Muro di cemento alto 21 metri sulla Riviera Sud, Acerbo: “Una porcata sul mare”

Pescara. Tre edifici alti 21 metri ciascuno, in gestazione sulla riviera Sud di Pescara, è una colata di cemento disarmante e nel mirino finiscono le aree adiacenti l’ex-Cofa. Il progetto presentato, sotto mentite spoglie di un grande albergo, ha dato a bere sui posti di lavoro, il solito canto delle sirene inascoltato da pochi che erano riusciti a far saltare il piano. I privati di PescaraPorto, promotori della colossale costruzione, avevano in programma qualcos’altro, spiega il segretario nazionale della Rifondazione comunista Maurizio Acerbo, un cambio di destinazione per realizzare decine e decine di appartamenti vista mare di ditte private.

Piano particolareggiato 2 Report-age.com 2015Tra le 2 più grandi operazioni edilizie in itinere a Pescara (LaCity e la Pp2) che coinvolgono ambienti influenti non solo della città, ma anche dell’Abruzzo, quelle delle aree  del Piano particolareggiato 2 (Pp2) sonoaree talmente uniche per il capoluogo adriatico, così strategiche da giustificare sulla riviera una barriera di cemento armato. I 3 edifici di 21 metri d’altezza furono autorizzati dalla precedente amministrazione comunale di centro destra, interprete fantasiosa del Decreto sviluppo di Berlusconi, assistiti dalla legge regionale che, a maglie larghe, aggiunge un bel po’ di volumetria per certe opere. Il Consigliere regionale Acerbo dimostrò, con gli attivisti di Pescara, che deroghe e premialità erano applicabili solo ai singoli edifici e in giudizio il Tar chiarì molto ai costruttori soprattutto sulle aggiunte volumetriche mettendo nero su bianco che le aggiunte non potevano essere ottenute in un’area dove l’edificazione è subordinata alla approvazione di un Piano particolareggiato. Così la concessione a costruire sulla riviera Sud del capoluogo adriatico fu annullata dalla sentenza del Tribunale amministrativo di Pescara, ma a ribaltare la decisione del Tar, in secondo grado al Consiglio di Stato, sarà un singolarissimo comma aggiunto alla legge di stabilità  190/2014, codicillo approvato alla chitichella, il 23 dicembre scorso, che sembra essere stato disposto ad hoc per dare campo libero alla cementificazione della riviera Sud di Pescara, conferma l’ex parlamentare.

In aggiunta, nell’art.1, il comma 271 consente ai privati di ottenere dal Consiglio di Stato il via al mega-intervento edilizio:

Comm. 271 (art. 1 ). Le previsioni e  le  agevolazioni  previste  dall’articolo  5, commi 9 e 14, del decreto-legge 13 maggio 2011,  n.  70,  convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, si interpretano nel senso che le agevolazioni incentivanti previste  in  detta  norma prevalgono  sulle  normative  di  Piano  regolatore  generale,  anche relative a piani particolareggiati o attuativi, fermi i limiti di cui all’articolo 5, comma 11, secondo periodo, del  citato  decreto-legge n. 70 del 2011.

Chi ha presentato l’emendamento? Qualche traccia la offre il già Consigliere regionale Acerbo: “La relatrice al Senato del provvedimento era la senatrice del Nuovo centro destra, stesso gruppo di Azzolini, Federica Chiavaroli. Ad approvare la norma è stata la maggioranza Partito democratico – Nuovo centro destra ‪#‎DivinaProvvidenza. L’invito di Acerbo, rivolto alla cittadinanza, è di far conoscere queste informazioni ed esprimere massima indignazione per quanto accaduto : “Auspico che la politica ponga riparo anche perché la norma comunque non si applicherà solo a Pescara e gli effetti potrebbero essere devastanti. Innanzitutto qualche parlamentare per bene dovrebbe farci sapere chi ha presentato l’emendamento, poi bisognerebbe immediatamente presentare una proposta di abrogazione – conclude Acerbo – La Regione Abruzzo dovrebbe a sua volta abrogare la legge e avrebbe il dovere di farlo perché sia Sel che il Pd al governo, votarono con me contro il provvedimento. Quindi coerenza vorrebbe che lo stesso venga immediatamente abrogato e che l’Abruzzo si doti di una legge decente come quelle delle regioni Marche e Puglia”. mariatrozzi77@gmail.com

Comunicato di Maurizio Acerbo 

“Non si può non constatare che nella vicenda de LaCity come in quella del PP2 le operazioni partite con Mascia-Chiodi continuino con Alessandrini-D’Alfonso. L’amministrazione comunale di centrodestra rilascia un permesso di costruire illegittimo alla Pescaraporto srl e poi si costituisce al TAR a sostegno dei privati invece di difendere il suo diritto a fare un piano particolareggiato. Arriva il PD con i suoi satelliti e modifca in parlamento la norma sulla base della quale era stato annullato il permesso di costruire rilasciato dal centrodestra e si costituisce al Consiglio di Stato sempre a supporto della Pescaraporto srl. Lo stesso accade per l’operazione sede regionale-LaCity: centrodestra apparecchia il piatto per il salvataggio di una cordata di influenti operatori economici che altrimenti salterebbero in aria e D’Alfonso prosegue l’operazione. E’ evidente che c’è una trasversalità degli interessi forti in città e una continuità del loro perseguimento che rende ridicolo lo scontro verbale che caratterizza i rapporti tra centrodestra e PD”.  Maurizio Acerbo, Rifondazione Comunista

Approfondimenti 

Una porcata sul mare: un muro di cemento  sulla riviera Sud 30.07.2015

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