Caccia alle streghe nel Parco Maiella, interviene Dalla Parte dell’Orso

Pettorano sul Gizio (Aq). L’avventura di un fotografo naturalista nel Parco della Maiella svela il retroscena di un’area dove coloro che sono chiamati a proteggere gli animali lo fanno quasi considerandoli una proprietà esclusiva oltre che specie in via d’estinzione.

Fotografa Orso perseguitato dal Pnm Report-age.com 2015Sulle numerose opinioni, circolate sul Web, relative a presunti disturbi causati da alcuni fotografi nell’area della Maiella che, a detta di alcuni del parco inseguivano e disturbavano o contribuivano a rendere confidente una orsa, da diversi mesi osservata nel Parco nazionale, interviene l’associazione Dalla Parte dell’Orso (Dpo) con una lettera indirizzata al direttore dell’ente perché alcuni dei fotografi presi di mira dal Parco sono attivisti o semplici simpatizzanti dell’associazione DPO (Dalla Parte dell’Orso). A nulla è valso l’incontro del 15 luglio per chiarire fatti e circostanze e così l’Associazione scrive: “in merito alla mancanza di alcuna prova oggettiva relativa al disturbo e nonostante la sequenza fotografica incriminata dimostri la totale tranquillità dell’ animale che per oltre 45 minuti ha continuato la normale attività senza nemmeno accorgersi della presenza del fotografo, si prende atto,  dalla lettura della lettera pubblicata nel sito del Pnm, a firma del Direttore dell’Ente, che ogni tentativo di chiarimento e di disponibilità collaborativa da parte nostra non ha avuto la minima considerazione (anzi la stessa sera e per le successive è stata predisposta la più massiccia operazione  di polizia nella storia del Pnm, a caccia del pericoloso disturbatore di orsi).

Poiché con la Ordinanza, a firma dello stesso Direttore, di divieto di accesso in una area  di pochi chilometri quadrati tra Campo di Giove e monte Pizzalto e con gli innumerevoli commenti sui social network si continua a perseguire i “pericolosi” fotografi senza conoscere e dimostrare la reale portata dei fatti, DPO ritiene indispensabile un dettagliato chiarimento ad evitare ulteriori “criminalizzazioni” di chi da sempre e gratuitamente ha come obiettivo prioritario la salvaguardia della fauna e non la ricerca a tutti i costi di una bella fotografia e prese di posizione da parte di chi, anche in buona fede ignora i fatti. Ai sensi della L. 394/1991 art. 9 comma la adozione di provvedimenti urgenti ed indifferibili compete al Presidente e non al Direttore dell’ Ente Parco – chiarisce l’associazione indicando anche i presupposti normativi – L’ area in questione è interamente compresa nella Zona B, area di Riserva generale Orientata dal Piano del Parco e in tale Zona secondo il Piano :

  1. a) Sono consentite le utilizzazioni produttive tradizionali e la realizzazione delle infrastrutture strettamente necessarie alle stesse, nonché gli interventi di gestione delle risorse naturali a cura dell’Ente Parco;
  2. b) E’ vietata la costruzione di nuovi manufatti.

Manca quindi ogni divieto per la osservazione e la fotografia della fauna selvatica, ma in assenza del Regolamento del Parco – previsto dall’ art. 11 legge 394/1991 ai sensi dello stesso articolo comma 3 a – potrebbe essere applicata la norma generale che vieta il << disturbo delle specie animali>> a tale proposito si presuppone che la valutazione di tale disturbo debba essere oggetto di una valutazione oggettiva, comprovata da prove documentali e non discriminatoria nei confronti di terzi come è d’ obbligo per ogni Pubblica amministrazione.

Di fatto, scrive Mimì D’Aurora, presidente dell’associazione nata a Pettorano circa un anno fa: “L’ area in questione non è di certo una zona Wilderness (vedi foto allegata) ma è in buona parte coltivata con campi di cereali e prati falciati dove si alimentano quotidianamente cinghiali, cervi, caprioli ed altri animali  L’ area è completamente intersecata da 4 diverse strade comunali e piste forestali tutte aperte e mai chiuse al traffico da quando è stato istituito il Parco nel 1995. La presenza di almeno due diversi orsi nella stessa area ed in tutta l’ area tra Passo San Leonardo , Pettorano sul Gizio e Pescocostanzo era nota da almeno due anni ed è stata documentata con successiva diffusione sui social anche da altri fotografi senza che ciò determinasse alcuna reazione da parte del PNM; Le strade e piste, che vi si sviluppano per oltre 15 chilometri complessivi, sono utilizzate ad ogni ora del giorno da auto e moto fuoristrada, bikers, mezzi agricoli ecc. per motivi sia leciti che illeciti,  e solo l’ accesso ad alcune di queste è oggetto dell’ Ordinanza, qualunque esperto sa che l’ home range di questi animali è ben più ampio, e variabile nel tempo,  rispetto alla area di cui alla Ordinanza; I fotografi a noi noti frequentano regolarmente quell’ area da sei/sette anni ed hanno sempre realizzato fotografie da appostamenti ben mascherati e localizzati a massimo a 50 metri dalla strada comunale con la massima attenzione ad evitare disturbi di ogni genere anche perché i veri fotografi naturalisti, pur prescindendo da considerazioni di ordine etico, sanno che per fare belle foto di mammiferi bisogna evitare ogni forma di disturbo; Le foto realizzate a Cervi, Caprioli, Cinghiali, Lupi e Lepri italiche sono circolate sul web per anni senza mai alcuna reazione negativa da parte del Pnm.

Nella lettera Dalla parte dell’orso puntualizza che casualmente in un’ unica occasione l’11 luglio mentre venivano fotografati caprioli, cinghiali e agli animali, un’ orsa con radiocollare si è avvicinata al fotografo che non poteva che documentare l’ accaduto senza minimamente spostarsi da dove era appostato e, come dimostrano gli oltre 30 scatti con relativa data e ora di ripresa, l’ animale dopo essersi alzato sulle zampe posteriori per fiutare l’aria ha continuato a muoversi tranquillamente in mezzo all’erba dirigendosi verso un albero di ciliegio per ovvi motivi ….quindi nessun inseguimento ma solo fortuna. E’ da precisare inoltre che l’ orsa si è avvicinata al fotografo perché era stata disturbata in una zona adiacente all’ appostamento, si era fermato un fuoristrada da quale erano scesi alcuni cani che scorrazzavano. Conclude Dalla parte dell’Orso: “Premesso che si ritiene più che verosimile che nel caldo dei mesi prossimi l’ orsa sia altrove ,vista la scarsa presenza di fruttiferi produttivi ad agosto e settembre in quella area, alla luce di quanto riportato succintamente appaiono evidenti la disinformazione alla base di tutta questa vicenda para ambientalista e si spera che tale disinformazione non sia finalizzata ad una volontà persecutoria di certo encomiabile per un Ente Parco ma se indirizzata verso i numerosi atti di  bracconaggio, di libera circolazione di fuoristrada in tutte o quasi le piste del parco, di ripetuto utilizzo dell’ elisky sul monte Rotella e di tante altre vere, e non presunte, forme di minaccia per il nostro plantigrado, si spera pertanto che l’Ente dopo la ordinanza provveda con azioni esemplari tese alla protezione dell’ orso. Ci permettiamo di suggerire, visto – come è noto agli esperti – che ad agosto/settembre gli orsi si concentrano nei ramneti, perché il Pnm, come fa il Pnalm (Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise) da anni, non emana un’ordinanza ben più utile per vietare l’accesso al bestiame e persone nei ramneti del versante Ovest del monte Rotella?” si domanda Dalla Parte dell’Orso che considera positiva ogni iniziativa volta a tutelare l’orso, come  la chiusura di strade di montagna e aree di maggiore frequenza del mammifero, ma l’associazione è altrettanto convinta che è l’ora di smetterla di mettere in cima alla lista dei nemici dell’orso coloro che amano la Natura ed il plantigrado e con i quali bisognerebbe dialogare per creare il necessario consenso sociale e un clima di condivisione nella gestione della presenza dell’Orso bruno marsicano altrimenti esposto ai reali pericoli dell’ignoranza.

Aggiornamenti

Caccia: niente di buono per la fauna selvatica nel calendario venatorio 19.08.2015

Prevenzione dai danni da cinghiali nell’Atc chietino-lancianese 31.05.2015

Aperto un fascicolo per omicidio colposo sul cacciatore ucciso 11.03.2014

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