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Legge anti-gasdotto e centrale impugnata dal governo. La Regione si costituirà in giudizio?

Roma. Il governo ha impugnato la legge regionale (n.13 8.6.2015) che modifica i provvedimenti urgenti a tutela del territorio regionale (ossia la legge regionale n. 2 del 2008), erano le integrazioni che avrebbero potuto scongiurare la realizzazione della centrale di spinta del metano, prevista a Sulmona, appendice del metanodotto Rete adriatica. Cosa farà la Regione è un’incognita, si costituirà in giudizio innanzi la Consulta? Il governo Chiodi restò in silenzio, immobile, quando venne impugnata l’altra legge che provava a difendere, da gasdotti e centrali, i territori a massimo rischio sismicoAppena dopo la formulazione di fine maggio, prima della delibera, l’aria infestata dallo Sblocca italia ha fatto presagire l’impugnazione, non come possibilità, ma come certezza. La sonora bocciatura del precedente provvedimento n. 14 del 7 giugno 2014 insegna.

Aggiornamento

La legge sbarramento, 2 mesi fa, è stata accolta con entusiasmo da comitati e ambientalisti, frappone un serio ostacolo alla costruzione di metanodotti e gasdotti in Abruzzo. Le modifiche rendono possibile una effettiva tutela dei territori a rischio sismico, limitando la messa in opera di centrali di compressione come quella progettata dalla Snam in valle Peligna, la cui procedura di autorizzazione è ormai agli sgoccioli. Quell’impianto Snam sarà il cuore pulsante del Sulmona Foligno, segmento del metanodotto di 169 km che grazie ad essa spingerà il gas naturale a Nord, oltralpe, così per vendere gas naturale agli altri Paesi e garantire consistenti guadagni alla società, a detrimento dei territori cavalcati dal mega tubo. Opera omnia della multinazionale, l’impianto di compressione abruzzese occuperà 12 ettari di terreno e permetterà a Snam di conquistare il titolo di hub del gas divenendo così l’indiscussa protagonista del trasporto del metano nel mercato energetico internazionale. L’esecutivo nazionale ha impugnato la legge innanzi la Corte Costituzionale perché “alcune disposizioni in materia di realizzazione di gasdotti contrastano con la disciplina di principio dettata dallo Stato in materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia, in violazione dell’articolo 117. 3° comma, della Carta Costituzionale” ha chiarito il Forum H2o

“Resta aleatoria tuttavia la posizione che prenderà la Corte costituzionale, in caso di impugnazione del governo, ma anche sui ricorsi in atto contro il Salvaitalia. Purtroppo abbiamo un organo di stampo sharaitico, e il suo potere è tale da stroncare, se si muove nella direzione per noi sbagliata, definitivamente ogni nostra speranza. La composizione attuale, inoltre, conferma la tradizionale impostazione centralistica della Corte” ha commentato il Professor Giampiero Di Plinio, Ordinario di Istituzioni di diritto pubblico nell’Università D’Annunzio di Chieti.

Storia. Il 5 maggio 2014 la Consulta ha bocciato un’altra legge anti gasdotto con la sentenza n. 119, in quella occasione la Regione, con a capo Gianni Chiodi, non si era costituita nemmeno in giudizio. La Corte giudicò incostituzionale il provvedimento della Regione n. 14 del 7 giugno per violazione dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, inerente alle competenze statali e regionali per legiferare in materia di produzione, trasporto e distribuzionale nazionale di energia: “Nel caso in esame la disposizione censurata, consentendo la localizzazione delle centrali di compressione a gas soltanto al di fuori delle zone sismiche classificate di prima categoria produce l’effetto di limitare la realizzazione di impianti di interesse nazionale in determinate aree del territorio regionale – è scritto nella sentenza del 2014 – Questa Corte si è già pronunciata sulla legittimità costituzionale di analoghe disposizioni di legge regionale, in riferimento agli stessi parametri evocati nel presente giudizio. Con la sentenza numero 182 del 2013, è stato infatti dichiarato costituzionalmente illegittimo l’articolo 3 della legge abruzzese del 19 giugno 2012, numero 28, che, tra l’ altro, introduceva l’incompatibilità tra la localizzazione degli impianti di compressione a gas connessi alla realizzazione dei gasdotti e le aree sismiche classificate di prima categoria».

mariatrozzi77@gmail.com

Altra legge regionale impugnata è quella sul patrimonio Ater che dispone per un reimpiego dei proventi dell’alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Per il governo le modifiche apportate invadono la potestà legislativa dello Parlamento in materia nonché i principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica e di governo del territorio.

Aggiornamenti

Centrale Snam a Roma. L’alternativa in ‘zona cesarini’, rinviata a settembre la decisione 20.07.2015

Diossina nel foraggio dopo l'incendio della discarica di colle Marcone. Analisi Asl 2 19.07.2015

Approfondimento

Legge su centrali e gasdotti. Di Plinio: ‘Vero e proprio sbarramento alla realizzazione’ 09.06.2015

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