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Legge su centrali e gasdotti. Di Plinio: ‘Vero e proprio sbarramento alla realizzazione’

Chieti.A dare un’accelerata alle novità legislative regionali per la costruzione delle centrali di spinta del metano in Abruzzo è stata, di certo, l’esplosione del gasdotto a Mutignano, frazione di Pineto, in provincia di Teramo. Si è dato seguito così alla promessa dell’assessore regionale all’ambiente, Mario Mazzocca, che si è impegnato a bloccare la realizzazione di nuovi gasdotti e centrali in Abruzzo.

Aggiornamento

Una promessa legata alle forti preoccupazioni che le dimensioni della condotta teramana esplosa destavano, il tubo misura metà del diametro calcolato per il metanodotto Rete adriatica la cui appendice, la centrale di compressione del gas naturale da realizzare a Sulmona, sta per essere autorizzata. Domani a Roma la Regione potrà far valere questa nuova legge regionale nell’incontro con la Presidenza del consiglio dei ministri. Una disciplina che frappone ora un serio ostacolo alla costruzione dell’impianto in valle Peligna, uno sbarramento vero e proprio. Così Giampiero Di Plinio, Ordinario di Istituzioni di diritto pubblico nell’Università D’Annunzio di Chieti, definisce le modifiche alla legge regionale che ha avuto modo di esaminare. Integrazioni e variazioni approvate dal consiglio regionale, l’ultima decade di maggio, con la legge regionale n. 100 che modifica parte dei Provvedimenti urgenti disposti a tutela del territorio regionale (L.r. n. 2 del 2008). Gli interventi legislativi di maggio, Legge regionale 13 dell’8 giugno 2015, aiutano la causa che, partita come questione ambientalista, ora coinvolge davvero tutte le popolazioni i cui territori saranno attraversati dal tubo mastodontico. Le integrazioni apportate alla legge regionale n. 2 del 2008 impongono che le centrali di spinta del gas metano, strumentali ai gasdotti e ai metanodotti, possano essere installate solo su aree e nuclei industriali dove l’impatto ambientale e il rischio sismico sono minori. Aiuta anche l’intenzione regionale di rendere finalmente operativo ed efficace il Piano regionale della qualità dell’aria. “La modifica alla legge regionale del 2008 è scritta bene e non saprei fare di meglio” sono parole del Professore Giampiero di Plinio, già Ordinario di Diritto pubblico comparato.

Giampiero Di Plinio

Giampiero Di Plinio

Per il docente dell’Università degli studi di Chieti, la legge regionale così modificata è effettivamente un serio ostacolo se non un vero e proprio sbarramento per la realizzazione di metanodotti e gasdotti. “Resta aleatoria tuttavia la posizione che prenderà la Corte costituzionale, in caso di impugnazione del governo, ma anche sui ricorsi in atto contro il Salvaitalia. Purtroppo abbiamo un organo di stampo sharaitico, e il suo potere è tale da stroncare, se si muove nella direzione per noi sbagliata, definitivamente ogni nostra speranza. La composizione attuale, inoltre, conferma la tradizionale impostazione centralistica della Corte” chiarisce il Professor di Plinio.

Dunque il docente di diritto dell’università degli studi di Chieti mette in guardia sulla possibilità (affatto remota) che questa legge regionale, come in passato è accaduto per altre approvate dal consiglio regionale d’Abruzzo, possa essere impugnata dal governo nazionale e giudicata incostituzionale dalla Corte. Per non fasciare la testa prima del previsto, il passaggio voluto dall’assise regionale è comunque un passo avanti apprezzato dagli ambientalisti abruzzesi, la proposta di modifica è partita dai consiglieri Pierpaolo Pietrucci e Andrea Gerosolimo, quest’ultimo originario della valle Peligna dove la Snam, dal 2004, le sta provando tutte per ottenere le autorizzazioni necessarie alla realizzazione di un mega impianto di compressione del gas naturale, considerato però dalla multinazionale una semplice appendice del metanodotto Rete adriatica. É una centrale che occuperà diversi ettari di terreno (3 ha – ettari), da piazzare in area a massimo rischio sismico, all’ingresso del Parco nazionale della Maiella, punto in cui non è individuato alcun nucleo industriale, anche se in passato  l’intenzione era di costituirlo. Dunque la centrale prevista in località Case Pente, oltre ai camini con le loro emissioni inquinanti, avrà 4 linee di collegamento e un quinto tubo che proseguirà il suo percorso verso Foligno. Tutte le condotte misureranno 1.200 mm di diametro ognuna e avranno una pressione di gran lunga superiore a quella della centrale interessata dall’incendio nei pressi di Ravenna, il 10 dicembre 2014. L’esplosione ha sconvolto non poco la comunità della frazione sant’Antonio con fiamme, alte oltre 30 metri. L’incendio in quel caso si sviluppò nella centrale di via sant’Alberto, il cosiddetto nodo del ravennate, terra della Snam, che scalda il metano prima che venga immesso nella rete nazionale. Quella da costruire tra le braccia degli Appennini abruzzesi, nella conca Peligna,  spingerà il metano a Nord, passando per le condotte del Sulmona- Foligno, frazione del mega gasdotto della società italiana che punta a diventare hub del gas a livello europeo. Nel tratto Sulmona-Foligno (lungo 169 km) la condotta (1,20 cm di diametro, più del doppio di quella esplosa a Pineto) interessa numerose faglie attive delle località dell’Abruzzo aquilano, profondamente provato dal terremoto del 2009, nonché le faglie di Umbria e Marche già colpite dal terremoto del 1997. Nonostante l’opera sia unica, le Valutazioni di impatto ambientale (Via) sono state suddivise in tante parti quanti sono i segmenti che compongono il serpentone che attraverserà lo stivale. Procedura che i comitati ambientalisti considerano davvero singolare e che contestano a viva voce.

In vista dell’incontro di domani alla Presidenza del consiglio dei ministri, la Regione farà valere anche la nuova legge, in aggiunta ad altre disposizioni rimaste inattuate, come la Risoluzione parlamentare e la norma regionale che regola il confronto con il governo nazionale per esigere l’istituzione di un tavolo tecnico e tempi adeguati per la valutazione di proposte alternative rispetto al progetto della Snam.

 mariatrozzi77@gmail.com

Legge regionale n. 2 del 2008 modificata

Aggiornamenti 

Legge sbarramento antigasdotto e centrale impugnata dal governo 18.07.2015

Ambientalisti sulmonesi: “Snam beffarda, governo arrogante e Regione in ritirata” 11.06.2015

Centrale Snam Sulmo da spostare più in là? No! Nulla di fatto alla Conferenza di Servizi 10.06.2015

Approfondimenti

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Il comunicato in merito alla novità legislativa dei Comitati cittadini ambiente Sulmona 28.05.2015

Articoli su Centrale Snam Sulmo

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