Skip to content

SOS Bosco di Sant’Antonio: disintegrati i divieti di pascolo e capitozzature

Pescocostanzo (Aq). Torneranno a pascolare al Bosco di Sant’Antonio, le mandrie sono pronte e i pastori presto potranno sfruttare le risorse della faggeta. Si riattivano gli usi civici e sembra quasi una buona notizia, vero, a contorno delle piste da sci di fondo, delle aree campeggio e da pic-nic e dei maneggi per i cavalli sulla piana, con la possibilità di escursioni e ora anche di pascolo, incluse le capre.

Aggiornamento Foto di copertina Maria Trozzi

Foto Maria Trozzi

Pescocostanzo foto Maria Trozzi

Come si svilupperanno tutte insieme queste attività nel Bosco di Sant’Antonio, ci sarà mai un equilibrio? La situazione potrebbe sfuggire di mano se da un canto l’amministrazione pescolana canta vittoria, per la sentenza del commissario regionale agli usi civici che dà il via libera a tagli e pascoli, e dall’altro il Parco nazionale della Maiella, un tempo schierato a difesa del Bosco, che ora tace e nemmeno si costituisce in giudizio, i vertici cambiano. Se ci fosse un progetto di antropizzazione dell’area, che nel giro di un ventennio cementificasse e inanellasse strade d’asfalto nel bosco, cosa farebbero i pastori? Soprattutto, la più grande risorsa di quella montagna è il legno e, caduti i divieti del Parco Maiella ispirati dalla direttiva Habitat, questa ricchezza potrebbe essere indirizzata ad altre attività e a portafogli potentemente affezionati alla biomassa? Sarebbe una catastrofe a danno del luogo e non solo per gli strumentalizzati. Sviluppo turistico non è cementificazione con residence e villaggi e senza protezione del bosco (la località turistico montana per anni ne è stata quasi immune), ma ora il confine è labile. A tutelare la faggeta sarebbe il Parco che però nemmeno si è costituito in giudizio per provare la validità dei divieti volti a rinaturalizzare il Bosco di Sant’Antonio e conservarne l’habitat dalle pratiche di pascolo e potature. E’ tutto talmente strano e singolare che viene davvero da pensare. Di progetti devastanti ancora non se ne sente parlare, ma il divieto degli usi civici, a protezione del bosco, è crollato.

A differenza delle altre aree, per il commissario agli usi civici, il Bosco di Sant’Antonio fa eccezione rispetto alla disciplina di legge e persino alla direttiva europea, insomma per il verde e i fusti di Pescocostanzo niente di quanto è stato disciplinato oggi vale. Con tutta questa eccezionalità dove si vuole arrivare, per giunta considerando l’area protetta alla stregua di un paesaggio rurale. Il commissario Regionale agli usi civici sentenzia sulle imposizioni dei vincoli del Parco nazionale frantumandoli e bollandoli come ingiustificati per le caratteristiche dell’area e il fatto che questa fosse soggetta ad uso civico. Così le pratiche tradizionali sembrano prevalere sulla Natura, distinta dalle caratteristiche del paesaggio, ma le esigenze locali prevarranno sulla speculazione? Insomma, il Bosco è davvero un caso a parte, ma talmente a parte, da privarlo delle garanzie e delle tutele riferite ai territori dei Parchi, alle Aree protette e ai Siti di interesse comunitario? Il bosco sta diventando una pericolosa eccezione e darà il la a possibili scopiazzature ricalcate in nome di altri interessi. Pescocostanzo avrebbe una individualità naturalistica e paesaggistica tali da porla fuori dalla tutela disposta dalla legge italiana e dall’Unione europea? Proprio così il bosco resterà indifeso, scoperto, esposto agli attacchi di chiunque.

Foto Maria Trozzi

Foto Trozzi

La giovanissima faggeta sviluppandosi dal Medioevo diede origine ad una parte incantevole della località montana, un bosco da favola produttivo e fonte di ricchezza per generazioni di pastori sia per la produzione del foraggio che per la legna con faggi monumentali che per un secolo però sono stati sottoposti a potature e capitozzature sui generis, utili alle attività dell’uomo, ma discutibili per il mantenimento dell’habitat. Il commissario Regionale agli usi civici sentenzia sulle imposizioni di vincoli del Parco considerandole ingiustificate per le caratteristiche dell’area e il fatto che questa fosse soggetta ad uso civico, dando ragione al comune montano. “E’ una critica agli indirizzi di gestione delle aree protette che solleverebbe la necessità di istituire una specifica forma di protezione per il paesaggio rurale italiano che ad oggi manca” commenta qualcuno la sentenza dimenticando che il bosco è in alta quota su una piana e che definirlo area rurale, provando a convincere che possa franare proprio perché ci sono gli alberi della faggeta che per questo vanno potati o peggio capitozzati, è davvero un peccato.

La decisione di riaprire il bosco allo sfruttamento dei pastori è del commissario per gli usi civici della Regione Abruzzo.

Con le istituzioni del Parco della Majella, della Riserva integrale e di un Sito di interesse comunitario, e l’applicazione della direttiva Habitat sono state vietate le pratiche di pascolo e di capitozzatura per conservare la faggeta e ri-naturalizzare l’area. A quanto sembra il bosco è stato da poco inserito nel Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico promosso dal ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e non se ne comprende, per il momento, la ragione. Dopo questa novità il Parco della Maiella non ha voluto modificare gli indirizzi di conservazione né ha ripristinato le pratiche di pascolo. Così il Comune di Pescocostanzo si è opposto e l’ente parco alla fine non si è costituito in giudizio quando era il momento di difendere le scelte passate e la Terra che gli è affidata. Il Comune di Pescocostanzo si è costituito in giudizio contro il Parco nazionale della Maiella e la sentenza del commissario per gli usi civici della Regione Abruzzo gli ha dato ragione.

Aggiornamenti

Faggete di Villavallelonga, Pescasseroli, Lecce nei Marsi e Opi da riconososcere come Patrimonio Unesco 06.11.2015 

Salviamo il Gran Sasso d’Italia: arriviamo a quota 10 mila 12.10.2015

Abbattuti i vincoli al Bosco di S. Antonio, il Parco Maiella ricorrerà contro la decisione 02.08.2015

6 Comments »

Ask yourself if it is really necessary..

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: