Deposito nazionale scorie per individuare il sito l’Ispra esclude i sismologi

Se davvero queste sono le premesse è facile trarre conclusioni, nemmeno tanto affrettate, sulla futura allocazione del deposito nazionale di scorie nucleari. L’Enea-Disp (Ente per le Nuove tecnologie, Energia e Ambiente – divisione sicurezza e protezione) negli anni 1989 -1990 effettuò uno studio per verificare se il deposito di munizioni di Pratola Peligna, con altri siti del demanio militare, avesse i requisiti per lo stoccaggio di rifiuti radioattivi. Lo studio collocò colle San Cosimo in ultima posizione. Checché se ne possa dire, la rassicurante dichiarazione del vice ministro della difesa nel 2007, Marco Verzaschi, trascurò di indicare che anche se ultimo della black list, tra le possibili discariche di materiale nucleare, Colle San Cosimo era il quarto (IV) in coda ad altri 3 siti di possibile stoccaggio delle scorie, dunque il deposito di munizione era adatto a contenerle, ma su quali basi? La domanda a questo punto non è solo dove, ma quando per decidere il luogo della discarica di rifiuti radioattivi. Si sceglierà un luogo dove l’opposizione di un manipolo di ambientalisti del posto farà il solletico e se l’attivismo nostrano diventerà fastidioso basterà imitare il gioco delle biglie per far schizzare via i granellini di sabbia. Parleranno di effetto nimby (not in my back yard) ‘non nel mio cortile’ schernendo le voci contrarie. Non si deve abbassare la guardia, con le rivelazioni di oggi de Il Fatto quotidiano non c’è davvero da stare allegri, in valle Peligna è allerta per comitati e ambientalisti.

San Cosimo Foto Maria Trozzi
San Cosimo Foto Maria Trozzi

Lo studio per individuare il luogo in cui installare la pattumiera radioattiva d’Italia, annunciata appena 25 anni fa e solo ora in via di individuazione, segue e precede la solita litania: ce lo chiede l’Europa. Di certo servirà, l’Italia ne ha bisogno se consideriamo come sono manutenuti depositi del genero all’estero e all’Est. Stoccare le scorie nucleari è indispensabile, ma i criteri per individuare il sito in cui depositarle per ora sembra escludere il fattore sismico e, a quanto pare, dal confronto tra gli esperti è estraneo il parere dei sismologi. Dato che nel deposito saranno stoccati anche 15 mila m³ di scorie nucleari ad alta attività dobbiamo davvero cominciare a preoccuparci perché mettendo subdolamente da parte il requisito delle sismicità si escluderebbe un appiglio, fondamentale, per allontanare lo spettro della discarica di scorie da colle San Cosimo, area  a massimo rischio sismico come d’altronde tutta la valle Peligna, a quanto pare snodo principale di una rete di sorgenti e di falde acquifere che ne riducono l’affidabilità per una struttura come il deposito nazionale. Sarà che i siti militari sono strutture antisismiche, ma la cosa davvero non rincuora. Desta preoccupazioni la pubblicazione del quotidiano on line, diretto da Peter Gomez, sull’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), organo incaricato dello studio di dettaglio per la individuazione dei siti candidabili a ricevere anche (ed oltre) 75 mila m³ di rifiuti radioattivi a bassa e media attività. Dunque l’Ispra esclude i sismologi dai lavori in questione. Per il territorio che dovrà ospitare la mega discarica radioattiva si presuppone che sia valutato anche il rischio sismico che invece è escluso tra i criteri di valutazione dell’area idonea al deposito. Non rimane che incrociare le dita se, nella ricerca del luogo più sicuro, l’Ispra non sta interessando la comunità dei geologi che, al contrario, ha un importante ruolo nel progetto per evirare problemi seri alle popolazioni che conviveranno con un deposito nazionale di rifiuti nucleari.

Al deposito di aggiungerà il contentino del Parco tecnologico e insieme, i due impianti, sono definiti strutture ambientali di superficie per mettere in sicurezza il 40% dei rifiuti radioattivi prodotti dalle attività di medicina nucleare dell’industria, dell’attività ricerca e per il 60% proverranno dallo smantellamento delle 4 centrali nucleari dismesse per raggiunti limiti di età e dopo il fragoroso sì nel referendum abrogativo del 1987. Gli scienziati che studiano i terremoti e li monitorano dovrebbero essere i primi a partecipare alla definizione della mappa del luogo più sicuro in cui seppellire, chissà per quanti anni, i rifiuti radioattivi. Molti altri Paesi europei avrebbero realizzato questi depositi a bassa e media attività, per lo stesso scopo, sarebbe interessante un parere da questi stati per capire se una procedura così impostata possa garantire sicurezza alle popolazioni che nei pressi del deposito nazionale dovranno sopportarne tutte le conseguenze in termini di salute e di altri gravi rischi, una procedura come quella che si sta portando in Italia, terra di terremoti e di faglie, è  regolare data la evidente sismicità della penisola. La partita del nucleare purtroppo si sposta sui depositi per le scorie stoccate ora in altri siti italiani, ma anche in Francia e in Gran Bretagna. A denunciare l’emarginazione dallo studio dei sismologi è l’ex presidente Ingv, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi e il dirigente  dell’Ingv, Massimo Chiappini, interpellato dall’Ispra solo in due incontri che a dire del dirigente hanno avuto carattere squisitamente personale (fonte Il Fatto) mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamento

Deposito nazionale scorie. Sottosegretario Vicari: ‘Presto il governo indicherà dove’ 05.10.2015

Base militare da dismettere. Anche la Pelino interroga il ministro della difesa 12.07.2015

Approfondimento

Dossier San Cosimo: il diritto di sapere 01.01.2014 

4 risposte a "Deposito nazionale scorie per individuare il sito l’Ispra esclude i sismologi"

Ask yourself if it is really necessary..

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.