai feriti e in particolare all’agente di polizia (del cui ferimento i manifestanti non hanno responsabilità, come dimostra chiaramente il video di Repubblica), ma anche alle forze dell’ordine costrette a difendere un Presidente del Consiglio arrogante e antidemocratico che, anzichè confrontarsi con i cittadini, fugge dalla porta di servizio. Chi, come la senatrice Pezzopane, si lamenta per il fatto che la protesta degli ambientalisti avrebbe oscurato il tema della ricostruzione dell’Aquila, evidentemente non riesce a comprendere che l’Abruzzo non è solo l’Aquila. I problemi  derivanti dal decreto Sblocca Italia apripista per la deriva petrolifera della nostra Regione e votato da molti parlamentari abruzzesi, Pezzopane compresa, sono altrettanto importanti quanto quelli della ricostruzione post-terremoto”. Anche il Comitato peligno ha ritenuto che quella di martedì era, per i politici locali, l’occasione d’oro per dire a Renzi, se solo avesse voluto, che l’Abruzzo, Regione Verde d’Europa, non accetterà mai di diventare una colonia dei poteri forti e che difenderà strenuamente il proprio territorio e il proprio mare da tutti quei progetti scellerati che rischiano di distruggere la nostra economia basata essenzialmente sul turismo e sull’agricoltura di qualità, progetti come le trivellazioni in Adriatico tipo Ombrina, il mega  gasdotto Snam e la centrale di compressione di Sulmona, grandi elettrodotti e inceneritori: “tutte opere dall’impatto distruttivo e minaccioso sull’ambiente e sulla salute, inutili per l’Abruzzo e per l’Italia, ma utilissime per le lobby delle energie fossili alle quali il governo Renzi dimostra ogni giorno di più di essere asservito. Ci aspettavamo che i nostri rappresentanti istituzionali, con D’Alfonso in testa, dicessero chiaramente tutto questo al capo del Governo. – Continua la nota degli ambientalisti peligni – Ci aspettavamo politici dalla schiena dritta che difendono le sacrosante ragioni dell’Abruzzo, ma ciò non è avvenuto poiché il loro comportamento, timido ed ossequioso, è stato quello tipico dei cortigiani nei confronti del re. Questi politici  non meritano né il consenso e né tantomeno la fiducia dei cittadini perché non si comportano come rappresentanti del popolo, ma come camerieri di Renzi. Non è un’espressione coniata da noi. Fu proprio D’Alfonso che a Sulmona, il 22 settembre dello scorso anno dichiarò solennemente : <Non saremo i camerieri dello Stato>. A distanza di un anno siamo costretti a prendere atto che invece è proprio questo il ruolo che stanno svolgendo i nostri referenti politici. Riteniamo molto grave che nessuno dei politici presenti all’incontro con Renzi abbia fatto il minimo accenno al grande gasdotto della Snam: né Luciano D’Alfonso, né Giovanni Lolli, né il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, né il Sindaco di Sulmona Giuseppe Ranalli, né il Presidente della Provincia Antonio De Crescentiis. Eppure questo progetto interessa la Regione Abruzzo e in particolare la provincia dell’Aquila per oltre 100 chilometri”.

In un comunicato dei consiglieri regionali di Fi risulta che la Giunta D’Alfonso avrebbe deciso di non costituirsi in giudizio contro l’eccezione di incostituzionalità dell’esecutivo nazionale alla legge regionale che 2 mesi fa ha disciplinato la collocazione delle centrali di compressione gas e le distanze di sicurezza dei grandi metanodotti. Se fosse confermata la decisione, la scelta della giunta regionale sarebbe di una gravità inaudita, scrivono i Comitati cittadini per l’ambiente: “Se la notizia è vera si tratterebbe di una clamorosa smentita e, peggio ancora, di un sonoro schiaffo assestato dalla giunta all’intero consiglio regionale che quelle norme ha voluto e votato per difendere il territorio abruzzese e per meglio tutelare la salute e l’incolumità pubblica. A Forza Italia, comunque, rammentiamo che con la Giunta Chiodi abbiamo assistito ripetutamente allo stesso atteggiamento subalterno e servile nei confronti dei governi nazionali che ora sta dimostrando il centro- sinistra”. Il quadro che emerge è sempre più chiaro se da un lato i cittadini, soli, difendono i diritti insopprimibili della Regione Abruzzo e dall’altro, conclude la nota degli ecologisti peligni, una classe politica poltronista e autoreferenziale rinuncia a svolgere il proprio ruolo inchinandosi vergognosamente al potere costituito e al dittatorello di turno.

Video sulla protesta per la visita del premier Renzi all’Aquila

Approfondimento

Renzi all’Aquila. Protestano gli Ambientalisti: ‘L’Abruzzo non è terra di conquista’ 25.08.2015

Protesta all’Aquila: l’Abruzzo ambientalista si ribella 25.08.2015

2 risposte a "Dopo L’Aquila. Comitati cittadini Ambiente: ‘I camerieri di Renzi, politica poltronista e referenziale’"

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