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Riserva Salviano dossier Powercrop

Avezzano (Aq). Un quindicennio e ancora nulla per la legge istitutiva della Riserva naturale regionale monte Salviano. Persino la Regione si era impegnata a concludere la procedura che avrebbe dato vita all’area protetta così il Comune di Avezzano la cui sensibilità ambientale resta ingiallita dal 2010, dalla delibera 85 del 26 ottobre che definiva l’area contigua della Riserva naturale di monte Salviano per bloccare la centrale Powercrop. L’adozione del Pan non c’è stata, il Piano di assetto naturalistico manca, ma è indispensabile per uno sviluppo economico nella riserva con previsioni e prescrizioni che costituiscono un vero e proprio vincolo nella pianificazione urbanistica anche a livello sovracomunale. Il nulla di fatto ha costretto gli ambientalisti a diffidare, fuori dalle aule del tribunale, gli amministratori indolenti.

Schegge di ordigni militari esplosi nell'area dellex poligono di tiro oggi Parco Gran Sasso Foto Maria Trozzi Report-age.com 2014Nel 1999 sembrava fatta per la Riserva del Monte Salviano, bastava l’adozione del Pan, ma per 15 anni del Piano di assetto naturalistico non si è saputo più nulla. Il Pan è stato approntato appena 5 anni fa, ma è rimasto lettera morta per presunte difficoltà economiche dichiarate dall’amministrazione di Avezzano che così, ancora una volta, mette le mani avanti. Fuori tempo massimo e solo dopo la diffida delle associazioni ambientaliste, tra queste il Wwf, la giunta Di Pangrazio ha affidato a 3 dipendenti e 2 professionisti, sono 5 esperti che purtroppo lavoreranno a titolo gratuito, l’elaborazione della Vas, Valutazione ambientale strategica ossia il rapporto ambientale per il Pan. Tutto in collaborazione con l’associazione Ambiente e/è vita che gestisce l’area protetta e questo per giungere alla pubblicazione del Piano di assetto naturalistico. Ad anticipare la Vas è un rapporto ambientale predisposto, da tempo, dall’associazione Il Salviano che, in Marsica, ha avviato l’istituzione dell’area protetta Monte Salviano e da tempo ha già predisposto quanto è necessario all’istituzione del Parco. I ritardi, così gravi, fanno sfiorare l’idea che l’avanzare del degrado, nell’area naturalistica che si tenta di proteggere, sia utile ad aprire le porte alla centrale a biomasse Powercrop, appena l’ambiente naturale potrà dirsi abbondantemente compromesso. Sul mega impianto per la produzione di energia, alimentato da fonti rinnovabili dette biomasse (legno, vegetali, cereali), il Tribunale amministrativo regionale ha rimesso la questione alla Regione. All’esecutivo comunale spetta il Piano di gestione dell’area del Sito di interesse comunitario Monte Salviano che si dice sia stato predisposto da Ambiente e/è vita.

Sull’inevitabile inquinamento che deriverebbe dall’impianto a biomasse Powercrop nel Fucino, a ridosso del monte Salviano, si è espresso Sergio Rozzi, presidente Erci team Onlus, del Centro natura Marsica: “Il progetto della centrale è di una Società privata che pare goda di consistenti appoggi da parte delle istituzioni, punta a fondi pubblici e si ricollega alle complicate e discutibili strategie per combattere il CO2, vale a dire il crescente inquinamento e riscaldamento atmosferico: crediti per la riduzione di anidride carbonica e dei gas serra. In realtà dal punto di vista energetico e ambientale le centrali a biomasse rappresentano un vero fallimento, e lo sarebbero anche dal punto di vista economico, se non fossero finanziate con incentivi pagati da noi contribuenti  (CIP6 e certificati verdi); la realizzazione di impianti di medie e grandi dimensioni comporta, inevitabilmente, un aumento della distanza dai materiali necessari per il funzionamento degli impianti con conseguente incremento della mobilità di mezzi pesanti e del relativo impatto ambientale; l’ assenza di una programmazione territoriale e di una governance della Regione Abruzzo sui territori determina effetti contrastanti con gli obiettivi che in questi anni hanno determinato il sostegno allo sviluppo degli impianti agro – energetici di piccole dimensioni (diffusi nella Marsica), nell’ottica esclusiva della multifunzionalità dell’agricoltura; una delle principali preoccupazioni che andrebbe comunque confrontata con i dati Istat relativi all’ultimo censimento in merito alla cessazione delle attività agricole riguarda il pericolo di trasformazione delle colture agricole, attualmente destinate all’alimentazione umana (food) e alla zootecnia (feed) in colture finalizzate alla produzione di energia (fuel), con immaginabili alterazioni del mercato dei prodotti agricoli e zootecnici, rischiando di trasformare così la finalità originaria delle agro-energie, di attività integrativa del reddito in agricoltura, in attività para-industriale sostitutiva e distruttiva dell’agricoltura. Anzitutto non è chiaro come e dove verrà procurato il materiale per alimentare l’impianto, si punta forse sui boschi della Regione dei Parchi ancor oggi non sufficientemente protetti? Si punta sull’uso di rifiuti frammisti e non di rado tossici? Si sono valutati gli effetti su aria, acqua e suolo, per non dire della biodiversità? Quali sarebbero le conseguenze sull’ambiente urbano e peri-urbano, sui prodotti agricoli del Fucino e sulla salute umana? Forse si pensa di far giungere le voluminose biomasse da fuori con processioni di Tir tali da produrre più CO2 di quanta non ne venga eliminata? Che dire del traffico continuo e potenzialmente pericoloso che invaderebbe un comprensorio finora relativamente tranquillo come il Fucino? Quale inquinamento non solo fisico e chimico, ma anche acustico e visuale (si è sentito parlare di una ciminiera alta 60 metri!) piomberebbe sulla Marsica mutandone di colpo carattere e connotati? In fine, quali benefici potrebbero ricavarne i cittadini di Avezzano che rinuncerebbero alla qualità ambientale per continuare a pagare i consumi di energia (in costante e incontrollato aumento) né più né meno come tutti gli altri utenti?” il fiume di interrogativi di Rozzi trova una risposta nella coscienza.

Marzo 2015 La realizzazione della centrale Powercrop della Maccaferri è stata fermata, per il momento è meglio dire bocciata,  a marzo quando il Comitato Via regionale è stato chiamato a valutare il progetto. La mancata autorizzazione è frutto delle osservazioni presentate dal Comitato marsicano No PowerCrop che da anni conduce un lavoro di studio e sensibilizzazione delle tante incongruenze nell’iter di valutazione del progetto che prevede la realizzazione della centrale a biomassa, di 30 megawatt, ad Avezzano e la contestuale riconversione dello zuccherificio ex Sadam di Celano, nell’aquilano. Questi erano gli accordi nel 2007. Quando lo zuccherificio fu chiuso 230 lavoratori entrarono in cassa integrazione e ad oggi 43 di loro sono ancora da ricollocare nel mondo del lavoro attraverso la riconversione dello stabilimento che però è ancora appesa al muro, per la parte che interessa la trasformazione dell’ex zuccherificio di Celano in centro di trattamento dei prodotti ortofrutticoli della piana del Fucino. Questo perché oggi gli accordi di allora sembrano essere superati e non più interessanti, la ditta impegnata 8 anni fa ritene che il Fucino non sia in grado di supportare la riconversione. “Risulta che coloro che vogliono far respirare ai marsicani, ogni anno, 335 tonnellate di ossidi di azoto, 105 tonnellate di ossidi di zolfo, 272 tonnellate di ossidi di carbonio, 21 tonnellate di particolato, 21 tonnellate di acido cloridrico e 69 tonnellate di ammoniaca, siano italiani” a commentare i numeri della centrale a biomasse che dovrebbe sorgere sulla fascia esterna del futuro Parco del Monte Salviano è Ciro Di Sabatino del Comitato marsicano No Powercrop. 

Luglio 2015 Per la seconda volta la Corte costituzionale, sentenza 171 del 2015, ribadisce l’illegittimità e l’incostituzionalità della nomina di un Commissario ad acta prevista, questa volta, dall’art. 30-ter del decreto legge 91 del 2014. E’ stato il ricorso della Regione Abruzzo a sollecitare la decisione della consulta che si riallaccia alla sentenza 62 già pronunciata nel 2013, in accoglimento del ricorso della Regione Veneto, con cui dichiarava costituzionalmente illegittimo l’art. 29 comma 2, del decreto legge 5 del 2012.

Il Commissario sarebbe stato necessario, anche in Marsica, per garantire esecuzione ai progetti di riconversione del settore bieticolo-saccarifero, nel caso di specie per la costruzione di un termo valorizzatore a biomasse, in attuazione dell’accordo per la riconversione dell’ex zuccherificio di Celano (Saddam), dismesso per effetto del regolamento CE 320/2006 del Consiglio, del 20 febbraio 2006. La nuova sentenza dà ampiamente ragione agli ambientalisti e al comitato No Powercrop. Durante il governo Monti gli attivisti sollevarono la questione dinanzi la Corte Costituzionale, a seguito del ricorso presentato dalla Regione Veneto per un fatto analogo, e la Consulta dichiarò l’incostituzionalità della nomina di un commissario. Così,  ancora con l’art. 30-ter del decreto-legge n. 91/2014, il governo Renzi prova di nuovo a fare il furbo e a spogliare le Regioni della competenza in materia di agricoltura violando, nuovamente, il principio di leale collaborazione fra Stato e Regioni (artt 117 e 118 della Costituzione). In questa occasione la Regione Abruzzo ha presentato un proprio ricorso alla Corte che disintegra il distacco frapposto, dal governo, tra il mega impianto a biomassa per produrre energia e le popolazioni colpite, la sentenza 117/2015 della Consulta chiarisce e ribadisce che la competenza in materia non appartiene più a un Commissario interministeriale nominato dal Governo, dunque la Powercrop non sarà commissariata e per la questione della riconversione degli zuccherifici italiani è indispensabile la partecipazione delle Regioni.

Sentenza della Corte “..dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 30-ter, comma 1, lettera b), del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91 (Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l’efficientamentoenergetico dell’edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 11 agosto 2014, n. 116, nella parte in cui non prevede la necessaria partecipazione al procedimento della Regione interessata”

Gennaio 2015 Sono a dir poco raccapriccianti i particolari che spuntano dalla vicenda dell’arresto del dirigente regionale Antonio Sorgi, alla guida della Commissione Via (Valutazione di impatto ambientale), organo regionale che decide sugli impianti produttivi a impatto ambientale da realizzare in Abruzzo. Soprattutto le questioni ambientali definite dalla Via, dopo gli arresti di Sorgi, finiscono nel mirino. Dirigente della Regione e direttore regionale del Comitato Via, Sorgi dovrà rispondere dell’accusa di turbativa d’asta perché sarebbe amministratore de facto della Lt Progetto srl. La società sarebbe in rapporti d’affari, tra l’altro, con Sincretica altra società a responsabilità limitata legata al progetto Powercrop. Per chiarire, il direttore tecnico della Sincretica è l’architetto Giovanni Vaccarini, anch’egli indagato, a cui sarebbe stato affidato l’incarico di progettare uno stabile per una centrale a biomasse, analoga a quella che dovrebbe sorgere in Marsica, in un ex zuccherificio nel comune di Russi, nel Ravennate in Emilia Romagna. Ad affidare il lavoro all’ingegnere sarebbe proprio la Maccaferri che ha sede legale a Sesto san Giovanni, allo stesso gruppo (maccaferri) apparterrebbe la Powercrop. A rivelarlo è il Wwf sottolineando che il Comitato Via regionale, presieduto da Sorgi, ha dato parere favorevole – con prescrizioni minime – al progetto della centrale a biomasse Powercrop ad Avezzano (Aq) che per un accordo del 2007, firmato a Roma al ministero delle politiche agricole impone la conversione dell’ex zuccherificio di Celano (Aq) in Centro di trasformazione dei prodotti agricoli del Fucino. mariatrozzi77@gmail.com

Approfondimento

PowerCrop. Approvate 2 risoluzioni. La Regione s’impegna per il Piano di assetto della Riserva Salviano 09.04.2015

Tutto su Powercrop e Monte Salviano

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