Direttive Uccelli e Habitat troppo efficaci: l’Europa vuole cambiarle. Rischi per l’Abruzzo

É sotto pressione anche la normativa sull’Ambiente nell’Unione europea, nel Continente qualcuno vorrebbe imitare la peggiore abitudine del Bel Paese che disfa, masochismo allo stato puro, tutto ciò che di buono è rimasto. Forse è per questo che si tenta di modificare la disciplina europea sulla Natura, migliaia di specie di uccelli, farfalle, cervi, lupi, orsi, ma anche piante, fiori, fiumi, laghi sono protetti sin troppo bene dalle norme comunitarie considerate tra le migliori al mondo per la tutela dell’Ambiente. Senza di loro molte specie, uniche in Europa, potrebbero scomparire per sempre, anche in Abruzzo.

Orso, mamma e figlio Immagine di copertina, fonte http://linkursore.altervista.org/wp-content/uploads/2014/03/Mamma-e-figlio-orso.jpg
Immagine di copertina Altervista.org

Per il Wwf, come per altre centinaia di organizzazioni ambientaliste d’Europa, la disciplina europea rappresenta una barriera contro il rischio concreto di perdita della biodiversità, considerato che ad oggi il 60% degli animali e delle piante e il 77% degli habitat del vecchio Continente sono garantiti e tutelati anche se a rischio. Questo grazie al sistema creato dalla Direttiva Uccelli e dalla Direttiva Habitat. A qualcuno però brucia la terra sotto i piedi per la normativa in grado di proteggere oltre 1 milione di Km² di territorio europeo (18% del totale) a cui si aggiungono altri 300 mila Km² a mare. Per proteggere habitat, specie animali e vegetali in tutti i Paesi dell’Unione europea sono stati individuati Siti di interesse comunitario (Sic) e Zone di protezione speciale (Zps) che costituiscono la Rete natura 2000, l’insieme di aree naturali più grande al mondo il cui compito è quello di difendere la biodiversità del nostro continente. “Contro questo sistema è in atto una pressione sulle Istituzioni europee affinché siano riviste le Direttive Habitat e Uccelli introducendo deroghe e scappatoie – è l’allarme lanciato oggi dal Wwf – Esiste il rischio concreto che la Commissione europea indebolisca queste normative, cancellando decenni di progresso nella protezione dell’ambiente”. Sino al 24 luglio si può far sentire la propria voce, contro questi interventi legislativi, partecipando al sondaggio europeo sul sito naturealert.eu/it Con la campagna Allarme natura! il Wwf chiede, insieme a decine e decine di associazioni in tutta Europa, di difendere queste normative e con esse le 27 mila aree e le mille specie tutelate in Europa, partecipando alla consultazione popolare on-line che durerà sino al 24 luglio per decidere il destino della tutela della natura in Europa. E’ un atto concreto in difesa della natura, partecipando al sondaggio e inviando le risposte al questionario. Ad oggi sono già oltre 300 mila i cittadini europei che hanno deciso di contribuire al successo della Campagna. “È necessario contrastare questo attacco che mina le basi stesse della tutela ambientale in Europa, considerando che gran parte delle leggi nazionali in materia di protezione della natura deriva dalla normativa europea – dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale del Wwf Italia – Ad esempio, le norme comunitarie sono importantissime anche per tutelare la natura abruzzese: ad oggi in Abruzzo sono stati individuati 58 siti che fanno parte della Rete Natura 2000 e attraverso i finanziamenti europei legati alla tutela di specie e habitat è stato possibile portare avanti importanti interventi di conservazione su specie simbolo della nostra regione come il Camoscio d’Abruzzo e l’Orso bruno marsicano”.

Per il Wwf è importante far sentire la propria voce perché quello di cui la biodiversità europea ha bisogno è di una piena applicazione delle normative di tutela in tutti i Paesi, a cominciare dall’Italia, non certo di una riscrittura del corpo delle regole preziose e valide tuttora.

Allarme Natura

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