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Abbattuti i vincoli al Bosco di S. Antonio, il Parco Maiella dovrebbe fare ricorso

Non è detta l’ultima per il Bosco di Sant’Antonio se davvero, come chiarito all’associazione Salviamo l’orso, il Parco farà ricorso contro la decisione del commissario regionale che fa cadere i vincoli agli usi civici proprio su una parte consistente della piana di Pescocostanzo in area Parco, decisione che altrimenti aprirà al pascolo e alle mandrie gli habitat sensibili dell’area protetta al contempo riserva integrale e Sito di interesse comunitario. La domanda sorge spontanea perché il Parco Maiella ha lasciato cadere la questione e non ha difeso le ragioni della faggeta dopo il ricorso del Comune di Pescocostanzo e prima della sentenza? Resuscitati gli usi civici, per volontà del commissario regionale, nel bosco sarà consentito ai pastori di sfruttare nuovamente la ricchezza della faggeta che, finita la legna secca, sicuramente si assottiglierà.

Aggiornamento 1  e 2 

La notizia del ricorso fa ben sperare sulla sopravvivenza del Bosco di Sant’Antonio ed è stata comunicata direttamente dal Parco nazionale della Maiella all’associazione per la conservazione dell’Orso bruno marsicano che si è immediatamente interessata al caso dopo la segnalazione di Report-age.com. L’Ente parco ha fornito dei chiarimenti, scrive in una nota il presidente di Salviamo l’Orso, Stefano Orlandini, spiegando che nel “Piano Parco, l’ente ha inserito in zona A alcuni terreni del comune di Pescocostanzo posti all’interno del Bosco di Sant’Antonio, stabilendo altresì limitazioni al diritto di uso civico da parte della popolazione. Avverso questa decisione il comune di Pescocostanzo ha fatto ricorso e con sentenza n. 4/ 2015 il Commissariato per il riordino degli Usi civici della Regione Abruzzo ha stabilito che i fondi censiti in catasto, già dal 1927, erano soggetti ad uso civico per il pascolo, il legnatico e riconosceva il diritto della popolazione alla raccolta della legna morta, alla capitozzatura degli alberi etc. condannando il Parco della Majella al pagamento delle spese di lite. Il 5 marzo scorso il Parco ha affidato incarico ad un avvocato per fare ricorso contro la sentenza n. 4/15 del Commissariato per il riordino degli usi civici. Gli enti locali e alcuni locali fanno la guerra alle misure di conservazione della Natura, ma di questa natura non avrebbero conservato nulla se negli ultimi 25 anni non ci fossero stati i vincoli del Parco. Per smentire le affermazioni di sindaci e pastori che si vantano di aver conservato loro la Natura, basta fare un giro nei paraggi, a Roccaraso, ad esempio, comune fuori dall’area protetta, per comprendere il modo in cui s’intende la conservazione del territorio e della Natura o ancora in località come Ovindoli dove, nonostante i vincoli, sembra che nessuno li faccia rispettare.

mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamenti

Zipline di Pacentro. Sul cavo sospeso per far scivolare la gente nel Parco Maiella interviene anche il ministero 29.12.2015

Faggete di Villavallelonga, Pescasseroli, Lecce nei Marsi e Opi da riconososcere come Patrimonio Unesco 06.11.2015 

Salviamo il Gran Sasso d’Italia: arriviamo a quota 10 mila 12.10.2015

Approfondimento

SOS Bosco di Sant’Antonio: disintegrati i divieti di pascolo e capitozzature 26.07.2015

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