Festa universitaria a Chieti. Non sapevano di distruggere le antenne del laboratorio. Stoppa: “Facciamo conoscere a tutti la scienza”

Campus via vestini Chieti università Report-age.com 2015
Le apparecchiature registrano il momento dell’attacco al centro studi

Chieti. Non sapevano cosa distruggevano quando, in piena notte nel Campus, hanno preso di mira le antenne, le apparecchiature del Laboratorio di analisi elettro-magneto-tellurica, mandando in tilt la stazione di rilevamento che è parte di una rete mondiale di misurazioni sismiche. Trenta minuti di buio mentale, non sapevano che all’Università ci fossero attrezzature del genere e a questo punto il responsabile del nodo, quello di Chieti scalo che registra i segnali preparatori del terremoti per capire se si possono prevedere, non può che scrivere una lettera aperta al direttore del DiSPUTer, Professor Rino Stuppia  chiedendo al Dipartimento di scienze psicologiche della salute e del territorio, a parte il giusto sostegno per portare avanti la ricerca del centro, ma soprattutto di coinvolgere i cittadini e di divulgare la Scienza. Sarà necessario avvicinare il linguaggio degli scienziati a quello della gente per comunicare e incuriosire sui risultati delle ricerche e sugli studi che possono sembrare incomprensibili, forse fantascientifici e improbabili, ma che consentono oggi di fare un passo avanti perché nel centro del Campus si elaborano dati, elementi, situazioni ed eventi per prevedere eventi sismici, in pochi però lo sanno. Dopo la devastazione di sabato notte, per 2 settimane, il centro purtroppo sarà inservibile.

Cos’è il Laboratorio elettro-magneto-tellurica  

Contenitori di birra in un chiosco sul margine esterno del Campus universitario di via dei vestinii
Contenitori di birra in un chiosco sul margine esterno del Campus universitario di via dei Vestini (Foto del 8.6.2015)

Nicola D’Ambrosio, coordinatore dell’associazione Azione universitaria invia questo pomeriggio una mail sulla notizia da noi pubblicata: “Nel suo  articolo lei ci indica come colpevoli dell’atto, adducendo inoltre alla mia associazione le colpe dell’accaduto, indicando tra l’altro la responsabilità di una zona che non era sotto la nostra sorveglianza.  Dubito che dal docente siano andati i colpevoli del fatto.  Le uniche persone ad andare da lui oggi sono stati i ragazzi di Azione Universitaria che hanno, oltre ad aver posto le scuse, specificato come non a conoscenza del fatto che servisse una sorveglianza particolare  per quelle aree (e non come cita l articolo il “non sapevamo delle antenne “) poiché aree, ripeto distanti dal luogo dell’evento. Abbiamo inoltre specificato come l’iniziativa era il culmine di una 3 giorni dedicata articolo la solidarietà ed ampiamente corredata di attività culturali piene di contenuti non una semplice “sagra” come cita qualche invidioso.
Ritengo grave sopratutto l’accostarci a tali gesti che, come espresso in un comunicato da noi rilasciato ieri sera, non hanno nulla a che vedere con la realtà universitaria, sono tutti altro da combattere. Specifico come infine la direzione dell’università abbia mosso le sue indagini anche verso l’intenzione di un gesto premeditato da invidiosi interessati solo a rovinare l’immagine dell evento. Mi spiace e ritengo inopportuno che la mia associazione possa passare come promotrice o responsabile di tali vandalismi, visto il taglio dell’inserto”.

Le antenne distrutte erano state installate dal 2011. All’interno di un Campus universitario come quello teatino la risposta data pare davvero assurda, ma sarebbe stata riferita ingenuamente al responsabile del centro, Francesco Giovanni Maria Stoppa che così ci racconta, il ricercatore ancora non riesce a credere ai suoi occhi e alle sue orecchie e sta provando a capire perché un gesto così insensato da una generazione che, accolta in una università così prestigiosa come la Gabriele D’Annunzio di Chieti, dovrebbe invece proteggere la scienza e sostenere la ricerca proprio perché riguarda gli studenti universitari, ragazzi. E poi, pezzo di carta alla mano, master e tante specializzazioni in testa, si è costretti a espatriare. Non sanno quello che fanno? Il semplice fatto di distruggere qualcosa in una università senza chiedersi cos’è è un paradosso per chi, giovane e genio che sia, s’impegna a contribuire a migliorare il mondo e a far funzionare a perfezione i meccanismi del ragionamento e della conoscenza per fermare la distruzione in atto ovunque, anche questo è Università, ma facendo un passo indietro, non vale se manca una premessa: l’educazione ricevuta.

Campus universitario
Sabato sera, Campus universitario di Chieti

La notte tra sabato e domenica è stata distrutta l’attrezzatura del centro di vulcanologia e Scuola SISMA che studia i fenomeni precursori dei terremoti, nel Campus universitario di via dei Vestini a Chieti Scalo. In quelle ore si festeggiava, a tutta birra, la chiusura della giorni Campus & beer  manifestazione organizzata a fini educativi, è quasi un paradosso. Iniziative sportive, convegni, momenti di studio e ludici culminati, dopo il concerto della band tributo alla musica italiana, con un atto diseducativo, è il buio della ragione. Appena l’una e le registrazioni del centro segnalano delle anomalie, le apparecchiature esterne stanno per essere attaccate da un’orda di barbari. Alle ore 00.51 viene tirata giù la prima antenna verticale del laboratorio sismico poi le orizzontali e ancora i vandali si accaniscono sulle parti elettroniche per distruggerle, finché il segnale non si spegne del tutto e il centro resta danneggiato. Mezzora di devastazione che si traduce in migliaia di euro di danni e 2 settimane di vuoto, senza la possibilità di analisi e documentazioni in caso di rilasci sismici, registrazioni che servono per lo studio finalizzato alla prevenzione dei terremoti, capito bene, la ricerca si muove anche su questo campo, poco apprezzato dagli investitori che preferiscono impiegare fondi su qualcosa di certo e già conosciuto piuttosto che tentare in un campo dove i passi avanti hanno il sapore delle vecchie storie sulla sfera armillare. I cittadini devono cominciare ad informarsi a hanno il diritto di sapere che è possibile prevenire certe calamità.

Il punto dell'installazione delle antenne del laboratorio

Fase di installazione delle antenne
Fase di installazione delle antenne

Intanto il responsabile del Laboratorio di vulcanologia e scuola SISMA Stoppa scrive una lettera aperta al Direttore del DiSPUTer, il Professor Rino Stuppia che pubblichiamo integralmente: “Stavo pensando che sono rimasto colpito dalle offerte di aiuto economico perché in realtà quella è forse l’ultima cosa di cui ho bisogno. Anche se la gravità dell’accaduto resta tale ho avuto modo di sentire i ragazzi che hanno organizzato l’evento ed ora io mi pongo domande sul significato della mia presenza e del mio operato all’Università. Volendo dimostrare la loro buona fede e i loro buoni propositi di cui non voglio dubitare si sono lasciati sfuggire un ingenuo “non sapevamo che all’Università ci fossero queste attrezzature” …e io ho pensato -gli studenti non hanno idea di quello che io faccio qui e del perché lo faccio-. Quindi ora sono risoluto non solo a ripristinare l’attrezzatura ma anche a riprendere il discorso come era cominciato dopo il terremoto dell’Aquila cioè che la ricerca sia pure di punta e di nicchia, ha senso solo se è compartecipata e compresa dai cittadini e in primis dai cittadini dell’Università: i nostri studenti, perché è per loro che si fa.. Operiamo in un Dipartimento che ha tante componenti, tanta difficile ricchezza e tante diverse capacità. Questo significa che i nostri scopi devono essere più ampi e complessi. Ci ritroviamo una volta all’anno a parlare di complessità tra noi…io ora vorrei invece che facessimo uno sforzo per mettere a frutto la nostra esperienza tutto l’anno intorno a qualcosa di concreto. Chiedo quindi non aiuto economico, che spero invece ci verrà dall’Ateneo come è giusto, ma aiuto al Dipartimento per coinvolgere i cittadini e divulgare la Scienza. Era questo il tema che ho cercato di trattare nell’ultima conferenza…mi sembra doveroso continuare specie dopo un segno del destino forte come questo. Rendo pubblico questa mia proposta non solo per tutti i colleghi ma anche perché i cittadini e gli studenti che parteciparono alla Scuola SISMA possano decidere se partecipare e nuovi altri si aggreghino” conclude il coordinatore del laboratorio Stoppa. mariatrozzi77@gmail.com

Per saperne di più sul Laboratorio del Campus universitario a Chieti scalo
Per saperne di più sul Laboratorio scuola SISMA del Campus universitario a Chieti scalo

Aggiornamenti

Antenne provvisorie al Laboratorio di vulcanologia: Cartellonistica nel Campus universitario per spiegare a cosa servono 14.07.2015

Antenne distrutte al campus. Gli studenti di Azione universitaria aiuteranno a riparare l’impianto 16.06.2015

Approfondimento

Festa universitaria, distrutte le attrezzature del Laboratorio: senza rilevamenti sismici per settimane 08.06.2015

3 risposte a "Festa universitaria a Chieti. Non sapevano di distruggere le antenne del laboratorio. Stoppa: “Facciamo conoscere a tutti la scienza”"

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