Terna imboscata anticipa la scesa in campo così oggi occupa un altro terreno

Bucchianico (Ch). “Toc toc, permesso si può entrare?” ma non funziona così in tempo di guerra, quando tutti i diritti sono annullati, quando è la macchina più potente a tirar dritto coi “suoi” cingoli per la “sua” strada, calpestando ogni cosa si frapponga innanzi al “suo” tracciato per raggiungere a tutti i costi il “suo” obiettivo. Ogni cosa è lecita, quasi che i cittadini siano costretti ad arrendersi, a gettar la spugna, ma un manipolo di valorosi continua ad opporsi alle occupazioni della multinazionale, pacificamente, nel pieno rispetto della legge e difendendo la Nostra Terra. Deserte le trincee, annullate tutte le barricate dei comitati, gli operai e i funzionari della Terna non sono più in prima linea, ma alla macchia e tentano di conquistare nuove posizioni. Occorre cambiare strategia se il personale della società dell’elettrodotto scende in campo in anticipo, imboscandosi. Oggi sarebbero entrati in una proprietà privata per l’immissione senza chiedere nemmeno il permesso alla proprietaria. Dopo i fatti di contrada Sant’Onofrio nulla più meraviglia.  

Tralicci Terna sui calanchi
Tralicci Terna sui calanchi
Bucchianico, campo occupato da Terna spa
(Fig 1) Bucchianico, campo occupato da Terna oggi

Racconta i fatti di questa mattina il consigliere comunale Alfredo Mantini del M5S Bucchianico con lui stamane si è opposto a questa occupazione sui generis anche Antonio Di Pasquale, perito che segue le opposizioni a Terna dei cittadini. Con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook il consigliere Mantini informa i suoi referenti al Parlamento e in Consiglio regionale: “Oggi #Terna è entrata in questo terreno di #Bucchianico (fig 1) per permettere la costruzione di un nuovo pilone in metallo, simile a quello che abbiamo visto già in costruzione sui calanchi del fondovalle Alento” ma lo staff Terna anticipa la scesa in campo: “Poco dopo le ore 11.10, orario previsto per l’appuntamento di immissione con i proprietari, presenti sul posto, abbiamo visto i funzionari e i collaboratori della multinazionale, più di 2 persone, sbucare da dietro i cespugli – racconta Mantini e il personale della società che sta occupando i terreni, le immissioni, per costruire l’elettrodotto Villanova-Gissi 380 Kv dichiara: “…abbiamo già fatto immissione, non c’è nient’altro da fare…”- Prosegue Il consigliere di Bucchianico: “La proprietaria era lì incredula, non capiva bene cosa stesse succedendo, nel frattempo parte della sua proprietà andava a Terna per la costruzione di questa grande opera inutile e distruttiva per il nostro territorio. Legalità o illegalità?” è la domanda a cui un Paese allo sbando, preda dell’arroganza delle lobby, non può più permettersi di rispondere.  mariatrozzi77@gmail.com

Approfondimento

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