Nuovo ospedale di Sulmona: un incubo senza fondo e senza concessione

Sulmona (Aq). Nel 2013 la Asl 1 lancia la sfida per un santissima Annunziata di Sulmona nuovo di zecca che, dopo tanta fatica, è incluso nella Programmazione generale (approvata con Delibera del Direttore generale n. 479 del 18 aprile 2013). Più difficile della traversata dell’Everest, l’adeguamento è un’impresa titanica. Non tanto per l’entità degli interventi, dopo le Piramidi d’Egitto tutto è possibile, quanto per la realtà peligna dove chi amministra, a velocità inaudita, lavora solo di fantasia e fa mancare la concessione edilizia 7 mesi dalla posa della prima pietra del nuovo ospedale.       Prima parte

Silveri in prima fila Foto Trozzi Report-age.com 2014
Giancarlo Silveri

Maria Trozzi

Tutto par cambiare per non cambiare mai, così la novità di un adeguamento dell’ospedale Peligno si metabolizza, come tutte le novelle, quando la cosa è già vecchia e decrepita. Non a caso i sulmonesi si fissano alle loro abitudini: quel blocco del santissima Annunziata, quasi fatiscente e mezzo inagibile, viene indicato ancora come Ala nuova, ci sono affezionati.

Nonostante conosca usi e costumi dei Peligni, il dirigente generale Asl 1, Giancarlo Silveri, resta  ottimista e mette a punto il progetto per l’intervento, un nuovo ospedale e adeguamento del vecchio. Regola, ordina il fiducioso manager e condivide con la cittadina le importanti novità a cavallo tra il 2013 e il 2014. Popolo scettico i sulmonesi, non per mancanza di fiducia nel manager ci mancherebbe, ma conosco bene le dinamiche e se ne lamentano per nulla, non per invertire la rotta. Intanto Silveri attiva le procedure necessarie e coordina i passaggi essenziali con prestigiosa diplomazia per mettere d’accordo i locali e i regionali, concretizzando il progetto e recuperando i finanziamenti necessari. Passa quasi liscia la prima fase sulla fornitura di attrezzature, arredi e la realizzazione di 2 sale operatorie, una dedicata al Day surgery con servizi annessi. L’appalto viene aggiudicato per 2 milioni e 300 mila euro (1). Sale un tantino il prezzo condiviso con l’impresa, in corso d’opera sono quasi 561 mila euro in più. Due operai restano in posa nel cantiere delle camere operatorie, l’11 dicembre, a guardare le commoventi scene della cerimonia per la collocazione della prima pietra del nuovo nosocomio, la stessa che ad oggi i sulmonesi vorrebbero restituire. I lavori per le due sale sarebbero ancora in corso, ma di questi tempi non si sa mai, fa troppo caldo.

Nonostante i dati confortanti sulle nascite in Abruzzo, il grafico della curva bebè tira dritto per le viscere della terra a Sulmona dove la legge dei numeri diventa fredda e asettica, ma la dirigenza Asl 1 non si scoraggia e per buon auspicio mette a punto anche il nuovo blocco parto. Altra fatidica impresa da 1 milione e 150 mila euro (2) che sfuma, la gara non viene espletata, Silveri deve fare marcia indietro. A febbraio 2015, con Decreto n. 10 che dispone sui punti nascita abruzzesi, il Commissario ad acta, Luciano D’Alfonso, decide di chiuderli ad Ortona (Ch), Penne (Pe), Sulmona e Atri (Te). Siamo ad un passo dall’uscita dal commissariamento e non si può tornare indietro, si  giustifica il governatore. A lacrime e sangue finisce la sanità di periferia, affidata all’occhio integerrimo della matrigna spending review e dell’austerity Piano di rientro, si accompagnano invece tante attenzioni e tenerezze per la sanità del capoluogo adriatico figlio prediletto, assecondato, viziato e favorito ampiamente, anche se un po’ capellone. Le nuove palazzine per ospitare gli uffici Asl, direzione Pescara, impegnano un capitolo di spesa inizialmente di 3 milioni di euro. Una svista incorreggibile, ancora una volta D’Alfonso non può tornare indietro tanto che i costi per la singolare operazione d’acquisto lievitano ulteriormente, altri 4 milioni di euro. Sulla vicenda indaga il Movimento 5 Stelle.

A Sulmona. La messa in sicurezza e il miglioramento sismico delle strutture dell’Ala non più nuova dell’ospedale, inclusi nel Programma generale alla voce interventi edilizi di rinforzo, adeguamento e riparazioni dell’edificio di viale Mazzini costeranno 4 milioni 200 mila euro (3), l’appalto sarebbe in corso d’esecuzione per un importo totale di 4 milioni 170 mila euro, ma ora fa caldo a tirar su una Mont blanc per autorizzare pesa davvero troppo.

Reperire fondi è il problema principale per il corpo di fabbrica che deve resistere ai terremoti, è indispensabile in una valle a massimo rischio sismico. Come fare? Non si arrende Silveri, ne sa una più del diavolo e anche in questa occasione  trova la formula giusta: il partenariato pubblico e privato. La realizzazione della nuova struttura sanitaria antisismica sarà assicurata a Sulmona impegnando 23 milioni di euro (4) da trasformare in moduli prefabbricati d’avanguardia che si svilupperanno sul versante di via Montesanto dell’ospedale. Per dare alla città quello di cui ha bisogno si ricorrere ad una locazione finanziaria in costruendo, in breve, l’appalto prevede la corresponsione di una rata mensile di 1 milione 670 mila 247,36 euro (durata ventennale) con possibilità di riscatto anticipato della Asl. Fermi tutti, dopo mesi dalle cerimonie politiche per l’avvio dei lavori, oltre al nulla e al nulla  osta dei vigili del fuoco, per partire mancano ancora il parere del genio civile, l’autorizzazione della Regione e del comune. Prima era troppo freddo ora è caldo torrido e le dita intorpidite  non portano ad altezza giusta la penna per la concessione.

Nella previsione di spesa sono da aggiungere 2 milioni di euro per la demolizione (totale o parziale) dell’Ala vecchissima del presidio, inagibile(5), i lavori saranno messi in opera non appena sistemeranno i moduli, quelli ancora orfani di concessione edilizia. Siamo all’effetto domino, alla catena di sant’Antonio: se non si fa un lavoro non si può procedere con il successivo e per gli altri si possono perdere fondi importanti. Sono segnati altri 7 milioni di euro previsti per il miglioramento funzionale dell’Ala non proprio nuova, in base agli stanziamenti assegnati dalla legge 67/88  (art.20)  (6). Sono in programma interventi di viabilità per i parcheggi e la sistemazione delle aree esterne, sono ancora da contabilizzare, ma solo se partirà tutto il resto: messa in sicurezza della non più Ala nuova, realizzazione dell’impianto fognario e del resto necessario per l’istallazione dei moduli di nuova generazione e così i lavori di demolizione con gli altri funzionali e poi tutto il cucuzzaro. La proverbiale tradizione sulmonese è di quelle che fa le pentole e non i coperchi,  vorrebbe dire: Silveri Santo subito!

Torta della posa della prima pietra Nuovo Ospedale Sulmona Report-age.com 2014
Depliant sulla torta a forma di mattone e senza ciliegine della cerimonia della posa della prima pietra del nuovo ospedale di Sulmo: igiene e qualità!

Ciliegina sulla torta. Il 26 febbraio 2013 l’Azienda sanitaria locale affida, con contratto, la manutenzione ordinaria e straordinaria dei suoi immobili alla ditta Olicar spa che esegue per gli edifici Asl Sulmona lavori per 118 mila 002,53 euro nel 2013 e la bellezza di 251 mila 359,69 euro di lavori lo scorso anno. Sono in corso di esecuzioni alcune lavorazioni di rilievo che prevedono l’adeguamento della cabina elettrica 2 e i lavori per l’adeguamento della sezione emergenze a servizio del presidio ospedaliero.

 

Non raccontiamo la solita balla che investono solo briciole per la sanità a Sulmona, stormi di uccelli hanno costruito i loro imperiosi nidi con i soldi dedicati al presidio peligno. Di chi è la colpa se siamo arrivati a questo punto?  mariatrozzi77gmail.com

Aggiornamento

Chiude il Centro trasfusionale a Sulmona e Avezzano. CasaPound e Sovranità contro i tagli alla sanità 08.07.2015

2 risposte a "Nuovo ospedale di Sulmona: un incubo senza fondo e senza concessione"

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