La Cia insiste con l’abbattimento selettivo e bacchetta gli ambientalisti

Chieti. Ammonisce gli ambientalisti la Confederazione italiana agricoltori e consiglia loro di considerare con maggiore attenzione e disponibilità le ragioni degli agricoltori, ma fa di più la Cia quando sollecita un intervento delle istituzioni per far fronte all’emergenza dei danni provocati dalla fauna selvatica all’agricoltura riproponendo la soluzione degli abbattimenti selettivi. L’ordine del giorno, approvato dalla direzione nazionale della Cia il 23 giugno, viene così inviato al prefetto di Chieti, Antonio Corona, al presidente della provincia di Chieti, Mario Pupillo, ed ai sindaci dei 104 Comuni della provincia teatina.

Cinchiali in campo Report-age.com 2015La Cia  insiste nel rappresentare la situazione come insostenibile su tutto il territorio nazionale, e nelle campagne, per effetto dei danni relativi alla presenza di specie alloctone e invasive, ungulati e selvatici predatori. Vorrà dire  che gli interventi messi in campo non sono stati per niente efficaci. Non è per caso che per certe specie, accade anche ai comuni piccioni, più la popolazione si riduce più la specie si riproduce. Va a finire che magari l’abbattimento selettivo, praticato da anni, non è la soluzione, anzi. “Le imprese agricole ormai da anni sostengono spese e subiscono danni non risarciti – sottolinea in una nota il presidente della Cia teatina, Nicola Antonio Sichetti – L’esasperazione degli agricoltori, alle prese anche con il pericolo per la loro incolumità fisica, ha raggiunto livelli molto elevati. Sulla base di tali premesse, la Confederazione italiana agricoltori ha deciso di avviare, ancora una volta, la stessa serie di iniziative per risolvere la problematica con l’abbattimento selettivo. Innanzitutto sollecita il parlamento e del governo per dei provvedimenti legislativi e attuativi che consentano la limitazione/gestione delle specie, in relazione alla capacità del territorio di sostenere la loro adeguata presenza nella logica della coesistenza sostenibile. Alle Regioni e agli enti locali, la Cia demanda interventi adeguati di abbattimento selettivo rivolti all’effettivo controllo della massiccia presenza delle specie alloctone e invasive, degli ungulati e dei selvatici predatori che stravolgono l’equilibrio naturale e produttivo. Infine, richiede un ristorno di fondi che sia realmente commisurato alle perdite causate alle imprese agricole per effetto dei danni da fauna selvatica, in questo caso per vigilare su possibili simulazioni basterebbe un drone in volo sui terreni per capire quanta marte è stata distrutta dalla fauna selvatica. La Direzione Cia si rivolge alle associazioni venatorie ambientaliste e animaliste: “Considerare con maggiore attenzione e disponibilità le ragioni degli agricoltori” la cui sostenibilità economica è funzione della produzione agricola e delle attività di allevamento. Se il loro reddito sarà tutelato dai danni provocati dalla fauna selvatica, gli agricoltori, attraverso lavoro e impegno quotidiano, potranno continuare a svolgere quel ruolo fondamentale che li contraddistingue, dalle altre attività economiche, in termini di mantenimento della biodiversità agraria e della tutela ambientale-paesaggistica – la Cia richiede – urgenti ed efficaci risposte ai ministeri e istituzioni competenti (ministero dell’ambiente, Ispra, ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali) in assenza delle quali la Cia è pronta a mobilitarsi su tutto il territorio nazionale”. Amen

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