Cepagatti, Avezzano e Pratola migliori ricicloni, ma ai confini solo Monnezza

In Abruzzo il primato dei comuni ricicloni spetta a Cepagatti, in provincia di Pescara, nell’aquilano Avezzano e Pratola Peligna si distinguono. La domanda sorge spontanea: perché premiare dei comuni impegnati nella differenziata e nel riciclo quando molte discariche, abusive e non, infestano i confini di queste località che i sondaggi di Legambiente danno ai primi posti della classifica regionale del riciclo, virtuosi in che modo? Lo stato di salute delle periferie di questi territori è, nella maggior parte dei casi, spaventoso. Abbiamo documentato intere aree di periferia dove i cassonetti dell’indifferenziato sono sommersi di rifiuti e non del luogo, ma dei vicini di casa che lì vanno a buttare anche se il loro comune è famoso per praticare la famosa differenziata. Intere isole ecologiche deturpate e tramutate in cumuli di schifezze. Ne abbiamo già trattato in un documentato servizio dove le immagini si riferiscono a 3 diversi momenti dell’anno in cui si accumulano rifiuti di ogni genere proprio ai confini con i comuni ricicloni o che vantano una rigorosa raccolta differenziata porta a porta, inoltre sono tantissime le segnalazioni dei residenti delle periferie che sopportano e subiscono il peso e le conseguenze negative di intraprese azzardate, questione di cultura?

Aprile 2015 Stazione Introdacqua
Aprile 2015 Stazione Introdacqua

Scrive Legambiente, in un nota, che è Cepagatti, oltre 10 mila abitanti con il 75,5% di raccolta differenziata, il Comune riciclone abruzzese 2015, seguito da Avezzano, con il 65,8%. Va a Pratola Peligna (Aq), comune in cui è sindaco il neo presidente della provincia dell’Aquila Antonio de Crescentiis un riconoscimento. La cittadina, con meno di 10 mila abitanti, vince il premio Fater per la raccolta dei pannolini. È la XXII edizione del Premio comuni ricicloni di Legambiente e chi organizza non ha ancora pensato di considerare anche altri parametri per assegnare l’ambito riconoscimento che in Abruzzo quest’anno tocca ad una ventina di amministrazioni. In breve, la condizione dei comuni confinanti che soffocano nei rifiuti degli altri – che si distinguono – non viene ancora considerata tra gli elementi di valutazione, purtroppo. La percentuale di raccolta differenziata raggiunta da 21 comuni abruzzesi è del 65% come richiesto dalla normativa.  Per stabilire la classifica generale e la premiazione dei comuni è stato definito un metodo di valutazione che tiene conto della percentuale di raccolta differenziata raggiunta dai comuni nel 2014 e della valutazione delle buone pratiche (sic!) adottate dagli stessi. Dalla somma dei 2 indicatori è fatto derivare l’indice Ipac (Indice di prestazione ambientale del comune) che stabilisce la graduatoria finale.

Marzo 2015 Stazione Introdacqua
Marzo 2015 Stazione Introdacqua

 È troppo poco per valutare ed elevare al rango di ricicloni volgendo un attimo lo sguardo e limitandolo al singolo comune. Scrive Legambiente in una nota: “Dai dati emerge che sono 1.520 i comuni campioni nella raccolta differenziata dei rifiuti, per quasi 10 milioni di abitanti, il 16% dell’Italia che oggi ricicla e differenzia i rifiuti alimentando l’industria virtuosa del riciclo e del riuso, la cosiddetta “economia circolare”, parte di una nuova green economy che nel settore del riciclo e ridisegno dei prodotti vede 150 mila occupati.Nella classifica nazionale i Comuni Ricicloni quest’anno sono 192 in più e raggiungono la cifra di 1.520 municipi distribuiti in gran parte nel Nord-Est del Paese, con la novità della sostanziosa crescita delle località del Centro-Sud che vede aumentare i comuni virtuosi dal 18 al 25% del totale nazionale. Le esperienze di successo, dalla raccolta porta a porta al compostaggio domestico, sono quasi sempre supportate da una riduzione della tariffa sui rifiuti per chi separa bene i materiali e dalla promozione dei consumi responsabili: dal consumo dell’acqua, rinunciando alle bottiglie di plastica, all’abbandono della pratica dell’usa e getta. La dimensione demografica dei Comuni Rifiuti Free è ancora quella del piccolo comune con l’eccezione di Empoli (Fi), che conta 48 mila abitanti. Nello specifico, la classifica dei comuni ricicloni 2015, riguarda tutte le regioni con almeno un comune virtuoso per buona gestione del servizio di raccolta e avvio a riciclo. Con l’eccezione del Triveneto, le regioni del Nord Italia non brillano più: Lombardia e Piemonte sono abbondantemente surclassate dalle Marche e dalla Campania e tallonate da vicino dall’Umbria. Ormai la maggioranza dei comuni campani si avvicina alla soglia del 65%, con l’eccezione quasi unica del capoluogo. <È arrivato il momento di completare questa rivoluzione, – commenta Giuseppe Di Marco, presidente Legambiente Abruzzo – replicando le buone pratiche già consolidatesu tutto il territorio regionale e puntando su azioni pionieristiche. Vanno realizzati impianti finalizzati alle attività di riciclaggio e riuso, facendo diventare il ciclo integrato dei rifiuti gerarchico anche sotto il profilo dei costi: serve un nuovo sistema di incentivi e disincentivi per fare in modo che la prevenzione e il riciclo siano più convenienti, anche economicamente, rispetto al recupero energetico e allo smaltimento in discarica. Per ridurre gli smaltimenti illegali di rifiuti, speciali e non, poi deve essere completata la rete impiantistica ed è fondamentale aumentare la qualità e l’efficienza del sistema dei controlli ambientali. Ma per farlo serve un grande progetto  trasversale che metta insieme tutte le migliori energie di questa regione per portarla verso un Abruzzo rifiuti free. Chiediamo che si proceda rapidamente con il nuovo piano e che torni operativo al più presto l’Osservatorio regionale sui rifiuti>. Durante la premiazione di Comuni ricicloni 2015, Legambiente ha lanciato il Manifesto dei 1.500 comuni e dei cittadini ricicloni per un’Italia rifiuti free e per un’economia circolare made in Italy. Dieci proposte per un’Italia libera dall’emergenza rifiuti, perché capace di lasciarsi alle spalle le croniche emergenze e i conseguenti disastri ambientali grazie alle sempre più numerose esperienze di gestione sostenibile. Occorre però replicare le buone pratiche di gestione su tutto il territorio nazionale, costruendo tanti impianti finalizzati alle attività di riciclaggio e riuso, facendo diventare il ciclo integrato dei rifiuti gerarchico anche sotto il profilo dei costi: serve un nuovo sistema di incentivi e disincentivi per fare in modo che la prevenzione e il riciclo siano più convenienti, anche economicamente, rispetto al recupero energetico e allo smaltimento in discarica. Per ridurre gli smaltimenti illegali di rifiuti, speciali e non, poi deve essere completata la rete impiantistica ed è fondamentale aumentare la qualità e l’efficienza del sistema dei controlli ambientali, ancora troppo a macchia di leopardo sul territorio nazionale. Nel dossier, presentato sono riportate alcune esperienze esemplari, selezionate tra i vincitori dell’anno. Parma, che nel giro di 2 anni ha saputo non solo incrementare la differenziata, ma anche ridurre la produzione pro capite del 9%, è il primo comune con 200 mila abitanti ad aver superato il 65% di differenziata, un esempio per le città più grandi” si conclude così il papiro ambientalista.

Approfondimento

Rifiuti in valle Peligna. Confini al collasso: sempre più rari i contenitori dell’indifferenziato 28.06.2015

Comuni rinnovabili: Rapporto 2014

Nel 2013 in Italia la produzione di energie pulite ha garantito il 32,9% dei consumi elettrici e circa il 15% di quelli complessivi.

Oltre 700 mila impianti tra elettrici e termici sono diffusi nel 100% dei Comuni italiani.

Rapporto Legambiente Comuni rinnovabili 2014

Rapporto Legambiente rinnovabili 2014
Comuni 100% rinnovabili rapporto Legambiente 2014

Comuni 100% rinnovabili. Sono 2 mila 629 in Italia* che producono più energia di quanta ne consumino i residenti grazie all’utilizzo di impianti per fonti di energia rinnovabili: mini-idroelettrica, eolica, fotovoltaica, da biomasse o geotermica. Per la parte termica sono solo 76 in Italia i comuni che superano il fabbisogno per mezzo di installazioni di teleriscaldamento collegati a impianti a biomassa o geotermici. Nella tabella sono indicati i 29 Comuni 100% rinnovabili che con impianti a biomasse allacciati a reti di teleriscaldamento e un mix di impianti diversi da fonti rinnovabili riescono a soddisfare e superare, spesso ampiamente, i fabbisogni energetici dei cittadini residenti. L’elenco premia proprio la capacità di sfruttare nella maniera più efficace i mix delle diverse fonti di energia. Assenti completamente dalla lista i comuni abruzzesi.


* In totale i Comuni italiani sarebbero 8 mila e 57 (dati al 22 febbraio 2014*Codici Comuni, Province e Regioni, ma nella elaborazione Ancitel 2014 se ne contano 8 mila e 59  da Comuninverso


2 risposte a "Cepagatti, Avezzano e Pratola migliori ricicloni, ma ai confini solo Monnezza"

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