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Renzi all’Aquila. Protestano gli Ambientalisti: ‘L’Abruzzo non è terra di conquista’

L’Aquila. Bastava un confronto, ma il primo ministro si è tenuto lontano. Poteva bastare cantargli in coro che l’Abruzzo è contrario alle trivelle, sarebbe stato il massimo se il premier avesse ricevuto una delegazione di ambientalisti abruzzesi giunti all’Aquila per raccontare, con altri occhi, la bellezza di questa Terra che sta per essere devasta da progetti assurdi come quelli sul mare Adriatico. La costa dei Trabocchi è immolata ed è da immolare alle piattaforme petrolifere Ombrina mare 2, Elsa e Rospo mare. Assurdo poi il piano per l’entroterra abruzzese da sacrificare all’elettrodotto Terna (Villanova-Gissi) e al metanodotto della Snam, il famigerato Rete adriatica. Per questo hanno protestato oggi, le scelte di Matteo Renzi, il premier, sono davvero troppo lontane dalle ragioni di questo popolo forte e gentile che il presidente non conosce affatto. 

Copertina Maria Trozzi

É il popolo dell’alternativa sostenibile, ama il mare e contesta le trivelle di Renzi, metanodotto e altre opere inutili. Loro, gli ambientalisti non si sono fatti raccomandare, né accreditare a simpatia così com’è accaduto ai soliti e ad alcuni giornalisti che non hanno il pass, ma possono andare a fotografarlo. Hanno saputo della visita del premier per caso, all’ultimo momento, così hanno provato a incontrare il presidente del consiglio dei ministri, all’Aquila. Impossibile chiedere udienza, blindatissimo il premier e così la città. Nel Capoluogo di regione si sono dati appuntamento alle ore 16, da Pescara, Chieti e Teramo, ma soprattutto dai comuni della provincia dell’Aquila con un passaparola micidiale si sono ritrovati, il tam tam ha funzionato. Si parte dalla Fontana luminosa, puntuali. “Sarebbe bastata qualche oretta in più e avremmo portato 4 mila persone qui oggi” riferisce camminando a passo svelto Augusto De Sanctis del Forum abruzzese H2O. Di lì il gruppo si è diretto verso il luogo in cui era programmato l’incontro di Renzi e dei suoi accoliti, ma quanta fatica per arrivare. Ad attenderli un imponente cordone di forze dell’ordine che ha caricato, tra i manifestanti anche il segretario di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, bloccato con altri dai cordoni delle forze dell’ordine, dalle transenne seminate ovunque per la città chiusa ai manifestanti, dai poliziotti che hanno caricato anche su via Crispi, complice un fumogeno, la novità di questa giornata.

Foto Trozzi©Report-age

A destra: poliziotta ferita Foto Trozzi©Report-age

Impossibile far sentire da vicino al presidente il malcontento popolare, ossia la risposta alle scelte scellerate del governo che destina il peggio al Meridione con lo Sblocca Italia, ma qualche eco deve esser pur arrivata. Gli ecologisti si sono imbattuti nei celerini armati di manganelli e scudi che hanno sbarrato strade e percorsi, vicoli e portici. Gli ambientalisti se la sono dovuta vedere anche con quei giornalisti che negli stand up hanno inventato lanci di pietre e sommosse con poliziotti feriti. Un poliziotto parla ad alcuni manifestanti della collega ferita gli hanno rotto il muso, dice, ha due figli e prende mille 500 euro al mese (comunicato Questore). Mentre con un altro collega ha cercato di trattenere la bandiera e un manifestante, per non farlo passare, uno strattone, i 2 poliziotti finiscono sulla ragnatela di plastica arancione, lui non si fa nulla, lei batte sulla rete di protezione in metallo poco visibile con la pellicola sgargiante che divide dalle impalcature dei palazzi ancora in ricostruzione. Altri in borghese sono armati invece di fotocamere e telecamere sicuramente più costose di quelle delle redazioni dei giornali e delle televisioni, ma quando si tratta di tagliare i presidi di polizia è un momento per risparmiare poche centinaia di euro. E’ chiarissimo, le trivelle non le vogliono in regione e così Renzi Renzi fuori dall’Abruzzo è stato lo slogan dei manifestanti. Qualcuno è rimasto ferito, qualcuno si è sentito male, per amore di una Terra ridotta a distretto minerario, petrolifero, Terra di conquista intubata di gasdotti, dominio coloniale, Terra impalata con elettrodotti e cavidotti, puntellata di centrali a biomasse e adesso ci si mette anche l’inceneritore se non basta. mariatrozzi77@gmail.com

L’Aquila cordone polizia a San Bernardino

 Ragazzo ferito nella seconda carica su viale Crispi

Luciano Di Tizio Wwf dopo la carica su viale Crispi

Le reazioni alla visita del premier

Luciano di Tizio responsabile Wwf Abruzzo: “È grave che il Presidente del Consiglio sfugga al confronto con gli abruzzesi dopo che sta massacrando il loro territorio ed il loro mare”, dichiara Luciano Di Tizio. “Perché Renzi non vuole ascoltare la voce di chi vive e lavora in queste terre? Perché non vuole spiegare le ragioni che stanno spingendo il suo Governo a trasformare la regione verde d’Europa in una regione nero petrolio? Cosa devono fare gli abruzzesi per farsi ascoltare? Non era mai successo che un politico evitasse di confrontarsi con i cittadini in questo modo, neppure quando era Presidente del Consiglio Berlusconi!”.

“Un governo bipartisan che non ha voluto ridurre le disuguaglianze sociali, al punto che qui all’Aquila, nel ‘più grande cantiere d’Europa’, per i giovani non c’è lavoro né futuro, se non grazie alle clientele del politico di turno – si legge in un post pubblicato su facebook dal Comitato 3e32 – lo specchio dell’Italia, dove una piccola parte della popolazione è sempre più ricca mentre la gran parte è sempre più povera”.

“Veniamo chiamati a fare da spettatori all’ennesima passerella istituzionale sul suolo aquilano” dichiara William Giordano, coordinatore cittadino dell’Unione degli Studenti L’Aquila.

Tensione tra il presidente della provincia dell’Aquila, Antonio De Crescentiis, e il Comitato cittadini per l’Ambiente quando il leader degli ambientalisti Peligni, Mario Pizzola, si è rivolto al politico per ricordargli che la valle Peligna non è una colonia della Snam e che loro non sono dei camerieri, sulla faccenda del metanodotto Rete adriatica e i suoi mega tubi che attraverseranno aree a massimo rischio simico. Già sindaco di Pratola Peligna, l’attuale presidente della Provincia dell’Aquila ha risposto infervorato: “Io faccio il presidente della provincia gratis, non mi faccio dire cameriere da nessuno”  ad allontanarlo dal gruppo ambientalista sono state le forze dell’ordine. 

Augusto De Sanctis “Fieri di aver sventolato all’Aquila la bandiera No Ombrina, Salviamo l’adriatico – Renzi Scappa. Un abbraccio ai lavoratori del comparto sicurezza che dovevano proteggere ad ogni costo la passerella voluta dal premier ad uso e consumo dei suoi selfie. Non c’è riuscito, seppur con un preavviso di poche ore il popolo abruzzese, con i comitati aquilani, di Avezzano, di Sulmona, gli studenti, e il Coordinamento No Ombrina, si è organizzato e Renzi, l’amico dei petrolieri e nemico del popolo, è dovuto scappare addirittura dalla porta di servizio. A L’Aquila abbiamo dimostrato di essere cittadini, non sudditi e, al contrario di altri, di amare profondamente la nostra terra e il nostro mare”.

Commento al comunicato del Questore

“Siamo tutti anarcoinsurrezionalisti – in una nota il segretario della Rifondazione comunista, Acerbo, commenta brevemente il comunicato stampa diramato dalla Questura sull’incidente di oggi. “Segnalo il delirante comunicato del Questore dell’Aquila, terribile di nome e di fatto. Comunque sul sito Repubblica mostra come si è fatta male l’agente a cui auguriamo buona guarigione. Per il resto è stata una bella giornata di lotta e di unità del movimento abruzzese per l’ambiente e i beni comuni”.

Celerini polizia pronti alla carica

Comunicati

L’indifferenza del governo per un futuro buono e duraturo

Operatori turistici Non è possibile che il premier di governo Matteo Renzi venga in Abruzzo senza avere un confronto con chi non è in accordo con la petrolizzazione del nostro mare e della nostra regione, così come è accaduto a L’Aquila. 
Questa indifferenza così marcata e sprezzante del governo verso le ragioni degli abruzzesi e di chi lavora per uno sviluppo duraturo per il futuro delle prossime generazioni, sembra proprio inconcepibile. Ribadiamo ancora per l’ennesima volta che il progetto Ombrina mare (raffineria galleggiante di fronte ai trabocchi della nostra costa teatina e al nascente parco Nazionale) non è compatibile con l’attività turistica, agrituristica, commerciale, agricola. E’ vergognoso che la presenza di un premier sia solo per santificare i propri adepti senza un confronto ed un ascolto della società civile, economica e sociale del territorio. Il premier di un governo deve farsi carico responsabilmente delle ragioni di tutti e non solo di quelle di petrolieri e di lobby finanziarie che stanno dietro ai progetti scellerati che questo governo vorrebbe a tutti i costi portare avanti senza prendere coscienza che le ragioni degli abruzzesi di contrarietà sono basate su valutazioni ragionate e sensate. Non è possibile quindi andare avanti con questi metodi di indifferenza e disinteresse verso la volontà di operatori economici e sociali, visto che il governo, invece,  dovrebbe essere  espressione democratica di una volontà popolare che si esprime con il voto sancito dalla Costituzione. Denunciamo con forza, che questa operazione se non bloccata, porterà nel futuro gravissimi danni all’economia della nostra regione. Gli Operatori turistici della costa dei Trabocchi

La Regione mantenga i suoi impegni contro la petrolizzazione

I fatti dell’Aquila 26.08.2015 Wwf e Legambiente difendono il diritto alla protesta e chiedono coerenza al governo abruzzese.  Respinte al mittente le critiche del segretario Pd e della senatrice Pezzopane.

I fatti de L’Aquila e l’eco mediatico che hanno avuto meritano un commento a freddo. Intanto ribadiamo che la manifestazione di protesta, cui Wwf e Legambiente hanno aderito e partecipato insieme a numerose altre associazioni e movimenti provenienti da varie parti della regione, era volta principalmente a ribadire il no di tantissimi abruzzesi all’idea di “sviluppo” antiquata e dannosa per il territorio che il governo Renzi sta caparbiamente portando avanti. La sfilata dell’Aquila ha rappresentato una ideale continuazione delle grandi iniziative di protesta organizzate nel 2013 a Pescara (40 mila persone) e pochi mesi fa a Lanciano (60 mila partecipanti). “Una manifestazione pacifica, alla quale – commenta Luciano Di Tizio, delegato Abruzzo del Wwf – hanno partecipato anche anziani e giovanissimi, donne ed uomini, uniti dalla comune volontà di chiedere uno sviluppo diverso per l’Abruzzo, quello scelto dagli abruzzesi, fatto di industria e artigianato sostenibili, di agricoltura di qualità, di turismo… in linea con quella regione verde d’Europa che, a parole, anche i grandi partiti sostengono, salvo poi votare a Roma provvedimenti di segno opposto”. Nella sfilata non c’erano provocatori né anarcoinsurrezionalisti. Certo nessuna persona dotata di buon senso può farsi prendere in giro accettando senza reagire l’idea che alla manifestazione che avrebbe voluto contestare le scelte di Renzi e del suo governo fosse stata destinata una piazza, quella delle fontana luminosa, a molte centinaia di metri dai luoghi della visita. Come se una protesta contro un provvedimento regionale dovesse avere luogo invece che davanti alla sede della Regione, come abitualmente avviene, in tutt’altra zona della città. È stato per reazione a questa incomprensibile decisione che il corteo ha cercato comunque di avvicinarsi ai posti che il presidente del Consiglio avrebbe dovuto visitare. E’ importante ribadire che i lanci di uova, che pure ci sono stati, si sono verificati solo dopo le cariche di alleggerimento o i tentativi di respingere i manifestanti operati dalla forze dell’ordine. La situazione ha rischiato di degenerare solo perché mal gestita e ha per questo determinato alcuni feriti e contusi ai quali va la nostra totale solidarietà. Solidarietà che esprimiamo con convinzione anche agli agenti di tutte le forze di polizia costretti a rispettare ordini e a difendere un presidente del consiglio e una maggioranza che continuano a negare anche le risorse economiche minime per garantire un servizio efficiente e che stanno cancellando con un colpo di spugna gli oltre 190 anni di storia del Corpo Forestale. Gli abruzzesi hanno detto no alle scellerate scelte energetiche nazionali che vorrebbero, nel solo interesse dei petrolieri, trasformare la regione in un distretto minerario e il presidente D’Alfonso e la sua maggioranza hanno il dovere di difendere questo no, senza piegarsi a scelte sbagliate imposte da chi non ha neppure il coraggio civile di confrontarsi con chi lo contesta e si limita ad incontri con inviti riservati nei quali gli applausi sono scontati. Allo stesso modo D’Alfonso tenga fede agli impegni presi dall’assessore all’ambiente Mario Mazzocca che da mesi si sta proficuamente impegnando nella battaglia contro la petrolizzazione dell’Abruzzo e del suo mare. Una risposta infine anche alle dichiarazioni del segretario del Pd Marco Rapino che nella foga di difendere il suo partito ha oltraggiato, oltre che la grammatica, anche la verità dei fatti. Gli ambientalisti, almeno per quanto ci riguarda, da sempre accompagnano proposte alle loro proteste e questo il massimo esponente del Pd abruzzese dovrebbe saperlo se ha un qualche colloquio con i rappresentanti del suo stesso partito nelle istituzioni. È necessario inoltre chiarire che non basta investire denaro per tutelare l’ambiente (e anche – aggiungiamo noi – l’economia del territorio), ma occorre investirlo davvero e non sprecarlo. Su questo gli ambientalisti sono pronti a collaborare, ma non accetteranno mai che si cerchi di cancellare il loro diritto, garantito dalla Costituzione, a manifestare ogni volta che sarà necessario anche il loro dissenso. Alla senatrice Pezzopane, che si è distinta per il suo voto favorevole allo Sblocca Italia in contrasto ai reali interessi degli abruzzesi, bisogna invece ricordare che siamo in democrazia e che la democrazia garantisce il diritto alla protesta. Circa la sua valutazione numerica (“quattro gatti”) sulle diverse centinaia di aquilani e abruzzesi che hanno manifestato non possiamo che prendere atto delle difficoltà che la senatrice evidentemente ha con l’aritmetica. “Insieme a tantissimi altri volontari – conclude Francesca Aloisio, vice presidente regionale di Legambiente nonché presidente del circolo de L’Aquila – ero presente a manifestare in maniera totalmente pacifica e non violenta. Era la prima visita in Abruzzo di Renzi e appare normale aver voluto portare alla sua attenzione tematiche legate a tutto il territorio. Ero presente anche e soprattutto come cittadina aquilana, una città che vediamo riprendersi troppo lentamente. Questo governo non si distingue dai precedenti in tema di ricostruzione e ripresa economica, a cominciare dallo Sblocca Italia che finanzia e favorisce opere inutili per un reale sviluppo del nostro Paese”.

Cobas: Renzi difende petrolieri e costruttori

Pescara 25.08.2015 La messa in campo di un apparato repressivo a L’Aquila da parte del governo per difendersi dalle contestazioni del popolo abnizzese — e non solo aquilano — sono ii segno pin tangibile della difesa, da parte del governo, di un’idea di sviluppo che ii governo ha per l’Abruzzo e per l’Italia.

La ricostruzione aquilana e fatta a tutto vantaggio dei grandi costruttori a cui e permesso, grazie anche al jobs act, l’utilizzo di manodopera sottopagata, sfruttata e ricattata. Le illusioni (poche) che gli aquilani avevano di innescare un ciclo virtuoso di ricostruzione del cratere del sisma ormai ha ceduto ii passo alla rabbia e alla delusione per la continuità del governo Renzi con quelli precedenti. Le bandiere “No Ombrina” presenti in gran copia alla contestazione stanno ad indicare che l’intero Abruzzo non accetta di essere asservito a potentati economici, sia nel campo dell’edilizia sia del petrolio, bensì pretende di indicare le priorità di sviluppo, salvaguardando i beni comuni (mare, montagna, natura, acqua, legami sociali, strutture, servizi). Quello che i manifestanti volevano dire ed hanno detto in faccia al presidente del consiglio e che l’Abruzzo non e pin terra di “cafoni e pastori”, con tutto rispetto per queste categorie di lavoratori. L’Abruzzo ha dato segnali precisi e visibili tesi ad armonizzare le condizioni di vita e di sviluppo con il suo paesaggio, perciò non intende svenderlo per quattro denari ad un pugno di speculatori internazionali privi di scrupoli sociali ed ambientali. Rileviamo con grande soddisfazione la “saldatura” dei movimenti e la raggiunta unità dell’Abruzzo interno e adriatico nella difesa del diritto a decidere della propria qualità di vita legata alla tutela del territorio. Con l’attenzione verso la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio, non solo si continueranno a garantire le fonti di reddito e di benessere dei cittadini, ma si promuovera pure uno sviluppo energetico teso al futuro e rigetta l’obsoleto sfruttamento delle fonti fossili. Oggi ii popolo abruzzese ha impartito a Renzi una lezione di civiltà.

Confederazione Cobas Chieti-Pescara e Confederazione Cobas Teramo

Coordinamento No Ombrina 26.08.2015 L’Abruzzo ama il suo mare e la sua terra. All’Aquila in marcia per difendere l’Adriatico dalle trivelle.

La manifestazione di ieri a L’Aquila ha confermato la grande indignazione degli abruzzesi verso l’operato del governo Renzi che invece di amare l’Italia e la sua bellezza sta solo difendendo a spada tratta gli interessi dei petrolieri e le loro trivelle.

Ombrina mare, vogliamo ricordarlo, è solo uno dei progetti petroliferi che il Governo vuole imporre alle comunità italiane. Le trivelle stanno arrivando nelle Marche e in Romagna, le prospezioni fino al Salento e nello Ionio, altre trivellazioni di fronte la Sicilia. Tra poco potrebbe arrivare il via libera ad Elsa2 davanti a Francavilla al Mare. L’Adriatico non deve diventare una distesa di piattaforme dove basta un solo incidente per mandare sul lastrico decine di migliaia di operatori turistici, della pesca e dell’agricoltura di qualità. Ricordiamo che Ombrina mare, per stessa ammissione dell’azienda, darebbe lavoro, forse, a 15 persone. Un ristorante della costa assicura maggiore occupazione! Un progetto che prevede la piattaforma, 4-6 pozzi e la meganave raffineria da 330 metri ancorata per 25 anni a pochi chilometri da una costa, quella teatina, che sta conoscendo un boom di presenze turistiche. Un impianto che prevede comunque grandi emissioni in atmosfera e che in situazioni similari, secondo la bibliografia, può comportare perdite di idrocarburi in mare anche durante il normale funzionamento. Ricordiamo che nel 2011 una nave simile perse 40 mila barili di petrolio in mare di fronte alla Nigeria, con macchie di greggio che hanno ricoperto decine di chilometri quadrati di mare. Nel 2015 ne è esplosa un’altra di fronte alle coste brasiliane. Dovremmo accettare tutto questo per cieca fedeltà a Renzi e al suo sostenitore Chicco Testa?

Sorprende l’accoglienza ossequiosa e docile con cui gli amministratori regionali abruzzesi hanno accolto il premier a L’Aquila. Timidi accenni nei loro discorsi per non innervosire il manovratore di turno, un potere, però, dopo quanto visto a L’Aquila, sempre più vuoto. Non c’erano sostenitori di Renzi in piazza. Rivendicare e pretendere scelte opportune per il territorio dovrebbe essere l’unico intento degli eletti a vario titolo in Abruzzo. Stridono le loro timidezze rispetto alla determinazione del popolo abruzzese che da anni sfila in enormi manifestazioni da decine di migliaia di persone per poter scegliere quale futuro assicurare al proprio mare, alla propria terra e all’economia. L’arroganza del potere si sta trasformando pericolosamente in assenza della politica e di democrazia. Siamo sempre più distanti dal perseguire quella “democrazia ad alta intensità” di cui hanno parlato i vescovi abruzzesi nel loro documento contro il Decreto Sblocca/Sporca Italia. In poche ore, con pochissimo preavviso e con un tam tam sui social, si è formata una manifestazione di centinaia di cittadini che per l’ennesima volta ha fatto quello che avrebbero dovuto fare gli amministratori regionali e i parlamentari abruzzesi. Insieme con i comitati aquilani, di Sulmona, di Avezzano, con gli studenti e i lavoratori, siamo riusciti almeno ad ottenere la fuga di Renzi, un premier di un grande paese, dalla porta di servizio, laddove gli amministratori regionali presenti non hanno dimostrato di essere in grado di incidere sulle scelte governative che potrebbero trasformare la regione verde d’Europa in una regione “nera petrolio”. Una manifestazione a viso aperto, solo con le nostre bandiere e con le nostre idee da portare avanti, con inutili momenti di confusione e tensione che hanno determinato alcuni feriti, connessi probabilmente allo scarso preavviso che Renzi, pur di evitare contestazioni, ha dato alle stesse forze dell’ordine. A tutti, dai manifestanti e alla poliziotta che è inciampata nella concitazione (come dimostra chiaramente e in maniera inequivocabile il video pubblicato su Repubblica.it (video), auguriamo, ovviamente, una pronta guarigione.

Noi vogliamo tutelare le spiagge e la qualità dell’Adriatico che già oggi è in forte sofferenza dal punto di vista ambientale e che certamente non può subire altre forme di pressione antropica. Vogliamo evitare nuove tragedie come quella dell’esplosione del gasdotto di Mutignano avvenuta pochi mesi fa. E’ normale che per portare il gas in Nord Europa senza alcun vantaggio per gli abruzzesi si debba far passare il grande gasdotto Snamsulla faglie sismiche dell’aquilano, tra le più pericolose d’Europa? Anche su questo non vediamo alcuna indignazione nei confronti del potere romano e, soprattutto, quella rottura nei rapporti politici doverosa quando un governo va contro gli interessi dei cittadini. In altri tempi, con manifestazioni come quella di Lanciano con 60 mila persone, il Governo e i partiti avrebbero fatto marcia indietro correndo ad annunciare il blocco dei progetti petroliferi durante la manifestazione stessa. Constatiamo che la democrazia sta facendo passi indietro ed è questo che dovrebbe preoccupare. A L’Aquila, in ogni caso, abbiamo dimostrato di essere cittadini, non sudditi e, al contrario di altri, di amare profondamente la nostra terra e il nostro mare.

Centrale di spinta del Rete adriatica. Cittadini all’oscuro sulla decisione finale di lunedì 11.09.2015

Approfondimento

Dopo L’Aquila. Comitati Ambiente: “I camerieri di Renzi, politica poltronista e referenziale” 28.08.2015

Protesta all’Aquila: l’Abruzzo ambientalista si ribella 25.08.2015

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