Caccia: niente di buono per la fauna selvatica nel calendario venatorio

Pescara. Nessuna sorpresa per il calendario venatorio della prossima stagione di caccia, all’apparenza sembra aggiungere delle novità che si riducono però all’inclusione in C1 dell’area tra la valle del Sagittario e il Parco nazionale della Majella dove la caccia sarà regolata in modo più stringente. Per il Wwf Abruzzo niente passi avanti nella tutela della fauna selvatica, il calendario venatorio della prossima stagione di caccia  dà ampio margine di divertimento ai cacciatori reintroducendo persino la possibilità di sparare ad uccelli acquatici.

Cacciatore Report-ag.com 2015“A fronte di alcuni apprezzabili miglioramenti per la tutela di beni comuni di fondamentale importanza come l’Orso bruno marsicano, nel calendario venatorio per la stagione 2015-2016 sono stati confermati diversi punti non condivisibili come la preapertura della caccia nel mese di settembre e l’allungamento della stagione venatoria fino a febbraio – dichiara Mirko Di Marzio, rappresentante Wwf nella consulta regionale della caccia – Per tante specie, inoltre, è stata autorizzata la caccia estendendo il periodo consentito rispetto a quanto indicato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, l’organo scientifico nazionale deputato a pronunciare indicazioni tecniche sui singoli calendari venatori regionali”. Proprio su questo l’Ispra ha già espresso un parere negativo contestando le modalità riferite al prelievo di tali specie perché incoerenti con le linee guida sulla conservazione degli uccelli selvatici. “L’atto più incredibile approvato dalla giunta regionale D’Alfonso-Pepe è di aver reintrodotto la possibilità di sparare ad uccelli acquatici come il Frullino, il Codone, il Mestolone e la Canapiglia, finora protetti perché riconosciuti dal mondo scientifico in declino e in uno stato di conservazione sfavorevole (specie Spec) – scrive in una nota il Wwf Italia onlus Abruzzo – Già la precedente giunta Chiodi-Febbo era stata sonoramente bocciata nel 2012 dal Tribunale amministrativo regionale Abruzzo su ricorso del Wwf e di altre Associazioni perché la Regione Abruzzo permetteva la caccia a diverse specie in declino, nonostante non avesse prodotto censimenti e nonostante i dati indicassero una presenza minima in Abruzzo di tali uccelli. Il Tar accolse pienamente questa critica e da allora la Regione si era adeguata non permettendo la caccia alle specie in declino e presenti con numeri che non consentono alcun prelievo. Inspiegabile, quindi, e privo di qualsiasi giustificazione scientifica un tale passo indietro che permetterebbe di sparare anche a questi animali. Chiediamo con fermezza un ripensamento in tal senso”. Aggiunge Luciano Di Tizio, delegato regionale del Wwf Abruzzo: “Nel calendario venatorio sono state finalmente introdotte alcune normative, indicate dal Piano d’azione per la tutela dell’Orso marsicano (Patom) e sollecitate da enti e associazioni che serviranno a rendere meno pericolosa la vita per l’orso, come quella introdurre l’area ricompresa tra la valle del Sagittario e il Parco nazionale della Majella tra quelle cosiddette C1 in cui la caccia è regolamentata in maniera più stringente.  Quest’unico punto positivo contrasta tuttavia con un calendario venatorio che è di fatto privo di veri passi in avanti sulla tutela della fauna selvatica. Ormai è chiaro che alla Regione Abruzzo, in materia venatoria, manca il coraggio di scegliere una strada netta anche a costo di scontrarsi con la parte meno avanzata del mondo venatorio per la tutela di un patrimonio che, lo ricordiamo, appartiene all’intera comunità. Ne è testimonianza il fatto che i progressi indubbiamente ottenuti negli ultimi anni sono stati raggiunti soprattutto a suon di ricorsi: ben 14 sono state le sentenze dei giudici amministrativi (Tribunale amministrativo regionale, consiglio di Stato, corte Costituzionale) che dal 2009 al 2013 hanno di fatto pesantemente bocciato la politica faunistica venatoria della Regione Abruzzo. L’attuale giunta, in carica da oltre un anno, non ha ancora mostrato la necessaria discontinuità rispetto al recente passato. In particolare non è accettabile riaprire la caccia a specie in declino come Frullino, Codone e Canapiglia. Presenteremo osservazioni al comitato Valutazione di impatto ambientale e porteremo avanti la nostra battaglia in tutte le sedi con la convinzione che il governo regionale anche sulla caccia debba, come non ha fatto il precedente, rispettare la legge e il buon senso”. mariatrozzi77@gmail.com

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4 risposte a "Caccia: niente di buono per la fauna selvatica nel calendario venatorio"

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