Bloccare le Trivelle nelle 12 miglia con un Referendum: Abruzzo occorre far presto

Roma. Stop trivelle, ma soprattutto se le proposte di legge hanno fallito riuscirà il voto dei cittadini ad impedire che altre piattaforme siano installate a meno di 20 chilometri dalla costa Italiana (12 miglia – 19,312 km ). Ai massimi rappresentanti delle regioni è stato chiesto di deliberare per un Referendum abrogativo che metta fine alla vergognosa sanatoria delle trivelle entro le 12 miglia, in prossimità delle coste italiane. L’attività di pressione dei gruppi ambientalisti sarà concentrata, in questi 2 mesi, sui massimi rappresentanti regionali, pacificamente, affinché almeno 5 consigli regionali, entro fine di settembre, decidano di risolvere la questione delle 12 miglia con l’unico strumento di democrazia diretta rimasto. 

Manifestazione NO Ombrina Report-age.com 2015“Occorre far presto – avvertono i No triv – è necessario che la richiesta referendaria venga depositata entro il prossimo 30 settembre, affinché si possa andare al voto a primavera del 2016, altrimenti i procedimenti per le piattaforme riavviati dall’art. 35 del Decreto sviluppo arriveranno rapidamente a conclusione, anche grazie all’accelerazione impressa dallo Sblocca/sporca Italia. La spada di Damocle in Abruzzo è Ombrina, Elsa, Rospo mare e interessa diversi altri permessi di ricerca di fonti fossili sulla costa dei Trabocchi destinata a finire in pasto ai petrolieri. “Gli effetti delle attività previste nei progetti produrranno sconvolgimenti irreversibili in termini ambientali, sociali ed economici rispetto ai quali le istituzioni non possono restare a guardare, inerti- sottolineano in una nota l’associazione a Sud e il coordinamento nazionale – Le Regioni si coordinino tra loro attivando prontamente un Tavolo permanente di confronto ed approfondimento e promuovano un’azione istituzionale congiunta per deliberare un referendum d’abrogazione dell’art. 35 del Decreto Sviluppo. La necessità di un intervento è immediata abbiamo recapitato ai governatori ed ai presidenti dei consigli di tutte le Regioni italiane la nostra proposta referendaria e l’analisi delle disposizioni che potrebbero essere sottoposte ad abrogazione” concludono gli ambientalisti italiani.

Con il Decreto Prestigiacomo, nel 2010, molte richieste presentate dai petrolieri, al fine di ottenere permessi o concessioni, vennero di fatto bloccate. Il decreto legislativo n. 128/2010, firmato dall’allora ministro per l’ambiente, Stefania Prestigiacomo, aveva previsto distanze minime tra la costa e le aree d’attività pari a 5 miglia marine ovunque e 12 miglia in presenza di un’area marina o costiera protetta inibendo, così, parte delle ambizioni industriali per quei gruppi Oil & Gas interessati a progetti estrattivi prossimi alle coste nazionali. Nel 2012, poi, il ministro dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti, Corrado Passera, ha ampliato il divieto di esercizio delle attività petrolifere con il decreto sviluppo, estendendolo alle trivellazione sulla costa italiana e sino alle 12 miglia marine, ma stabilendo che il limite non dovesse interessare i procedimenti bloccati nel 2010 dal decreto Prestigiacomo. Vietare per il futuro l’esercizio delle attività di estrazioni in mare entro le 12 miglia marine non è servito se è stato sbloccato l’iter per tutte le istanze già presentate per trivellare, attività che metteranno sotto assedio soprattutto l’Adriatico. Il Decreto sviluppo 2012 ha sanato la gran parte dei progetti prossimi a  trasformarsi in permessi di ricerca e coltivazione di gas e petrolio interessano soprattutto il canale di Sicilia, il mar Ionio e il mare Adriatico dal Salento fino a delta del Po’

 Istanze di concessione di coltivazione in mare

Nome/Società/Area (kmq)/Localizzazione/Interferenza con aree interdette ex D. Lvo 128/2010

*d 1 G.C-.AG/Eni – Edison/171,7/A sud di Pantelleria/Totale
*d 2 G.C-.AG/Eni – Edison/142,6/Canale Sicilia Parziale
*d 6 F.C-.AG/Eni/76,69/ Mar Jonio, Calabria/Totale
*d 23 A.C-.AG/Agip/58,32/Mare Adriatico Veneto/ Parziale
*d 26 B.C-.AG/Eni/58,48/Mare Adriatico Abruzzo/Parziale
*d 30 B.C-.MD/RockHopper Italia/109,2/Mare Adriatico Abruzzo/ Totale
*d 39 A.C-.EA/Eni/103,6/Mare Adriatico Emilia-Romagna/ Parziale

Istanze di permesso di ricerca in mare

Nome/Società/Localizzazione/Interferenza con aree interdette ex D. Lvo 128/2010

*d 29 G.R-.NP/Northern Petroleum Ltd – Petroceltic Italia/ Canale di Sicilia/Parziale
*d 30 G.R-NP/Northern Petroleum Ltd/Canale di Sicilia/Parziale
*d 33 G.R-.AG/Eni – Edison/Canale di Sicilia/Parziale
*d 59 F.R-.NP/Northern Petroleum Ltd/Mar Jonio, Calabria/ Parziale
*d 61 F.R-.NP/Northern Petroleum Ltd /Mare Adriatico, Puglia/ Parziale
*d 67 F.R-.AG/Eni/Mar Jonio, Golfo di Taranto/Totale
*d 68 F.R-.TU/Transunion Petroleum Italia-Nautical petroleum/mar Jonio,golfo di Taranto,Basilicata e Calabria/Totale
*d 73 F.R-.SH/Shell Italia EP/ Mar Jonio, Golfo di Taranto, Basilicata e Calabria/Totale
*d 74 F.R-.SH/Shell Italia EP/ Mar Jonio, Golfo di Taranto, Calabria/ Totale
*d 148 D.R-.CS/Apennine Energy/Mar Jonio, Golfo di Taranto, Basilicata/Totale
*d 149 D.R-.NP/Northern Petroleum Ltd/Mare Adriatico, Puglia/Parziale
*d 151 D.R-.EL/Petroceltic Italia/Mar Jonio, Golfo di Taranto, Calabria/Parziale
*d 168 A.R-.PV/Po Valley Operat.Pty Limited/Mare Adriatico, Delta del Po/Parziale
*d 358 C.R-.EL/Northern Petroleum Ltd – Petroceltic Italia/Canale di Sicilia/Parziale
*d 361 C.R-.TU/Transunion Petroleum Italia – Nautical Petroleum/Canale di Sicilia/Parziale
*d 363 C.R-.AX/Audax Energy/Canale di Sicilia/Parziale
*d 494 B.R-.EL/Petroceltic Italia/Mare Adriatico, Abruzzo/Parziale

mariatrozzi77@gmail.com

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6 risposte a "Bloccare le Trivelle nelle 12 miglia con un Referendum: Abruzzo occorre far presto"

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