Detenuto in fin di vita torna a casa, da oggi potrà curarsi in una struttura idonea

Carcere Sulmona Report-age.com 2014Sulmona (Aq). Il giudice di sorveglianza finalmente risponde alla figlia del detenuto che con una grave malattia restava recluso, in fin di vita. L’appello lanciato è stato ascoltato, l’uomo sarà curato in un struttura ospedaliera specializzata anche se la malattia sembra non dare scampo, comunque torna a casa.

Da notizie ufficiose il magistrato di sorveglianza si è finalmente pronunciato, positivamente, per il trasferimento a casa di Gennaro Tuccillo, 56 anni, che era detenuto presso la casa di reclusione di Sulmona ed è gravemente malato tanto che i sanitari del carcere avevano più volte confermato che non doveva restare nel penitenziario dove non sono praticabili le cure di cui ha urgente bisogno. Nella rete carceraria, con riferimento a determinate patologie, non esistono istituti che rendano compatibile il regime detentivo con lo stato di salute di chi deve scontare la pena, ma è malato. Così è per il padre di questa ragazza, proprio per questo il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ne ha disposto il trasferimento nel reparto di medicina dell’Ospedale san Salvatore dell’Aquila. Istanze e solleciti per il ricovero in una struttura sanitaria specializzata erano state presentate dai legali dell’uomo e dai medici all’ufficio di sorveglianza. Oggi finalmente il detenuto può rientrare a casa e così avrà la possibilità di curarsi e di stare con i familiari. L’Ufficio di sorveglianza dell’Aquila, dopo una quindicina di giorni, ha risposto all’appello disperato di Teresa Tuccillo per il padre che, tra la vita e la morte, ha dovuto combattere anche questa battaglia, non da solo, fortunatamente ha accanto una donna meravigliosa, sua figlia. Ora Tuccillo potrà essere curato in una struttura ospedaliera idonea e insieme alla sua famiglia affronterà la malattia a casa. mariatrozzi77@gmail.com

Approfondimento 

Ristretti Sulmona: detenuto in fin di vita, ma il sistema rimanda la decisione; l’appello della figlia 18.06.2015

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