Colle Sant’Antonio: 2 mesi dal rogo della discarica ed è il nulla assoluto

Chieti. Se per la messa in sicurezza della discarica di colle Sant’Antonio si dovesse contare sui responsabili del sito, sequestrato nel febbraio 2009 dalla Guardia di finanza, sarebbe un altro disastro. L’amministratore della società, condannato in primo grado ad 8 mesi e 15 mila euro di ammenda, non avrebbe un centesimo, checché ne dica il primo cittadino di Chieti, Unberto Di Primo, che tenta di responsabilizzarlo. Visto l’andazzo non possono che chiedere di incontrare il prefetto, Antonio Corona, le associazioni, i comitati e i cittadini che a gran voce domandano l’immediata messa in sicurezza della discarica di colle Marcone e da oggi preparano iniziative di sensibilizzazione.

Discarica Colle Sant'Antonio Report-age.com 2015
Immagine del 24 agosto 2015

Nulla di fatto per la messa in sicurezza e la bonifica, a 2 mesi esatti dall’incendio che, nella notte fra il 27 e il 28 giugno, ha distrutto una discarica abusiva, tra Chieti e Casalincontrada che per le ordinanze e i divieti ha interessato anche il comune di Manoppello e Bucchianico. Nel sito, nato come piattaforma di stoccaggio, imputridivano non solo i rifiuti speciali, come previsto, ma erano ammassati incredibili quantità di rifiuti pericolosi: batterie, solventi, medicinali andati in fiamme e la situazione è tutt’altro che sotto controllo ora, avvertono le associazioni Wwf Chieti-Pescara, Legambiente Chieti, Presidio Libera Chieti Melissa Bassi, Chieti nuova 3 febbraio, Fai delegazione di Chieti, Italia Nostra Chieti e Pescara, Camminando insieme, i Comitati acqua e beni comuni Chieti, Amici del colle, Ambiente Valpescara, Centro assembleacittadina di Cepagatti, Villablocc.

Quella che nei fatti era diventata una discarica abusiva (con condanne in primo e in secondo grado per il gestore) è rimasta abbandonata a se stessa, scrivono in un comunicato congiunto le 10 associazioni: “L’unica protezione, di fronte a un cancello perennemente aperto, è rappresentato da un nastro bianco e rosso che delimita l’area. Eppure sono tuttora presenti materiali pericolosi. Già fuori dal perimetro recintato ci sono bidoni di vernice abbandonati; all’interno sono visibili notevoli quantità di plastiche e altri materiali risparmiati dalle fiamme che a fine giugno avevano impegnato per diversi giorni vigili del fuoco e volontari. Ci sono inoltre ceneri e residui di  combustione che rappresentano un potenziale rischio di possibile ulteriore contaminazione dell’aria, dei terreni e delle acque. Il vento potrà sollevare e spostare le polveri contaminate; la pioggia dilaverà portando a valle e in profondità sostanze di cui non si conosce la natura. E intanto un rigagnolo di acqua fuoriesce da giorni appena prima dell’ingresso della discarica. Tutti pericoli destinanti ad accentuarsi nei prossimi mesi, con il maltempo. La situazione è insomma tuttora gravissima. Al danno già subito dai cittadini, al momento dell’incendio e nelle settimane successive, si aggiungono gravi rischi per il futuro. Negli incontri pubblici, che si sono ripetuti nelle settimane successive al rogo, era stato assunto un impegno formale a fare di tutto per la bonifica del sito in tempi ragionevolmente brevi e comunque a garantire una immediata messa in sicurezza. Dopo 2 mesi non è accaduto nulla e la discarica continua a rappresentare, come lo è stata nei mesi e negli anni che hanno preceduto le fiamme, un gravissimo pericolo – denunciano le associazioni e i comitati

Discarica Colle Sant'Antonio Report-age.com 2015
Discarica colle Sant’Antonio, immagine del 24 agosto 2015

Già nella sentenza di primo grado il rischio di un incendio era contemplato, ma non c’è stata alcun intervento di prevenzione. “Oggi siamo nella stessa identica situazione, con l’aggravante di aver già sperimentato i possibili danni – fanno natora gli ambientalisti – Non sappiamo che cosa i cittadini hanno respirato durante l’incendio, non abbiamo certezze sulle conseguenze della ricaduta a terra delle polveri contaminate e nulla sappiamo sulla situazione delle falde. Non possiamo essere certi che l’emergenza non abbia a ripetersi. Di fronte a questa drammatica situazione le associazioni, i comitati e i cittadini Chiedono a gran voce che vengano concretamente avviate procedure finalizzate alla bonifica nel più breve tempo possibile e che comunque si proceda immediatamente alla messa in sicurezza del sito, disinnescando quella che anche dopo l’incendio resta un sito estremamente pericoloso” conclude il gruppo.

Aggiornamenti

Incendio discarica a Chieti: 5 mila m³ da bonificare e quasi mezzo milione di euro per la messa in sicurezza 31.08.2015

Approfondimenti

Diossina nel foraggio dopo l’incendio della discarica di colle Marcone 19.07.2015

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Tutto su incendio discarica

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