Il ministero dell’ambiente interviene sulla questione delle vongolare

Pineto (Te). Modifiche al Regolamento della pesca riferibili all’Area marina protetta di Torre del Cerrano non se ne possono fare, avvisa il ministero dell’Ambiente, eppure domani torna in discussione alla Conferenza regionale sulla pesca la draga vibrante prospettata dall’Istituto Caporale di Teramo su richiesta del Cogevo, il Consorzio di gestione delle vongolare vorrebbe introdurre questo sistema di pesca nell’Area marina protetta Torre di Cerrano. Come già evidenziato in passato, il Wwf riferisce che si tratta di un attrezzo impattante sull’ambiente marino e perciò incompatibile con il grado di tutela che deve essere garantito in un’area marina protetta.

L’associazione ambientalista dichiara di essere in grado di produrre una nota della Direzione generale per la protezione della natura e del mare, del ministero dell’ambiente, indirizzata alla Regione che blocca qualsiasi iniziativa della Regione su eventuali modifiche del regolamento delle attività di pesca all’interno dell’Area protetta Torre di Cerrano ed evidenzia come qualsiasi decisione potrà essere presa solo dopo il parere dell’Ispra in merito alla relazione sulla draga vibrante predisposta, su incarico del Cogevo, dall’Istituto zooprofilattico sperimentale Abruzzo e Molise. Il ministero sottolinea, inoltre, “la necessità di adottare un principio di precauzione per la tutela degli habitat presenti nell’area protetta e dunque che l’utilizzo al suo interno di qualsiasi attrezzo alternativo per la pesca alle vongole sia preceduto da una adeguata sperimentazione in ambiti non protetti”. Verrebbe confermato quanto sostenuto dal Wwf nella sua lettera di qualche giorno fa indirizzata all’assessore regionale Dino Pepe e a tutta una serie di altri organismi, tra cui il ministero stesso e l’Ispra. Per il Wwf Abruzzo la soluzione per eventuali problemi legati alle attività dei vongolari, successivamente all’istituzione dell’area Torre di Cerrano, va cercata abbandonando le forzature che fino ad oggi si sono tentate e ipotizzando soluzioni realmente alternative che garantiscano la tutela degli unici 7 km di costa abruzzese tutelati sui circa 130 totali.

Aggiornamenti

Rastrelli vibranti alla larga dall’area marina protetta del Cerrano, lo dice l’Ispra 25.07.2015

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