Chiude l’Orto Botanico di Collemaggio. CoNAlPa:’La politica ambientale abruzzese è fallita’

L’Aquila. L’orto botanico di Collemaggio a L’Aquila chiude il 19 luglio. E’ preoccupato il Coordinamento nazionale alberi e paesaggio onlus per il futuro del sito naturalistico di valore storico-botanico d’interesse regionale, inserito su importanti network nazionali dedicati a parchi e giardini tra cui quello dei parchi più belli d’italia, il sito dell’associazione Parchi e giardini e l’Italian botanical heritage. 

Orto Botanico di Collemaggio Report-age.com 2015Parte del patrimonio floristico abruzzese é custodito negli 8 ettari d’orto botanico a Collemaggio, gestito dall’ amministrazione provinciale dell’Aquila,  a circa 700 m di quota. Il giardino garantisce la conservazione di habitat naturali, specie vegetali e in pericolo di estinzione, rappresenta inoltre uno dei centri più importanti della biodiversità. Nella sua collezione ci sono 350 specie di piante autoctone ed estremamente rare. Tutto questo tesoro botanico a breve potrebbe scomparire, a lanciare l’allarme è Alberto Colazzilli, coordinatore del CoNAlPa: “Da tempo l’orto botanico subisce chiusure a singhiozzo e l’estrema burocrazia politica ed economica si rende ancora protagonista in negativo. Circa 15 anni di attività volgono al termine per problematiche a quanto pare capitali, seguendo sempre la solita logica della mancanza di fondi. La totale chiusura dell’Orto Botanico di Collemaggio è un clamoroso fallimento della politica ambientale abruzzese, una catastrofe che si ripercuoterà sulla delicata e complessa strategia di tutela della biodiversità e delle piante rare abruzzesi.Orto Botanico di Collemaggio Report-age.com 2015 E’ per questo motivo che bisogna battersi con ogni mezzo possibile per far si che l’Orto Botanico di Collemaggio torni a vivere come in passato per continuare ad istruire le nuove generazioni sul valore della natura e delle piante particolari – conclude il presidente del Coordinamento alberi – il rischio di vedere un intero patrimonio botanico distrutto è altissimo, anche perché la mancanza di una manutenzione minuziosa delle collezioni potrebbe portare a una crescita incontrollata di erbacce con un degrado paesaggistico che sarà difficile da recuperare, con un ulteriore dispendio di forze, soldi ed energie per riqualificare il giardino”. mariatrozzi77@gmail.com

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