Terroni del Pianeta: l’Europa di Pino Aprile a Campo Di Giove con Terroni ‘ndernascional

Campo di Giove  (Aq). “Noi siamo i terroni del Pianeta” così Pino Aprile, scrittore e giornalista, chiude il suo intervento nella gremita sala conferenze di palazzo Nanni per presentare la sua nuova fatica letteraria Terroni ‘ndernascional titolo provocatorio che, con il suo stile e le sue parole, spinge davvero ad una famelica lettura della collana di testi, firmata Aprile, ispirata alla puntuale ricerca storica per spazzare via oltre 150 anni dati per scontati.

Foto Maria Trozzi Report-age.com
Foto Maria Trozzi © Report-age.com

Dall’Italia del vecchio Continente il lungo viaggio nella storia è appena cominciato, è tutto da insegnare e riscoprire. Per capirci, l’Europa rischia di essere terronizzata perché dopo i piemontesi e i tedeschi a impoverire s’impegneranno gli orientali, forse i cinesi, gli indiani e tanti altri in lista. Cambia il quadro delle potenze, ma i falsi storici sono duri a morire e nelle scuole che cadono a pezzi viene ancora raccontata la favola per l’unità d’Italia, quella che all’università statale, facoltà di Giurisprudenza, viene segnalata come prima unificazione amministrativa, raramente come conquista del Sud o peggio colonizzazione simile a quella cui fu condannata nel 1720 la Sardegna. I Savoia acquisirono il regno di Sardegna mutando in casa regnante, ma a spese altrui. Partendo proprio dalla storiografia ufficiale la Sardegna spesso viene esclusa, è assente, da qui l’autore di Terroni parte nella sua ricostruzione storica per trovare connessioni con altre realtà del mondo che ancora oggi espiano fantomatiche colpe di radicata arretratezza, in realtà, non è altro che lo scotto della conquista o dell’annessione ad un altro Stato, per questo Terroni ‘ndernascional.

 Foto Maria Trozzi Report-age.com tutti i diritti riservati
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Savoia, ovvero depauperamento delle risorse della Sardegna, per capire, di 400 concessioni minerarie solo una era riferita ad un sardo, le altre tutte per gli amici dei Savoia. Poi le spoliazioni del Meridione e la Causa Sarda divenne, per incanto, Causa Meridionale. Per giunta con poca fantasia di statisti e analisti che affrontarono lo studio della questione. Unica eccezione alla moda del tempo dei terroni è il comunistissimo Antonio Gramsci che racconta la verità sulle strategie adottate per rendere minoritario il Meridione. Sistema messo in atto anche dalla Germania Ovest per la Germania dell’Est, alla caduta del muro, creando persino un ente gestito da soggetti non penalmente perseguibili chiamati alla dura missione della riunificazione delle 2 Germanie che tradotta significava integrare quella dell’Est, ma non i tedeschi dell’Est. Finalmente qualcuno si ribella e viene istituita una Commissione parlamentare d’inchiesta per dare conto del mostro messo in piedi spogliando una fetta  del territorio tedesco che aveva dei punti di forza, poi smantellati. E’ la stessa mente diabolica che ora prova a estendere all’intera Unione europea la questione dello sfruttamento e per il momento la manovra sembra riuscita in Grecia.

Al fianco di Aprile non potevano mancare oggi a Campo Di Giove i neo movimenti borbonici più che mai critici sulla storia così come la conosciamo, sulla base di nuove evidenze, documenti e informazioni esistenti possono ben dire e provare che nel Sud di arretratezza non si era mai parlato sino allo sbocciare dei Savoia. Un periodo florido era quello Borbonico. Le associazioni culturali neo borboniche sono nate nel 1993 con l’obiettivo di restituire verità alla storia per aggiornare seriamente i libri di scuola. Non sono nostalgici del brigantaggio. Armati di petizioni, i rappresentanti di questi movimenti sono intenzionati ad “eliminare dalla toponomastica cittadina gli assassini – e ne indicano 3 in particolare, fanno i nomi di Silvio Spaventa, zio e tutore di Benedetto Croce, del generale Enrico Cialdini noto per la durissime repressioni innescate per contrastare il fenomeno del brigantaggio postunitario (che l’altra faccia della medaglia considera alla stregua di patriottismo partigiano) e ancora Giuseppe Pica, generale abruzzese autore della Legge del Regno d’Italia. “I sistemi con cui è stata operata una politica di riduzione dei diritti del Sud Italia sono gli stessi che usò il Piemonte per la Sardegna prima dell’unificazione d’Italia, sono gli stessi che la Germania Ovest ha usato per la Germania Est e che l’Europa, o la Germania, sta usando per la Grecia e per i Paesi del Sud Europa- Aprile risponde poi alla domanda: il Piemonte ha fatto scuola in senso negativo? “Forse non ha neppure fatto scuola, probabilmente quei sistemi sono quelli con cui una parte del mondo sfrutta e maltratta l’altra. Quando diminuisci i diritti di qualcuno stai diminuendo la sua qualità umana”. L’autore di Elogio dell’errore, de Il Sud puzza e di Giù al Sud ha aperto nuovi orizzonti ai cittadini del mondo, con Terroni ha cambiato la coscienza dei meridionali ed è immaginabile che con Terroni ‘ndernascional Aprile stia aprendo un nuovo fronte di coscienza ai Terroni del Pianeta. mariatrozzi77@gmail.com  

Terza risposta di Pino Aprile

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