Niente Commissario per Powercrop: è necessaria la partecipazione della Regione

Celano (Aq). Niente commissario ad acta per il caso della centrale a biomassa Powercrop. Per la seconda volta la Corte costituzionale, con sentenza 171 del 2015, ribadisce l’illegittimità e l’incostituzionalità della nomina di un Commissario ad acta prevista, questa volta, dall’art. 30-ter del decreto legge 91 del 2014. E’ stato il ricorso della Regione Abruzzo a sollecitare la decisione della Consulta che con coerenza riallaccia i fili alla sentenza 62 del 2013 che, in accoglimento del ricorso della Regione Veneto, dichiarava costituzionalmente illegittimo l’art. 29 comma 2, del decreto legge 5 del 2012.

No PowerCrop 6Ciro Di sabatino Report-age.com 24.3.2015
Foto Ciro Sabatino

Il Commissario sarebbe stato necessario, nel caso marsicano, per garantire l’esecutività dei progetti di riconversione del settore bieticolo-saccarifero, precisamente per la costruzione di un termo valorizzatore a biomasse, in attuazione dell’accordo per la riconversione di un ex zuccherificio di Celano, dismesso (per effetto del regolamento CE 320/2006 del Consiglio, del 20 febbraio 2006), necessaria per ricollocare nel mondo del lavoro decine di vecchi dipendenti dell’impresa saccarifera italiana non ancora reimpiegati in nuove attività di natura industriale.

Esulta il Comitato marsicano No Powercrop che in una nota scrive:  “Ancora una volta trovano conferma i dubbi e le perplessità manifestati già con il Governo Monti – quando – ci siamo trovati ad affrontare questa situazione ed anche in quella occasione la Corte Costituzionale, a seguito del ricorso presentato dalla Regione Veneto, sentenziò l’incostituzionalità della nomina di un commissario. Con l’art. 30-ter del decreto-legge n. 91 del 2014 il governo Renzi non fa altro che ritentare la strada che spoglia gli enti Regionali delle competenze legislative in materia di agricoltura violando, ancora una volta, il principio di leale collaborazione fra Stato e Regioni così come sancito dagli articoli 117 e 118 della Carta costituzionale. Siamo lieti che stavolta la Regione non sia rimasta silente e abbia presentato un proprio ricorso alla Corte costituzionale. Con la sentenza 117/2015 dunque la competenza in materia non appartiene più ad un Commissario nominato dal Governo (Comitato interministeriale), ma torna alla Regione Abruzzo. Ricordiamo che in merito alla centrale a biomasse Powercrop nel Fucino sono pendenti dei ricorsi al Tribunale amministrativo regionale dell’Aquila”. Il Comitato marsicano No Powercrop per l’impegno a favore della tutela di questo territorio.

Gianluca Ranieri Report-age.com 2015La Powercrop non sarà commissariata dal governo nazionale perchè l’azione è incostituzionale. Grande gioia per la Marsica e il Movimento 5 Stelle che da tempo combattono al fianco di numerose associazioni, è soddisfatto il Capogruppo in Regione del M5S Gianluca Ranieri: “La PowerCrop non sarà commissariata dal Governo Renzi perché l’azione sarebbe incostituzionale”. Lo annuncia in una nota il Capogruppo del M5S, Gianluca Ranieri. “La grande gioia dei gruppi marsicani del movimento 5 stelle, che da sempre combattono questa battaglia al fianco di numerosi associazioni, arriva dalla decisione della Corte Costituzionale. Secondo i Giudici delle leggi la nomina di un Commissario ad acta del Governo, che avrebbe dovuto occuparsi della megacentrale a biomasse Power Crop, è incostituzionale e quindi sarà cancellata – Ranieri aggiunge – hanno vinto tutti i cittadini marsicani, in particolare quelli che hanno contribuito a scrivere la risoluzione del Movimento 5 Stelle presentata in Consiglio regionale nel settembre 2014, che ha impegnato la Giunta a opporsi alla decisione del Governo di togliere alla Regione i poteri che le sono riconosciuti dalla Costituzione. Le funzioni di commissario di Governo le stava svolgendo il Prefetto dell’Aquila con il compito ben individuato dal Comitato Interministeriale, cioè di provvedere alla risoluzione delle problematiche che impediscono la realizzazione della enorme centrale di 32 megawatt termici nella piana agricola del Fucino. Dopo la decisione della Corte Costituzionale, la gestione del progetto torna, come è giusto che sia – conclude Ranieri – al territorio e ai suoi abitanti”.

La sentenza della Corte Costituzionale 171/201501

La Corte: “..dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 30-ter, comma 1, lettera b), del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91 (Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l’efficientamentoenergetico dell’edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 11 agosto 2014, n. 116, nella parte in cui non prevede la necessaria partecipazione al procedimento della Regione interessata”

Aggiornamenti
Riserva Monte Salviano dossier 15.08.2015

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